> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.tasc.blog/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Come risolvere qualsiasi problema
- URL: https://www.tasc.blog/2014/07/24/come-risolvere-qualsiasi-problema/
- Published: 2014-07-24T12:00:59.000Z
- Updated: 2014-07-23T08:53:16.000Z
- Author: Alberto Ziveri
- Tags: Scienza, studio, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:36

Ok, il titolo di quest'articolo forse è un po' presuntuoso. Ma cosa significa risolvere un problema? Parliamo di problemi generici, di certo non vi spiegheremo nel dettaglio nello specifico come dimenticare una storia d'amore andata male o nemmeno come risanare un'azienda dai suoi debiti. Di certo però esiste una mentalità generica che ho imparato nel corso degli anni, e che quantomeno vi insegnerà a **risolvere un problema**, oppure, come vedremo, ad **ignorarlo**. Steve Jobs ad esempio era famoso per ignorare i problemi, ed è stata una delle sue caratteristiche fondamentali.

## 1) Il problema esiste? Ora?

[Vedi il grafico interattivo →](https://infogram.com/i-problemi-secondo-tascit?ref=tasc.blog)

Il primo step da compiere è capire se **il problema esiste**. O meglio, occorre farsi le due domande:

- Il problema esiste davvero? È considerabile un vero ostacolo?
- Il problema me lo devo porre ora? O meglio porselo quando si presenterà? (Quindi non esiste ora ma esisterà in futuro)

Spesso infatti ci creiamo problemi o ci facciamo problemi che in realtà poi scopriamo che non esistono, che non sono problemi. E spesso si sfocia nel campo più delle paranoie, ovvero "problemi mentali". Oppure ci facciamo problemi troppo futuri che probabilmente non accadranno mai. Spesso sono i nostri amici a farcelo notare. *Preoccuparsi del futuro è come masticare un chewing gum per risolvere un'equazione algebrica* [diceva Baz Luhrmann](https://www.google.com/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8&ref=tasc.blog#q=baz+luhrmann+sunscreen). **Ci sono molte persone che sono nate per crearsi problemi davvero inutili perché non sanno come riempire il proprio tempo**. Ad esempio mettiamo che oggi sia lunedì, e che pensiamo già a cosa fare sabato sera. Escluse ragioni particolari, perché diamine vi preoccupate cosa fare sabato sera quando siamo a lunedì? È uno dei classici problemi inesistenti comuni. Non è di certo un problema, ma lo trattiamo come se fosse un problema avere il sabato sera "non programmato". Ogni giorno ci sorgono domande e problemi, abituiamoci a **stabilire delle priorità** e a capire quali sono dei problemi veramente importanti, e quali invece, non devono nemmeno essere considerati problemi. Spesso infatti molti problemi li ho risolti chiedendomi: "Anche se risolvessi questo problema, cosa succederebbe?", se la risposta è "Niente" allora non è nemmeno un problema.

### Non essere troppo prevenuti

A volte ci poniamo problemi perché siamo per natura prevenuti, e quindi ci poniamo problemi che si presenteranno e andranno affrontati **più avanti nel tempo**, e allora per quale motivo dovreste porveli ora? Prendiamo l'esempio aziendale in cui si discute di un nuovo possibile prodotto, ancora non si sa nulla di esso, non si sanno i costi, non si sanno i dettagli, e già c'è una persona che si preoccupa del prezzo di vendita. A cosa serve preoccuparsi del prezzo di vendita quando ancora non sai i costi? È il classico esempio di perditempo e di chi non è capace di seguire un processo aziendale. Dovete essere abbastanza maturi in modo da capire **quando i problemi vanno posti.**

## 2) Capire il problema

Il modo più superficiale per affrontare un problema è quando esso viene mal interpretato e non viene studiato in profondità. La soluzione di un problema si trova quando si è veramente coscienti del problema. Altro esempio aziendale banale: un'azienda è in perdita, il **problema è che l'azienda è in perdita?** Sbagliato. Se il problema fosse che l'azienda si trova in perdita allora basterebbe teoricamente aumentare i prezzi di vendita per farla tornare in utile. Quindi è meglio chiedersi il motivo per cui l'azienda in perdita, andando fino in fondo al problema e magari chissà, scoprendo che l'azienda è in perdita perché chi ha tenuto il bilancio non ha contato dei ricavi (ok, questo esempio sarebbe troppo facile).

