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# L'importanza di essere autodidatti
- URL: https://www.tasc.blog/2014/08/25/limportanza-essere-autodidatti/
- Published: 2014-08-25T12:00:46.000Z
- Updated: 2015-01-24T23:54:20.000Z
- Author: Luca A.
- Tags: Tendenze, Web, scuola, studio, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:36

**Il mondo corre veloce**. Probabilmente, parte della crisi che sta colpendo l’economia di tutti gli Stati industrializzati è causata proprio da questa velocità: produciamo sempre più cose, sempre più sofisticate, e sempre più velocemente . Per questo, nell’arco di una vita lavorativa, bisogna essere pronti (e disposti) a rimanere “*al passo coi tempi*”.  
Il nostro Paese non è certo campione olimpico in fatto di rimanere “al passo coi tempi”. Un esempio su tutti è la diffusione della Banda Larga: pensare che, secondo le stime di Tim e Vodafone, raggiungeremo solo nel 2016 una copertura 4G del 90% della popolazione, traguardo che negli USA è stato raggiunto circa 2 anni fa, ci fa ben intendere l’arretratezza del nostro Paese. Ma non è di Banda Larga che voglio parlarvi in questo articolo, in quanto ne abbiamo già diffusamente parlato su Tasc.

### La scuola (Parte 1: il liceo)

La scuola, intesa come istituzione, è lo specchio di un Paese che fa fatica a rimanere al passo con i tempi. Dalle elementari all’università, **l’offerta formativa è rimasta ferma a 40 anni fa** (quando venne redatta, credo), **sfornando studenti poco istruiti, poco competenti e assolutamente impreparati ad intraprendere la strada del lavoro**. Ripensando alla mia esperienza di liceale, conclusasi lo scorso anno presso un Liceo Scientifico di Torino, ricordo che spesse volte esposi questo problema ai miei professori, stufo di studiare argomenti futili a discapito di questioni che la scuola credo dovrebbe considerare maggiormente. Anche qui, credo che un esempio possa chiarire il concetto: **perchè lo studio della storia non prevede nulla che vada oltre la Seconda Guerra Mondiale?** Una persona nata nel 1945 oggi avrebbe 69 anni. Noi viviamo nel mondo che ha creato questa generazione. Volete dirmi che le nuove generazioni non hanno nulla da imparare da ciò che è successo negli ultimi 70 anni? Io non credo.  
Purtroppo i professori, costretti a rimanere nel recinto costruito dal Ministero dell’Istruzione, che ogni tanto annuncia una nuova riforma che di fatto NON riforma la scuola, non potevano far altro che rispondermi: “hai ragione, ma queste sono le direttive del Ministero e non possiamo farci nulla”.

### La scuola (Parte 2: l’università)

Convinto che questi problemi finissero con il liceo, mi sono felicemente iscritto all’università. Nello specifico, studio Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Torino, perchè mi piacerebbe perseguire la passione per la programmazione e per l’informatica in generale, che coltivo fin da piccolo, anche nella mia futura vita lavorativa.  
**La convinzione che l’università fosse diversa si è rivelata ben presto una mera illusione**. Premetto che ho finito solo il primo anno, perciò non posso esprimermi su cosa ci sarà dopo, ma in questi 365 giorni ho studiato: Analisi Matematica I, Informatica, Geometria, Chimica e Fisica. Nulla da obiettare sul fatto che sono tutte materie molto interessanti, e sul fatto che, in un mondo meno veloce, sarebbe bellissimo studiare tutto lo scibile umano in qualsiasi università. Ma, di fatto, nella mia futura vita di programmatore mi serviranno, al più, Analisi e Informatica. Tutto il resto è superfluo, ed è tempo che ho perso. In 4 mesi avrei potuto studiare quelle due materie, e poi sarei potuto passare ad altro. Il Politecnico invece offre questo, al primo anno, a Ingegneria Informatica. Senza contare che, ad Informatica, si studia il linguaggio C, caduto in disuso a causa del più efficiente Objective-C. Ma questi sono solo dettagli.  
Siccome **la laurea è un pezzo di carta importante**, e può aprire molte porte in ambito lavorativo, ho deciso di proseguire con gli studi, nonostante non mi soddisfino pienamente; tuttavia, convinto di non poter rimandare a 24 anni lo studio di ciò che mi servirà realmente nel mondo del lavoro, ho deciso di affiancare agli studi istituzionali altri studi, scelti da me, da autodidatta.

