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# La piantina segreta
- URL: https://www.tasc.blog/2014/01/10/la-piantina-segreta/
- Published: 2014-01-10T13:00:27.000Z
- Updated: 2014-01-10T15:21:57.000Z
- Author: Simone C.
- Tags: Scienza, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:35

Da qualche giorno in Italia si è riaperto il dibattito sulla legalizzazione delle cosiddette **droghe leggere**, cioè marijuana e hashish, i due principali e più comuni derivati della cannabis che possono provocare effetti psicotropi. Mentre l'opinione pubblica giustamente si divide tra i favorevoli ed i contrari, noi di TASC abbiamo pensato che, a prescindere dallo schierarsi a favore dell'una o dell'altra opinione, sia doveroso fornire un **contributo oggettivo** ed imparziale a tale dibattito, in modo che ognuno possa avere a disposizione il maggior numero di strumenti per potersi creare un'opinione adeguatamente "*scientifica*". Ciò di cui non parleremo, invece, è l'aspetto ludico della cannabis, cioè dello spinello in quanto tale. Non ci interessa influenzare l'opinione pubblica su questa tematica, vogliamo solo parlare di **dati di fatto,** affinché tutti sappiano che utilizzare la cannabis per sballarsi è solo uno degli altri mille utilizzi che questa piantina offre all'uomo.

## Che storia!

Innanzi tutto, bisogna dire che il rapporto tra l'essere umano e la **cannabis** (cioè la **canapa**) risale all'alba dei tempi, praticamente da quando ha iniziato a prendere forma la prima bozza rudimentale di società (quando, per dirla con Locke, si sugellava il "*patto sociale*") l'uomo ha imparato ad utilizzare questa pianta, come **anti infiammatorio**, come oggetto di rituali religiosi (a lungo la cannabis per i suoi effetti psicotropi è stata considerata una pianta sacra) e come farmaco tutto fare. In seguito, l'uomo ha imparato ad estrarre le **fibre** di questa pianta (che trovava dovunque perché la cannabis cresce praticamente **a qualsiasi latitudine** e senza eccessivi sforzi) e a produrne un'ottima carta, resistente e di buona qualità. Ma è con l'avvento della modernità che la cannabis si è rivelata **un potente mezzo industriale**.

## Olio santo

Accennavamo alla produzione di carta di cannabis, eccezionalmente resistente e con costi di produzione molto più bassi delle attuali carte di cellulosa (per la produzione delle quali stiamo distruggendo i nostri boschi), ma la cannabis produce anche un **olio combustibile** (il cosidetto bio-diesel) che inquina pochissimo e, se consumato dall'uomo, presenta un'elevata digeribilità. Con l'olio di canapa (o, se preferite, di cannabis) si potrebbero alimentare i motori di tutti i mezzi di trasporto, con un impatto ambientale notevolmente ridotto e soprattutto **senza bisogno di ricorrere al petrolio**. Già questo aspetto basterebbe a farci riflettere, ma c'è dell'altro.

## A tutta... canapa!

Avete presente la grande casa automobilistica americana, la **Ford**? Tutti saprete che si chiama così dal nome del suo fondatore, Henry Ford, il pragmatico inventore della catena di montaggio. Ma forse non tutti sapete che Henry Ford nel 1941 aveva brevettato la cosiddetta "*Hemp Body Car*", la **macchina di canapa**. L'aveva chiamata così proprio perché composta interamente da un materiale plastico ottenuto dalla canapa ed era alimentata ad etanolo di canapa, estratto direttamente dai semi della pianta. La scocca composta in quel materiale non solo era più leggera delle classiche scocche in metallo, ma era addirittura **più resistente** in caso di urto. Una serie di circostanze (lo scoppio della guerra, la morte di Ford e la proibizione della pianta in USA, avvenuta nel 1955) impedì al progetto di vedere davvero la luce. Ma quel che oggi ci interessa è che, volendo, **sarebbe effettivamente possibile** costruire un auto con fibra di canapa e che sia ad impatto ambientale praticamente nullo o trascurabile.

