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# La notte degli Oscar 2014
- URL: https://www.tasc.blog/2014/02/28/la-notte-degli-oscar-2014/
- Published: 2014-02-28T17:00:20.000Z
- Updated: 2014-03-01T15:49:13.000Z
- Author: il C.
- Tags: Tendenze, Eventi, oscar, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:35

Al **Dolby Theatre** di Los Angeles gli addetti ai lavori hanno appena posizionato quello che è senza dubbio il red carpet più famoso e glamour del mondo. L’imminente cerimonia per la consegna degli Oscar 2014, che si terrà il 2 marzo è uno fra gli eventi più importanti e prestigiosi nell’agenda di tanti cinefili, e non solo. Alla grandissima attesa, come ogni anno, si accompagnano però gli immancabili, e quasi rituali, pronostici su chi riuscirà ad aggiudicarsi l'ambitissima statuetta.

## Leo o Matthew?

![leo](https://www.tasc.blog/content/images/wp-ext/daqh5htddpb11.cloudfront.net/1e4011221e-leo.jpg)

Quest'anno tutti gli occhi sono puntati sulla categoria del **Miglior attore protagonista**, e in particolar modo su **Leonardo Di Caprio**, eccessivo quanto straordinario protagonista in **The Wolf of Wall Street**di Martin Scorsese, ma pecora nera per l'Academy, la quale gli ha sempre negato la statuetta, e spesso addirittura anche la nomination, come in occasione delle superbe interpretazioni di *The Departed* o *Django Unchanined.* Ad insinuare la vittoria del bel Leo c'è però un dimagritissimo e quasi irriconoscibile **Matthew McCounaghey** che con la sua interpretazione del texano malato di AIDS in **Dallas Buyers Club*,* sembra aver conquistato il cuore di molti.

## Interessanti Nomination

![nomination-femminili](https://www.tasc.blog/content/images/wp-ext/daqh5htddpb11.cloudfront.net/94ee55434d-nomination-femminili.jpg)

È invece sfida aperta sul versante femminile dove, per la categoria di **Migliore attrice protagonista**, grandissime icone come **Meryl Streep, Judi Dench, Sandra Bullock, Cate Blanchette** e **Amy Adams** si contendono la statuetta ad armi pari. Al contrario appare abbastanza sicura la vittoria del prestigioso riconoscimento per la **Miglior Regia**, che dovrebbe andare ad **Alfonso Cuarón** che con il suo ***Gravity*** ha inaugurato nuove tecniche di regia finora inesplorate, che gli hanno permesso di ricreare l'assenza di gravità come mai era stato fatto finora. Sarà invece una sfida a due, un vero e proprio duello, quello per aggiudicarsi il premio nella più importante delle categorie: il **Miglior film**. I duellanti in questione sono ***American Hustle***, brillante commedia dal cast stellare, diretta dal pluri-nominato **David O. Russell,** e ***12 anni schiavo***, doloroso dramma razziale dell'ormai inarrestabile **Steve McQueen**. Meno favoriti, ma non per questo meno interessanti, sono i restanti film in categoria, come l'eccessivo ***The Wolf of Wall Street***di **Martin Scorsese**; il road-movie dal gusto retrò ***Nebraska***, e poi ancora i toccanti**Philomena*, *Captain Phillips*, *Her**e i già citati ***Gravity***e ***Dallas Buyers Club***.

![migliorfilm](https://www.tasc.blog/content/images/wp-ext/daqh5htddpb11.cloudfront.net/c204fdd262-migliorfilm.jpg)

## I grandi esclusi

![ESCULSI](https://www.tasc.blog/content/images/wp-ext/daqh5htddpb11.cloudfront.net/606ef4ddae-ESCULSI.jpg)

