> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.tasc.blog/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# La Pirateria Digitale
- URL: https://www.tasc.blog/2014/03/27/pirateria-digitale/
- Published: 2014-03-27T13:00:17.000Z
- Updated: 2014-04-24T23:06:34.000Z
- Author: Alessandro B.
- Tags: Web, serie tv, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:35

Per pirateria digitale si intende quell’atto compiuto che infrange alcune leggi sul diritto d’autore; "pirata digitale" è più comunemente definito chi **fruisce illegalmente di materiali multimediali**. Tecnica nata molti anni fa, con la possibilità di “copiare” dischi in vinile, stessa cosa per i successivi VHS. Ma dove ha origine precisamente la “cultura” della pirateria?

## Questione di tempo

Partiamo da un concetto di base: ognuno di noi dovrebbe aver accesso libero a diversi contenuti multimediali liberamente, esattamente come succede con i libri e le biblioteche, dovrebbe valere lo stesso anche per la musica ed i film. Purtroppo l’aspetto è molto controverso; oggi la distribuzione libera viene spesso combattuta discapito della sua diretta controparte: la crescita culturale.  
Persino **Thomas Jefferson** espresse diverse preoccupazioni riguardo al diritto d’autore in una lettera ad Isaac McPherson (13/09/1813). Il famoso inventore sostenne che ”chiudere” le idee sotto forma di proprietà privata non avrebbe giovato alle future generazione. Nella Costituzione degli Stati Uniti, al primo articolo sezione 8 troviamo :

> Il Congresso ha facoltà di promuovere il progresso della scienza e delle arti utili, garantendo per periodi limitati agli autori e agli inventori il diritto esclusivo sui loro scritti e sulle loro scoperte.

Questo diritto vuole tutelare sia la paternità intellettuale dell'idea che la collettività, facendo circolare il prodotto liberamente, dopo un certo periodo. Purtroppo la legislazione statunitense ha aumentato sempre di più questo lasso di tempo: dai 50 anni dalla morte del creatore decisi dal [Copyright Act](it.wikipedia.org/wiki/Copyright%5FAct%5F1976), ai 75 anni sanciti[ nel 2008](http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright%5FTerm%5FExtension%5FAct?ref=tasc.blog).

> Quando un’idea viene diffusa, nessuno ne possiede meno poiché ogni altro possiede il suo intero. Chi riceve un’idea da me, riceve lui stesso istruzioni senza diminuire le mie: come chi accende la sua candela dalla mia, riceve luce senza lasciare me al buio

*Thomas Jefferson -* [lettera ad Isaac McPherson](http://movingtofreedom.org/2006/10/06/thomas-jefferson-on-patents-and-freedom-of-ideas/?ref=tasc.blog)

## Perché la PIRATERIA?

La maggior parte delle persone non scarica o guarda materiale illegale solo per il brivido di fare qualcosa “fuori legge”. La pirateria è soprattutto sinonimo di **comodità**, oltre che un **vantaggio economico**: poter fruire di tutto, subito, quando voglio e come voglio. In passato se si voleva ascoltare un unico brano di un determinato artista e, mettiamo il caso, il relativo singolo non fosse stato disponibile in store, difficilmente si sarebbe riusciti ad ascoltare il brano, o per lo meno molto più difficilmente che oggi.

Ecco i dati che mostrano in numeri e percentuali la popolazione ricorsa a materiale pirata negli USA ed in Germania:  

![infografica](https://www.tasc.blog/content/images/wp-ext/daqh5htddpb11.cloudfront.net/91e9cb886b-infografica1.jpg)

Per una lettura completa e approfondita ecco lo studio completo: "[Copy culture](http://piracy.americanassembly.org/wp-content/uploads/2013/01/Copy-Culture.pdf?ref=tasc.blog)".

