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# 100 GB di dati per vincere una gara
- URL: https://www.tasc.blog/2013/11/16/100-gb-di-dati-per-vincere-una-gara/
- Published: 2013-11-16T13:00:59.000Z
- Updated: 2014-11-24T19:54:12.000Z
- Author: Patrizio S.
- Tags: Tech, Scienza, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:34

Domenica 27 Ottobre 2013 si è svolto il Gp d'India, che ha visto ancora una volta vincere **Sebastian Vettel** alla guida della sua **Red Bull**. Il pilota tedesco in quest'occasione si è laureato per la **quarta volta di seguito campione del mondo**. Complimenti, insomma, al pilota che ha conquistato ogni record possibile: pilota di Formula 1 più giovane ad aver conquistato un Mondiale, ad aver ottenuto una pole position, ad aver ottenuto punti, a guadagnare più punti in una singola stagione, a segnare un giro veloce, a salire sul podio, a vincere una gara, ad avere il maggior numero di pole position in un Mondiale. Ma complimenti anche al team Red Bull Racing, che ha fornito al tedesco ora ventiseienne **una macchina a dir poco perfetta**.

## Informazioni in tempo reale

Ma come si fa ad ottenere tutti questi risultati? Bravura del pilota a parte, il merito è della macchina. **Ma anche della sua analisi**. Ad ogni gara infatti, i 100 sensori disposti sulla vettura raccolgono una **quantità infinita di dati** (addirittura 100 gigabyte!) che giungono al muretto dei box in tempo reale (la cosiddetta *telemetria*) e riguardanti indici come la velocità e le forze gravitazionali. Dati che vengono inviati in contemporanea anche alla sede centrale del team Red Bull Racing presso Milton Keynes, nel Regno Unito, in una stanza senza finestre dove ben **24 analisti** siedono davanti a 4 file di schermi e studiano approfonditamente ogni minimo dettaglio. Ciò che viene rilevato è mandato direttamente al muretto dei box tramite un collegamento grezzo consentito dalle regole della Formula 1 (che allo stesso tempo vieta comunicazioni radio o visive). E la cosa è molto utile, perché ogni imprevisto può essere analizzato per **ottimizzare al meglio** le strategie da adottare.

Un esempio? L'anno scorso, nell'ultima gara del Mondiale, Vettel fece un incidente con un'altra vettura. La strategia di prassi per queste occasioni è rientrare ai box per sistemare i danni subiti. Il team Red Bull invece decise di tenere il pilota tedesco in pista, e fece analizzare i dati all'ufficio di Milton Keynes per verificare se era possibile evitare il pit stop per non perdere tempo e proseguire senza accumulare svantaggio. L'**analisi** risultò positiva, Vettel non rientrò ed arrivò sesto, una posizione che gli bastò per vincere il suo **terzo Mondiale consecutivo**.

## Sbagliare per migliorare

Non sempre però è andato tutto bene. Nel 2009 la bassissima velocità di trasmissione dei dati (che, ricordiamo, non sono certo pochi) provocò un forte rallentamento nella decisione della strategia da compiere, e portò una delle due vetture Red Bull a perdere molte posizioni. Ma il problema si risolse presto: grazie ad una partnership con AT&T, la **velocità di trasmissione** venne assicurata ad alti livelli.

Chapeau, insomma, a Vettel e alla Red Bull, entrati ufficialmente nella storia grazie alla quarta doppietta titolo piloti – titolo costruttori. E tanto di cappello anche a tutti quegli analisti, ingegneri e matematici che, con freddezza assoluta, interpretano i dati e forniscono la migliore ottimizzazione in tempo reale. Sembra poca cosa, ma non lo è per niente. Che ne dite, meriterebbero anche loro di salire sul podio?