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# Un film sulla Generazione Erasmus: "L'appartamento spagnolo"
- URL: https://www.tasc.blog/2013/06/10/un-film-sulla-generazione-erasmus-lappartamento-spagnolo/
- Published: 2013-06-10T12:30:31.000Z
- Updated: 2013-06-08T16:25:12.000Z
- Author: Simone C.
- Tags: Tendenze, Cinema, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:33

Spesso si sente dire, generalizzando non poco, che la **generazione** nata dopo gli anni ottanta, quella dei cosiddetti figli del boom, sia una generazione asettica, neutra e sterile, incapace di ricercare stimoli e di avere ideali. Soprattutto di avere ideali, se paragonata alla “gloriosa” generazione dei loro genitori, i figli del dopoguerra, che di **ideali** (a quanto pare) sembra ne abbia avuti da vendere. Credo sia un’analisi miope e approssimativa, perché questa generazione, la mia generazione, di ideali e valori ne ha, eccome. Solo che (per fortuna) il tempo passa, le cose cambiano e cambia anche il modo di **relazionarsi** con il mondo. Allora i nostri valori e ideali, oggi, si identificano con la ricerca, la curiosità di scoprire il diverso, l’altro rispetto a noi, il piacere di contaminarsi e di scoprire nuove frontiere e culture.

## La "Generazione Erasmus"

Qualcuno ci ha definiti la “***generazione Erasmus***” e secondo me non si può utilizzare definizione migliore. La filosofia alla base del progetto Erasmus è quella che incarna maggiormente i valori di questa generazione. Il **viaggio** ha senso nella sua meta, non nel suo fine. A tal proposito, consiglio un bellissimo **film** franco-spagnolo del 2002, “*L’appartamento spagnolo*”, che descrive, nell’essenza più profonda, che cosa significhi oggi per un giovane cittadino europeo fare un Erasmus. Troppo spesso, e troppo superficialmente, si considera questa esperienza come un passatempo di studenti viziati che vanno all’estero a farsi una vacanza. Ma come si capisce dal film, un Erasmus è **un’esperienza formativa**, non è una prova di vita, ma è parte della vita, è vita anch’essa.

## Un film sulla gioia di vivere

Il protagonista, Xavier, lascia il suo piccolo guscio fatto di sicurezze familiari (la prospettiva di un posto al ministero per intercessione del ricco padre, l’abbandono del sogno di fare lo scrittore, la mamma troppo presente) e si butta a capo fitto in quella che sembra proprio essere la vera realtà. Con una sapiente e dinamica regia, **Cédric Klapisch** riesce a capovolgere la tradizionale concezione della vita secondo i canoni del realismo istituzionalizzato. Il mondo sicuro di affetti che Xavier si lascia alle spalle in breve tempo diventa stantio e stretto, una gabbia dorata che ormai non può che soffocarlo. Xavier tornerà diverso dal suo Erasmus a Barcellona, con il coraggio di scegliere la sua strada e con la consapevolezza che non c’è, in realtà, un momento da aspettare per **essere felici**, basta vivere seguendo le proprie passioni. Si può cadere, certo. Ma cade solo chi prova ad alzarsi in volo. Un film adatto a chi ha sete di scoperte e, forse, più adatto a chi prematuramente condanna questa generazione ad una morte senza speranza. L’albero dei sogni produce ancora frutti, non abbiamo che da andare a coglierli. Buona visione.