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# Polifonia streaming: Spotify vs Rdio
- URL: https://www.tasc.blog/2013/04/30/polifonia-dello-streaming-spotify-vs-rdio/
- Published: 2013-04-30T12:00:58.000Z
- Updated: 2013-05-02T15:12:41.000Z
- Author: Luigi M.
- Tags: Tech, Web, streaming, Musica, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:33

In Italia è scattata l’ora X della **musica in streaming**. Spotify è stato subito seguito da Rdio e questo completa quasi del tutto il panorama dei servizi musicali più o meno online, ma non esaurisce il dilemma: **quale scegliere?**

Illustrare il funzionamento dei due music player sarebbe ridondante, i loro siti sono fatti apposta per pubblicizzarne le funzioni e guidare l'utente al loro utilizzo. Piuttosto voglio **trasmettervi una serie di impressioni** che ho raccolto provandoli, premettendo innanzitutto che non ho - dopo la prova gratuita - sottoscritto nessuno dei due e dopo vi dirò il perché.

## Spotify

Iniziamo da [**Spotify**](https://www.spotify.com/it/?ref=tasc.blog), per "anzianità". Venne lanciato nel 2008 in forme non troppo diverse da quelle che abbiamo iniziato a vedere in Italia solo da pochi mesi.  
Il principale vantaggio è un forte accento sulla **personalizzazione** del flusso musicale. Infatti si va ben oltre le playlist, con le "radio": dopo aver cercato un brano/album/artista o un genere musicale viene costruito un insieme di brani - senza difetti di spam - in cui per l'utente esprimere gradimento o rifiuto è semplicissimo: il *pollice in su* di romana memoria, in base alla cui indicazione un brano e i suoi affini verranno memorizzati o meno. Peraltro questa funzione è quasi più comoda nella versione mobile che in quella desktop, in cui a dire il vero si tende a perdersi. L'**utente** è perciò il **protagonista** fin dal primo brano e ne sarà sicuramente soddisfatto.

[Scarica dall'App Store →](https://apps.apple.com/app/id324684580?ref=tasc.blog)

I brani si possono riunire in playlist così come da sempre si fa con iTunes, con una funzione specifica per le app mobile: una playlist può essere segnata per la **riproduzione offline**. La sincronizzazione dell'elenco dei brani è scontata tra le varie piattaforme, mentre non c'è il riposizionamento del punto di riproduzione.

## Rdio

Venendo per secondo è scontato partire da un confronto, il che è effettivamente utile perché [**Rdio**](http://www.rdio.com/?ref=tasc.blog) rispetto a Spotify è più un **music player classico**. Suona brani o album e da lì non si sposta agevolmente. Anch'esso ha delle "stazioni", ma il loro funzionamento è molto meno fluido: ad esempio una stazione che sembrerebbe dedicata solo a Mozart finisce, dopo poco, per suonare Listz o un pezzo di Puccini, e perciò si capisce che il programma **non riesce a distinguere** tra i vari compositori di musica classica. E' un po' lo stesso effetto che produce il *Genius* di iTunes con scelte che ogni tanto lasciano perplessi. Ma non si può ignorare la sua giovinezza, è nato infatti solo nel 2010 e quindi ci aspettiamo un'evoluzione, magari proprio nell'affinamento di questo meccanismo, che è il suo principale difetto.

[Scarica dall'App Store →](https://apps.apple.com/app/id335060889?ref=tasc.blog)

Come catalogo Rdio non è inferiore a Spotify, ultimamente poi stanno aggiungendo molti album, quindi sotto questo punto di vista, possiamo dire che è assolutamente concorrenziale. Una chicca di Rdio è il suo **web player** \- che invece Spotify non ha: è una grande comodità, utile per far ascoltare agli amici dei brani **senza dover resettare l’app desktop** che, in effetti, può essere problematico. Rdio è veramente *portable*, anche grazie al fatto che **memorizza il punto** fin dove avete ascoltato un brano e ve lo sincronizza ovunque, cosicché potrete riprendere da lì senza ripetizioni.

## No money no party

Scaduto il periodo di prova, che succede se decidiamo di non rinnovare l'abbonamento? A questo punto non vi sono più macroscopiche differenze tra i due servizi, infatti dal computer **si può ascoltare la musica** in streaming, ma con **interruzioni pubblicitarie** (Spotify) o con una **limitazione sulla durata** dei brani (Rdio). In ogni caso, un po' di musica possiamo ascoltarla.