### Capire il problema è spesso il problema

Ovviamente capire il problema diventa di per sè il problema principale. Questo capita quando il problema è un'insieme di altri problemi, o quando ci troviamo di fronte a problematiche veramente grandi. E qui non posso non fare l'esempio della crisi economica dell'Italia. Il problema della crisi economica italiana da chi è causato? Dai politici? Dall'elevata pressione fiscale? Dagli evasori? Dalla disoccupazione? Dall'Europa? È chiaro che diventa molto difficile capire il problema. Diventa quindi fondamentale individuare dei sotto-problemi, delle priorità. Non sono un politico, ma ad esempio potrei escludere come colpevole l'Europa, semplicemente giustificandomi col fatto che la Germania non ha i nostri problemi e fa parte anche lei dell'Unione Europea. Potrei escludere anche la disoccupazione, perché al disoccupazione è un problema secondario causato probabilmente da problemi più prioritari come l'elevata pressione fiscale (che non permette alle imprese di assumere) e tanti altri motivi. Ovviamente non siamo qui per spiegare la crisi economica italiana, ma spero sia chiaro che **comprendere il problema spesso è il problema più complesso per trovare la soluzione.**

## 3) Affrontare il problema

Il problema c'è ed esiste, avete capito il problema. Ora occorre affrontarlo, ed è in realtà la cosa più facile nel 99% dei casi. Come ho detto prima, solitamente capire il problema è il problema più difficile. Una volta che sapete qual è il problema dovete automaticamente trovare la soluzione per risolverlo. Ad esempio c'è il problema che avete preso negli ultimi tre esami universitari dei voti inferiori al 25 (sì, è il mio caso). È sicuramente un problema che non si può risolvere perché i voti non si possono cambiare, ma quantomeno posso capire come evitare che il problema si verifichi di nuovo. La prima cosa che ho fatto è capire perché ho una media bassa rispetto a quello che vorrei. E dunque ho capito il problema: dovrei certamente studiare di più, ma ho scoperto che sarebbe la soluzione più dispendiosa e non sempre funzionante. Studiare di più non vuol dire per forza prendere voti maggiori. La soluzione principale che ho trovato al problema e che sembra funzionare è studiare meglio. Che vuol dire, in concretezza:

- Capire le parti che ho studiato peggio e che dunque devo ripassare, studiare tutto e tanto spesso porta a sapere bene alcune cose e malissimo altre.
- Stare calmo e non studiare di fretta, studiare bene 60 pagine su 100 è meglio che studiarne 100 male.
- Eliminare al massimo i tempi morti, evitare cose non prioritarie (es. vedere il feed di Facebook).

Affrontare il problema significa sempre trovare degli **atti concreti** da fare per risolverlo, e poi **farli**. È proprio il "fare" che spesso manca, l'ultimo passaggio. Spesso siamo pigri e non risolviamo il problema anche se sappiamo benissimo cosa dobbiamo fare per risolverlo. Eppure quando risolviamo un problema o un dubbio siamo più felici e sereni. Dunque non arrendiamoci mai, arriviamo sempre in fondo ad ogni problema che dev'essere risolto. Perché finché non è risolto continuerete a commettere gli stessi errori e a creare altri problemi. L'esempio economico torna sempre utile: se non risolvete alcuni debiti i problemi si moltiplicheranno: i creditori perderanno fiducia in voi, si produrranno interessi di mora e sarete stressati. Di certo pagare dei debiti non è mai facile, ma c'è sempre un modo, c'è sempre qualcosa che potete almeno tentare di fare. E dunque, tentate sempre.