Ma se queste sono le categorie più prestigiose, quelle su cui si concentra maggiormente l'attenzione di critici, giornalisti e appassionati, non si può dimenticare di citarne un'ultima: la categoria dei **grandi esclusi**. Eh sì, perché l'Academy è spesso nota anche per questo; per aver lasciato a mani vuote (o magari aver ignorato totalmente) pellicole a cui poi il tempo e la storia hanno regalato un posto nell'olimpo del cinema. L'elenco di chi ha vinto la statuetta è lungo almeno quanto quello di chi non è mai riuscito a portarla a casa. A cominciare dal mai-premiato Stanley Kubrick che, nel 1971, vede il suo *Arancia meccanica* sconfitto dal meno celebre *Il braccio violento della legge;* o Francis Ford Coppola costretto ad inghiottire il boccone amaro nonostante partecipasse con il suo capolavoro, *Apocalypse Now.* E poi ancora, tra i grandi sconfitti, si può citare il provocatorio *Pulp Fiction* di un giovanissimo Quentin Tarantino o il devastante *Taxi Driver* del maestro Scorsese. Quest'anno, tra i grandi esclusi, aleggia indelebile il nome di Woody Allen. Il suo ***Blue Jasmine,*** in costante equilibrio tra commedia e dramma e tra piani temporali diversi, ha delle innegabili qualità che avrebbero dovuto garantirgli un posticino tra le prime file del Dolby Theatre, ma che invece sono state bellamente ignorate dall'Academy. Altri esclusi inaspettati sono poi i fratelli Coen per il loro bellissimo e malinconico **A proposito di Davis*,* e, in ambito attoriale, il doppio Tom Hanks di ***Captain Phillips*** e di ***Saving Mr. Banks***. Ma queste, signori (che ci piacciano o no), sono le scelte dell'Academy, questa è la cerimonia degli Oscar, quella magica notte in cui si confondono l'arte e il glamour, l'emozione e la commozione, la gioia e la delusione, i consensi e le polemiche.

## Il bello di essere italiani

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E questa edizione del 2014, per noi italiani si arricchisce di una sfumatura in più, che contribuisce a renderla ancora più suggestiva e coinvolgente. È in gioco il nostro sentimento di orgoglio nazionale perché finalmente, dopo tanto (troppo) tempo l'Italia riconquista un ruolo nel cinema mondiale grazie all'incredibile pellicola di **Paolo Sorrentino**: ***La grande bellezza.*** Film straordinario, emozionante, potente, sincero, dopo aver conquistato BAFTA e Golden Globe è riuscito ad entrare nella cinquina dei finalisti agli Oscar come **Miglior film straniero** e a riaccendere la speranza di una vittoria italiana ad Hollywood che manca ormai da 15 anni, da quando un irriverente Roberto Benigni saltò in piedi sulle poltroncine rosse dell'allora Kodak Theatre, euforico per la vittoria del suo capolavoro: *La vita è bella.* I film di Sorrentino e quello di Benigni, totalmente diversi su ogni aspetto cinematografico, hanno però una cosa che li accomuna: quell'aggettivo/sostantivo *bella/bellezza* che da sempre sembra il sinonimo del nostro Paese. Sì perché l'Italia, nonostante le sue innumerevoli contraddizioni, resta comunque il paese dell'arte e della bellezza. Lo stesso Sorrentino nel suo discorso di ringraziamento dopo la vittoria del Golden Globe ha fatto la sua dedica “all'Italia, questo paese strano ma bellissimo”. E noi oggi non possiamo fare altro che augurargli che questa bellezza italiana gli porti, o meglio, ci porti fortuna, nella speranza che la magica notte del 2 marzo possa tingersi un pochino d'azzurro.

Citando il produttore cinematografico Luciano Stella concludiamo dicendo che *La grande bellezza*  “merita l'Oscar. Anzi lo ha comunque vinto. Lo prenda o no.”

***Veronica Ceccarelli***

**P.S:** *Per il Cast di TASC, è sempre emozionante pubblicare un articolo, ma questa volta lo è stato ancora di più: il testo che hai appena letto lo abbiamo ricevuto in redazione ed è scritto da una nostra follower. Appena aperto questo fantastico articolo, abbiamo ritenuto di condividerlo con tutti voi in via del tutto straordinaria e, ovviamente, ringraziamo l'autrice, invitandola ufficialmente a far parte del nostro Cast.*