Per le **app** su iOS e Android non è così: **Spotify** si apre ma **non lascia fare più nulla**, nemmeno riprodurre semplicemente la musica, perciò è come se la cancellassimo (e a questo punto conviene farlo!); **Rdio invece rimane viva**, ma non del tutto: riproduce solo pochi secondi di ogni brano, cosa che già dopo qualche minuto diventa molto **irritante,** quindi, alla fine, non userete nemmeno questa.  
Entrambe perdono i brani che avevamo salvato offline, i quali riappariranno solo se rinnoveremo l'abbonamento. Nel frattempo non possiamo fare nulla.

## Valutazioni

Nonostante abbia cercato di essere oggettivo, la conclusione è assai personale. E' una scelta di gusto, anche estetico: abituato all'ambiente Mac e al suo design, per me Spotify è un marziano. **Rdio** è molto **pulito e lineare nell'interfaccia** e in questo momento sono caratteristiche che apprezzo più di altre. Ho detto che **Spotify è più intelligente** nella riproduzione "casuale" dei brani, permettendo all'utente di impostare un suo stream musicale con grande immediatezza e rapidità. La **meta** consiste nell'**avere una libraria di nostro gusto**, ma con Rdio non è possibile? Certo che si può, più meccanicamente, non in modo semi-automatico come Spotify, ma si riesce perfettamente e perdendoci solo qualche minuto in più. Per chi come me si è sempre organizzato playlist molto ordinate in iTunes non sarà quindi un trauma.  
Se ci si accontenta di qualche leggera perdita di tempo e si ripone una buona dose di speranza nel team di sviluppo, **Rdio** diventerà, come ho fatto io, la vostra scelta.  
Comunque la pensiate e se deciderete di provarli, dovete dare ad entrambi i "sistemi" il **tempo** di mostrarvi ogni loro sfumatura.

## Conclusioni

Come mai non sono abbonato a Rdio nonostante lo consideri il *migliore?* Non essendo esattamente trascurabile come costo, mi sono preso ancora un po' di tempo per vedere come evolverà questo mercato, perché c'è un'*eminenza grigia* che starebbe per rivelarsi: **iRadio o qualunque sarà il suo nome**, cioè il servizio di **streaming musicale di Apple**. Essendo un *monomarca* Apple per tutti i miei dispositivi, voglio vedere come sarà questo nuovo servizio e se mi convincerà di più.

Ma c'è **altro ancora su cui sto** riflettendo. Questi servizi puntano tutto sulla possibilità, da parte dell’utente, di accedere ad un ampio **catalogo** di musica che può essere ascoltato a piacere in ogni momento, ma non è del tutto vero.

Non siamo infatti del tutto liberi di camminare per la strada e sentire qualsiasi musica, perché ci occorre una **connessione dati**. Buona parte delle persone in possesso di uno smartphone ha un abbonamento dati (che di solito si aggira tra 1 e 2 GB), però la musica "pesa" e bisogna necessariamente porsi un **limite**. Le connessioni **wi-fi** sono una manna, ma purtroppo in Italia non sono molti i luoghi, a parte soprattutto le università, dove è possibile avere accesso a una connessione libera. Quindi finiremmo per utilizzare questi servizi a casa, nonostante non sia esattamente questo il target di utilizzo che ci eravamo immaginati.

E' anche bello potersi salvare i brani per un ascolto offline, possibile per entrambi i servizi, a patto di essere clienti da 9,99€/mese. Anche questa però è una funzione a tempo, infatti una volta fuori dal servizio premium non ci rimarrà nulla.

Proprio questo mi ha fatto pensare che forse anche [**iTunes Match**](http://www.apple.com/it/itunes/itunes-match/?ref=tasc.blog) andrebbe considerato come **un’alternativa** a Spotify e Rdio. La tua musica, brani comprati o cd importati, vengono copiati “*nella nuvola*” in alta qualità e possono essere ascoltati dall’iPhone - o iPod Touch che sia. Il dettaglio del funzionamento non lo conosco perché non l'ho ancora provato, anche se ci sto pensando seriamente; una limitazione forte per iTunes Match è l'essere solo Apple-compatibile, niente Android e altre piattaforme.

Il costo è di **24,99€** all'anno (contro i 120€ annui degli altri) cui va sommato il prezzo dei singoli album che vi interessano. Tutti i brani, però, saranno effettivamente vostri.