### L’importanza di essere autodidatti

Fortunatamente, **grazie ad internet, studiare da autodidatti è diventato molto più semplice rispetto al passato, e molto meno dispendioso in fatto di denaro e tempo**. Tuttavia, poichè **il web** (e il mondo in generale) **parla inglese**, è essenziale, per poter effettuare degli studi approfonditi, la conoscenza della lingua. Ci sono molti servizi che aiutano in questo, dai neofiti a chi vuole solo fare un po’ di pratica, e ve ne avevamo già parlato in [questo articolo](https://www.tasc.blog/2014/06/02/i-modi-migliori-per-imparare-migliorare-veramente-linglese/): da [Duolingo](https://it.duolingo.com/?ref=tasc.blog) a [Babbel](http://it.babbel.com/?ref=tasc.blog), passando per la rivista [Speak Up](http://www.speakuponline.it/?ref=tasc.blog) (che da poco ha rilasciato una bellissima e comodissima [app per iPad](https://itunes.apple.com/it/app/speakup-mag/id420394125?mt=8&ref=tasc.blog)), di modi per impratichirsi con questa lingua ce ne sono molti.  
**Una volta acquisita una buona padronanza della lingua, è il momento di scegliere cosa studiare e con cosa studiarlo**. Nel mio campo, credo siano essenziali due cose soprattutto: avere un’ottima padronanza del web, e saper programmare per le maggiori piattaforme di sviluppo (iOS, Android e Windows).

![TeamTreeHouse](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2014/08/TeamTreeHouse.png)

  
Si da il caso che, ad Orlando, ci sia un gruppo di insegnanti fenomenali che hanno fondato una scuola che si occupa di insegnare proprio queste cose: [TreeHouse](https://teamtreehouse.com/?ref=tasc.blog). Per chi studia nella vita reale non ha un costo esorbitante: io, per poter seguire le lezioni, pago solo **9 dollari al mese**. La scuola dispone di una libreria di più di mille video, che spaziano dal web design allo sviluppo di applicazioni iOS, Android e Windows, da nozioni di design a lezioni sulla tipografia, dallo studio di Phyton all’introduzione ai software più utilizzati nell’industria (Photoshop, Illustrator, XCode, Sketch ecc.). **I contenuti vengono aggiornati mensilmente (non ogni 40 anni)**, ampliando una libreria già vastissima, e difficilmente non si trova una lezione su ciò che si vorrebbe imparare.  
Ci sono anche i cosiddetti Track, ovvero dei percorsi preconfezionati che contengono tutti gli argomenti da affrontare per diventare, ad esempio, un Web Designer, o un Web Developer, o un iOS Developer, ecc. I professori sono contattabili 24 ore al giorno, via Twitter o via mail, per chiarire qualsiasi dubbio, e vi è inoltre una community molto attiva di gente che studia su TreeHouse e che si ritrova nel forum del sito per chiedere aiuto o per darne agli altri. Insomma, ho imparato più cose in due mesi su TreeHouse che in un anno al Politecnico.

### Conclusioni

Ovviamente l’informatica è importante, e lo sarà sempre più nel futuro, ma **questo articolo** non vuol essere un invito a studiarla; semmai, **vuol essere un invito a studiare, qualsiasi sia l’argomento in questione**. **Essere autodidatti è l’unico modo per arrivare pronti all’appuntamento col lavoro, e i mezzi oggi non mancano di certo**. La mia esperienza vuole solo essere un invito a non accontentarvi: non accontentatevi di una scuola vecchia, che non vi parla delle Brigate Rosse o di Mani Pulite, che non vi spiega come è nata la CECA o come si crea un sito web. Non accontentatevi.