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# Stiamo perdendo di vista il vero significato di innovazione
- URL: https://www.tasc.blog/2014/12/17/stiamo-perdendo-di-vista-il-vero-significato-di-innovazione/
- Published: 2014-12-17T13:00:24.000Z
- Updated: 2014-12-16T11:33:24.000Z
- Author: Alberto G.
- Tags: Tech, Scienza, Innovazioni, creatività, innovazione, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:37

Ne parlano alla televisione, alla radio, sui giornali; è sulla bocca di tutti, dal giovane studente al politico, dalla mamma al nonno; ma siamo certi di sapere cosa significa davvero innovazione?

### In linea generale

> L'Innovazione è la dimensione applicativa di un'invenzione o di una scoperta. L'innovazione riguarda un processo o un prodotto che garantisce risultati o benefici maggiori apportando quindi un progresso sociale, anche se a volte non sempre efficaci e migliorativi rispetto a ciò che va ad innovare.

Così parlò *Wikipedia*. E noi, da bravi studenti, non ci fermiamo qui, ma analizziamo a fondo la parola, che deriva ovviamente dal latino *innovativo, -onis* e significa letteralmente "atto, opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi; trasformazione che modifica radicalmente o provoca comunque un efficace svecchiamento" (da vocabolario Treccani).

Sottolineare che il cambiamento dev'essere **radicale** dunque è il fulcro attorno a cui ruota il cambiamento in questione.

## Ignoranza

Alla stregua di creatività, di start up e di diverse altre parole legate alla tecnologia, i media nostrani hanno ormai diffuso il concetto di innovazione a qualsiasi campo. Ma siamo sicuri che l'abbiano fatto sempre in maniera corretta?

Vi sarà certamente capitato di leggere qualche articolo o ascoltare un reportage televisivo e captare la parola innovare in un contesto che vi ha fatto **storcere il naso**; ecco, a me è capitato in più di un'occasione (ma non perché io sia un fissato della lingua italiana oppure un custode della parola in sé), mi sono fermato a riflettere sul termine, un po' spaesato, ed ho tratto alcune dovute conclusioni, soprattutto grazie alle letture che biblioteche e web mi hanno offerto: sono pochi coloro che realmente colgono il significato di innovazione e sanno attribuirgli il giusto peso e ruolo (lungi da me voler dare giudizi a persone ben più titolate di me in campo divulgativo).

Il modo in cui questo termine è esposto, l'**uso improprio** in ambito economico che se ne fa e l'incapacità di discernere la differenza tra novità, creazione, invenzione e innovazione, danno come risultato un **fallimento**, in primis nella comprensione delle cause che rendono un business di successo oppure una sconfitta, e quindi le condizioni che portano alla crescita economica, in un decennio caratterizzato proprio dal pessimismo diffuso e dalla scarsa capacità di progredire.

### Innoveracy

**Innoveracy**, ancora intraducibile in italiano, significa più o meno **l'incapacità di comprendere l'innovazione come ruolo strategico nella società,** nell'ottica di descrivere un problema linguistico e le ripercussioni che questo ha sull'economia globale.  
Introdotta dall'analista americano Horace Dediu, soltanto il tempo ci dirà se vincerà la propria sfida e si farà strada nell'uso comune, ma di certo il problema posto è all'ordine del giorno: con una cultura d'impresa ossessionata dal termine *innovazione*, abbiamo perso di vista il suo significato reale.

Tant'è che ora è possibile pre-innovare, post-innovare e sotto-innovare. In realtà, **uno spettro di innovazione non dovrebbe esistere**. Tuttavia, molte persone nel mondo del business (ma molti di più in quello della divulgazione e del giornalismo), indipendentemente dal livello di esperienza o dal ruolo, "giocano" con questa parola inserendola in contesti difficilmente accettabili e declinandola nei più disparati ambiti di competenza, complicando inutilmente il lavoro a chiunque ne abbia a che fare.

## Cerchiamo di fare chiarezza

Tra le differenti interpretazioni e soluzioni presentate dai maggiori esperti in campo di analisi e di linguistica del nostro tempo, voglio riproporvi proprio l'esempio di [Horace Dediu](http://en.wikipedia.org/wiki/Horace%5FDediu?ref=tasc.blog) di [Asymco](http://www.asymco.com/?ref=tasc.blog), secondo me davvero in grado di risolvere l'intricata questione:

> Novità è qualcosa di nuovo.  
> Creazione è qualcosa di nuovo con un valore.  
> Invenzione è qualcosa di nuovo che ha un valore potenziale nella sua utilità.  
> Innovazione è qualcosa di nuovo ed unicamente utile.

Per spiegare meglio le differenze appena descritte in maniera teorica, Dediu sfrutta i meccanismi che proteggono le opere che rientrano in queste quattro categorie, suddivise in maniera gerarchica:

> Le novità, di solito, non sono tutelabili legalmente e dal momento che il loro valore è limitato, la copiatura non causa alcun danno economico - *Il nome Lollipop all'ultima versione Android.*  
>  
>  
>  
> Le creazioni possono essere protette da copyright o trademark, ma non sono brevettabili in quanto mancano di utilità - *Questo articolo di Tasc, la collezione Autunno/Inverno di Owl.*  
>  
> Le invenzioni vengono protette, per un periodo di tempo o illimitatamente, dai brevetti e spesso tenute segrete (ed in questo risultato uniche) - *La formula della Coca Cola.*  
>  
> Le innovazioni vengono protette dal mercato e dalla concorrenza, ma non possono essere difese in sede legale - *La logistica di Amazon.*

L'innovazione è quindi **l'opera più impegnativa**, perché richiede tutte le condizioni della scala gerarchica: l'atto di innovare implica una difesa attraverso il "modello operativo" unico. In altre parole, rimane unico perché pochi altri sono in grado di copiare e migliorare.

Conclusioni

*Innovazione,* dunque, non è un termine da usare così alla leggera. Essere davvero innovativi è molto difficile ma, a causa della difficoltà, è solitamente ben ricompensato.  
Potrebbe risultare effettivamente più facile identificare l'innovazione semplicemente nella sua **ricompensa**: è quasi una certezza che ogni grande azienda si basa su un'innovazione, e che la mancanza di un premio (attribuito dal mercato e dalla soddisfazione della clientela) per tale attività significa che alcuni aspetti delle condizioni di innovazione non sono state soddisfatte.

Definire innovazione è soltanto la metà del problema (anche se la più dolorosa nonché importante da fare): delineare chiaramente il termine *innovativo* sembra più facile a dirsi che a farsi, ma effettivamente lo è. L'altra metà si concretizza nella spiegazione di come si fa a creare qualcosa di nuovo ed unicamente utile, il tutto immerso nel contesto del singolo business a cui si fa riferimento.  
Bisogna capire che l'innovazione richiede il superamento di un **test di mercato** e che soltanto coloro che lo passano sono innovativi: significa infatti che si è in grado di concentrarsi su come diventarlo in termini pratici. Essere puramente ossessionati dai trend, dalla novità e dalle direzioni già percorse significa non esserlo, abusando del termine e confondendolo con attività "normali" che non creano valore; e tutto ciò ci allontana dal trovare il modo migliore per raggiungere un **qualcosa di unico ed irripetibile**.

Già riconoscere che l'*innoveracy* è un problema ci permette di affrontarlo. Ed affrontarlo significa parlare d'ora in poi un linguaggio coerente e comprensibile, in linea con il vero significato della parola *innovazione*.

*Immagine: thevaluesquad.com*