## Cotton club

Tutti noi indossiamo t-shirt in **cotone**. Ma da un punto di vista ambientale quanto incide? L'impronta idrica di un kg di cotone è di 1400 litri di acqua e il 25% dei pesticidi utilizzati nel mondo è impiegato solo per la produzione di cotone. La stessa quantità di canapa, invece, viene prodotta con l'utilizzo di circa **700-800 litri d'acqua**. Una bella differenza, vero? Certo, soprattutto se pensate che a parità di quantità, la canapa fornisce circa il **250% di fibra in più rispetto al cotone**. E i pesticidi? La cocciutissima canapa non sa nemmeno cosa siano, infatti è più forte delle piante infestanti e si può coltivare **senza spruzzare nemmeno una goccia di DDT**. Come se non bastasse, la canapa non cede a causa dei lavaggi come il cotone (o per lo meno, non così velocemente) e riesce ad essere competitiva e vincere anche sul terreno favorito dal batuffolo bianco: la traspirabilità. La fibra di canapa, infatti, non solo lascia traspirare il corpo meglio del cotone (che lascia già traspirare benissimo), ma possiede naturalmente **proprietà antibatteriche** che impediscono la proliferazione di funghi e muffe. In più, mentre il cotone deve essere tinto con processi chimici (inquinanti) la fibra di canapa assume **naturalmente** diverse colorazioni in base al metodo di estrazione che si utilizza.

## Ti...sana!

E in medicina? negli USA sono ormai più di **venti** gli stati che permettono l'utilizzo di cannabinoidi a scopo terapeutico. In Europa tanti stati stanno facendo la stessa cosa, dalla liberale Olanda alla Romania, passando per la Francia (che sta varando un disegno di legge per rendere la cannabis terapeutica accessibile entro la fine del 2014) o il Portogallo. Anche in **Italia** qualche regione si è attivata e inizia a muoversi in quella direzione (Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Lombardia, ecc..), ma davvero "*farsi una canna*" può aiutare chi soffre? Sembrerebbe proprio di sì, soprattutto in disturbi relativi all'apparato **nervoso e muscolare** (sclerosi multipla, epilessia). Il **delta9-tetraidrocannabinolo** (il principio attivo della pianta, comunemente conosciuto come **THC**) sembra non avere rivali nemmeno nel contrastare il **glaucoma** oculare, riducendo drasticamente la pressione dell'occhio di chi lo assume. Inoltre è un potente antidolorifico e antidepressivo, con controindicazioni trascurabili rispetto a quelle dei tradizionali farmaci antidepressivi. Ottimo per alleviare gli spasmi di chi è costretto ad affrontare una **chemioterapia** (riducendo gli spasmi muscolari si riducono, ovviamente, anche le contrazioni addominali che portano a violenti conati di vomito), favorisce l'appetito e (superfluo aggiungerlo) il buonumore. Questi sono soltanto esempi lampanti, quasi inconfutabili, degli effetti curativi della cannabis, ma basta fare un giro sul sito [cannabisterapeutica.it](http://www.cannabisterapeutica.info/category/studi-scientifici/?ref=tasc.blog) per farsi un'idea delle **potenzialità** di questa semplice pianta in campo medico.

## Eravamo quattro lobbies al bar

Si potrebbero ancora elencare migliaia di prodotti che possono essere realizzati con la cannbis (addirittura mattoni per costruire case) e tutti hanno lo stesso filo conduttore: **alta qualità, alto rendimento, impatto ambientale bassissimo**. Se decidessimo di utilizzare i derivati della canapa potremmo tranquillamente dire **addio al petrolio** (plastica, nylon e bio-diesel possono essere prodotti tranquillamente dalla canapa, e sarebbero biodegradabili). Un altro esempio è il **pellet** per le stufe e i caminetti, se prodotto con la canapa, rende immensamente di più e (indovinate?) con minore emissione di fumi. In pratica l'utilizzo della cannabis a livello industriale ci pemetterebbe di emanciparci dalle seguenti **quattro lobby** produttive: petrolio, carta, medicine, tessuti. A questo punto ci viene un dubbio. Ma questa pianta è proibita perché davvero pericolosa per l'uomo (che la utilizza da sempre e questo striderebbe in maniera lampante con la teoria dell'evoluzione) oppure perché è **pericolosa per i suoi affari**? In effetti, la cannabis illegale produce un grosso giro di affari, ma nelle mani sbagliate: le mani delle narcomafie.

## Per ulteriori informazioni...

Per chi vuole saperne di più, suggeriamo questo esaustivo video sulla storia della cannabis.

Con questo articolo non intendiamo incentivare in alcun modo l'utilizzo di cannabis o derivati. La legislazione italiana, in ogni caso, **non ammette** la detenzione, l'utilizzo, lo scambio e il consumo in qualsiasi maniera di sostanze contenenti THC. Noi di TASC rispettiamo la normativa e vi chiediamo di **attenervi scrupolosamente ad essa**. Ciò non toglie che la nostra filosofia sia in ogni caso ispirata dalla "*curiositas*" e siamo fermamente convinti che solo **la conoscenza e l'informazione** possano fare di una massa informe un popolo consapevole. Il nostro intento, in questo articolo, era quello di darvi strumenti conoscitivi qualora non ne aveste. Le conclusioni da trarre, come sempre, spettano a voi.