Il punto di inizio della pirateria digitale è la nascita di **Napster** nel 1999, il primo programma di file sharing peer-to-peer che fece scandalo. Da quel momento il mondo della condivisione musicale è cambiato, la musica è entrata sempre di più nelle nostre vite e il concetto di copyright iniziò ad essere messo in forte discussione (per la cronaca, [Napster](http://it.napster.com/start?ref=tasc.blog) ora è uno store digitale di musica, come Spotify).  
Inutile dire che l’exploit della distribuzione di materiale illegale ha portato alla nascita di molti mercati digitali, sempre in più forme diverse, dando una bella scossa positiva e facendo entrare non pochi miliardi nel mercato. Come potete notare, nell'infografica sono presenti i guadagni delle major, dai videogiochi ai film. Ad esempio il valore dell'industria musicale è passato **da 132 a 168 milioni di dollari**.

**La recente lotta contro PirateBay, il noto sito di torrent,si è conclusa con la riapertura del portale:** inizialmente i creatori del sito web, dopo diverse dispute legali, chiusero il portale, ma poi, non molto tempo fa, è stato riaperto definitivamente ed ora è accessibile da tutto il mondo. Per una visione più chiara di quello che è successo rimando al documentario "*TPB AFK The Pirate Bay Away From Keyboard*", realizzato grazie ad una [campagna su Kickstarter](https://www.kickstarter.com/projects/tpbafk/tpb-afk-the-pirate-bay-away-from-keyboard?ref=tasc.blog) da [Simon Klose](http://klo.se/?ref=tasc.blog):

## La pirateria ed i guadagni

Uno dei primi a capire che il mondo stava cambiando e che la pirateria poteva essere ”sfruttata” fu Steve Jobs, che nel 2003 creò iTunes-store, stilando vari accordi tra Etichette Major del panorama musicale mondiale per poter pubblicare, fin da subito, 200.000 canzoni sullo store. Su iTunes la musica costa meno (0.99€ a brano) e molti artisti inizialmente non accettarono questa decisione: perché "svendere” il loro lavoro a così poco? Per loro fortuna si sbagliarono.  
Il mercato da quel momento inizio a popolarsi di vari store digitali: [Beatport](http://www.beatport.com/?ref=tasc.blog), [Junodownload](http://www.junodownload.com/?ref=tasc.blog) fino ai più recenti [Google play](https://play.google.com/music/listen?ref=tasc.blog) e [Amazon](http://www.amazon.it/musica/b?ie=UTF8&node=412600031&ref=tasc.blog). Un'altro servizio sempre più sviluppato è quello per cui, pagando un corrispettivo mensile, è possibile ascoltare musica da una libreria musicale immensa. I più noti portali che offrono servizi di questo genere sono [Spotify](https://www.spotify.com/it/?ref=tasc.blog), [Pandora](www.pandora.com) (attivo negli USA), iTunes Radio.

La **stessa cosa vale per il mercato audiovisivo**: insieme alla musica, i film venivano sempre più distribuiti. Di nuovo, la chiave del problema non sta nel fascino dell’illegalità, ma nella maniera più comoda di accesso ai contenuti. Da questo punto di partenza sono nati i vari Netflix, i servizi di Tv On-Demand (l’esempio Infinity è arrivato da poco in Italia) e le Smart-Tv collegate ad internet, **sempre più comodi e adattati alle modalità che la pirateria fornisce**.  
In questo periodo è molto semplice trovare un servizio che, corrispondendo un mensile, fornisce diverse migliaia di film e serie tv in streaming.  
La pirateria, però, sa sempre come rinnovarsi e da poco è uscito un nuovo software, [**PopCorn Time**](https://github.com/popcorn-team/popcorn-app/releases?ref=tasc.blog), in grado di trasmettere in streaming i film torrent in 720p e 1080p. Stavolta la differenza sta nell'elevata qualità e nella fluidità, che rendono durissimo confronto per qualunque altro servizio, legale o illegale.

L’evoluzione del consumo dei servizi multimediali, in qualche modo, da sempre si adatta a ciò che, di volta in volta, fornisce la pirateria: più comodità, più velocità nella fruizione di titoli cinematografici e costo inferiore rispetto a servizi precedenti hanno costretto (e costringono) il mercato legale ad aggiornarsi sempre più frequentemente. Da questo punto di vista, chi di sicuro trae un beneficio è l'utente.