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# Un modo indolore di affrontare la crisi: la decrescita felice
- URL: https://www.tasc.blog/2013/05/16/un-modo-indolore-di-affrontare-la-crisi-la-decrescita-felice/
- Published: 2013-05-16T12:30:57.000Z
- Updated: 2013-05-14T13:28:15.000Z
- Author: Simone C.
- Tags: Ambiente, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:33

Se andiamo a guardare l'andamento del PIL italiano dal dopoguerra ad oggi, noteremo che subito dopo il **boom economico** si è partiti da un livello paragonabile a quello che hanno oggi paesi come Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa (i cosiddetti **paesi BRICS**) mentre oggi ci troviamo in una condizione di crisi economica alla quale si cerca di far fronte con rigore e austerità. Lo **spauracchio** più grande che ci viene sventolato davanti è lo spettro della recessione. Ma fa davvero così paura?

## La recessione è un trend inevitabile

Negli anni '60 il tasso di crescita del PIL italiano viaggiava intorno al 6% [(fig.2)](http://www.ecostat.unical.it/mannarino/didattica/GRAFICI%20OFFERTA.pdf?ref=tasc.blog) e gradualmente siamo scesi fino all'attuale segno meno. Questo perché? Per semplificare proviamo a spegare con una **metafora** sportiva: un ragazzo che inizia ad andare in palestra, all'inizio solleverà pesi per 20 kg, poi inizierà ad incrementare e nel giro di un breve periodo avrà aggiunto una notevole percentuale di peso al suo punto di partenza, ma quando sarà arrivato a sollevare 90 kg, beh a quel punto sarà dura anche aggiungere un solo kg di incremento. **L'andamento del PIL** funziona allo stesso modo. Nonostante il Prodotto Interno Lordo sia maggiore oggi rispetto al 1960, la crescita è minore. Anzi, in questo momento siamo arrivati ad un livello **impossibile da sostenere** e stiamo tornando indietro: la cosiddetta recessione. Perché è un trend inevitabile? Basta vedere il grafico nel precedente link per capirlo. Dal 1960 ad oggi, il tasso di crescita è costantemente diminuito di anno in anno.

## Come uscirne senza rinunciare alla nostra **felicità**?

Questo aspetto, oggettivamente inquietante, ci spinge a farci delle domande su noi stessi e sul nostro **modello di sviluppo occidentale**. Ci troviamo di fronte alla paura di perdere tutto ciò che abbiamo. Allora forse è il caso di farci una domanda: siamo sicuri che ci serva davvero quel "*tutto ciò che abbiamo*"? Siamo sicuri di peggiorare la qualità della nostra vita se cambiamo un po' le nostre abitudini? Se per esempio, invece di andare a lavoro in **macchina**, prendessimo i mezzi pubblici, sarebbe un peggioramento della qualità della vita?

## Salvare capra e cavoli

L'unica via sostenibile sembra essere, perciò, il ripensamento dei nostri **consumi**. Esiste una filosofia alla cui base c'è il mantenimento di un livello di benessere a cui siamo ormai abituati, coniugato ad un minore consumo di risorse. Stiamo parlando della [**decrescita felice**](http://decrescitafelice.it/?ref=tasc.blog), un approccio alternativo alla quotidianità che ci chiede in cambio soltanto un po' di **impegno e consapevolezza**. Tante sono le critiche mosse a questa filosofia, anche ironiche e sarcastiche e, diciamo la verità, l'idea di essere felici decrescendo, un po' di scetticismo lo suscita. Ma prima di sorridere, dobbiamo tenere bene in mente una cosa: la recessione è un processo inevitabile, o la assecondiamo e ci rimettiamo in discussione, o ne verremo inevitabilmente travolti. Che ne dite, vogliamo provarci? In fondo non abbiamo molto da perdere, ma avremmo molto da guadagnare, per esempio un mondo migliore.