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# Open Biomedical Initiative. Si riparte dall'Open Source
- URL: https://www.tasc.blog/2014/12/20/open-biomedical-initiative-si-riparte-dallopen-source/
- Published: 2014-12-20T13:00:17.000Z
- Updated: 2014-12-20T12:17:58.000Z
- Author: Alessandro I.
- Tags: Tech, Scienza, Aziende, Prodotti, Gadget tech, Oggetti, 3D, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:37

**Il digitale non è mai stato tanto utile come adesso.** Stampanti 3D, FabLab e makers, tutti simboli della moderna scena tecnologica, hanno aperto la strada ad un numero sempre maggiore di iniziative, capaci di modificare le tradizionali dinamiche del fare e del creare. La fabbricazione digitale, unita alle potenzialità della rete, permette di realizzare più efficacemente progetti e idee, sperimentando soluzioni completamente nuove per i problemi dell’uomo, sino a stravolgere limiti che finora sembravano fissi e immutabili. **Un esempio di tutto questo**, italiano e allo stesso tempo di grande respiro internazionale, è l’[Open BioMedical initiative](http://www.openbiomedical.org/?ref=tasc.blog) (OBM), organizzazione impegnata a ridefinire limiti e potenzialità del campo biomedicale.

## Chi sono

L’Open BioMedical Initiative nasce in Italia nell’Aprile 2014 per **realizzare concretamente un sogno**, ossia **creare una community attiva nel campo della biomedica,** formata da persone che convidividono passione, curiosità, conoscenza, creatività, in grado di offrire applicazioni tecnologiche in chiave low cost ed open source, introducendo dove possibile l'utilizzo della stampa 3D **per rivoluzionare questo settore.** Dalla sua nascita sono passati pochi mesi, eppure da semplice discussione tra persone da ogni parte d’Italia sui social network, e grazie al costante impegno dei suoi membri unito a profonda passione per tutti gli obiettivi posti, l’OBM si trasforma presto in **un vero e proprio teamwork internazionale**, sfruttando le potenzialità di piattaforme come Google+ grazie a cui collaborare in tempo reale e a distanza sullo sviluppo dei progetti.  
OBM prende origine dall’idea che **la biomedica tradizionale**, pur avendo un enorme bacino di potenziali utenti, **permette solo a pochi di usufruire** davvero delle relative tecnologie, trattandosi di prodotti molto complessi e quindi molto costosi. Basti pensare che migliaia di uomini, donne e bambini nel mondo vedono la propria vita sconvolta, spesso irreversibilmente, a causa di guerre, povertà e malattie. Ad esempio, con la perdita di un arto.

Le protesi classiche costano migliaia di dollari, cifra che rappresenta una vera e propria barriera per coloro che le necessitano ma non possono permettersele, minando l'accessibilità a queste tecnologie. **È proprio tale l’ostacolo che l’OBM vuole superare**, cercando di proporre una diffusione più massiccia e solidale delle applicazioni biomedicali, ponendosi come organizzazione no-profit per lo sviluppo e la diffusione di tali tecnologie, abbassandone i costi (low cost) e favorendo la libera condivisione di idee (open source). Tutto questo per tornare all’idea che della tecnologia bisogna ritrovare il controllo, e che questa debba essere prima di tutto al servizio delle necessità di chi ne ha bisogno.

> Una tecnologia concreta da integrare consapevolmente con le necessità umane ma allo stesso tempo non statica, rapidamente delocalizzabile, grazie alla rete.

Per raggiungere questo scopo è bastato innestare un terzo tassello, ossia le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, stampa 3D in primis: grazie a questa è possibile progettare la propria idea, mediante modellazione al pc, per poi realizzarla fisicamente con una varietà di materiali sempre più ampia e con precisione via via crescente. Il design digitale favorisce, inoltre, la condivisione dei progetti sotto forma di file permettendo di bypassare il problema dell’invio e trasporto dei dispositivi, ponendo l’accento sulla stampa in loco di questi con tanto di personalizzazione in base alle proprie necessità. In questo senso l’OBM sta creando una community ampia e solida, capace di portare a compimento i propri obiettivi in modo efficace.

Fin dal principio, **organizzazione e struttura sono state parole chiave delle attività**, vitali per sviluppare un percorso con soluzioni capaci di adattarsi in maniera rapida e dinamica ad un mondo in continuo cambiamento.

Durante eventi recenti quali la [Maker Faire](http://www.makerfairerome.eu/?ref=tasc.blog) di Roma, lo [European Biotech Week](http://www.biotechweek.org/?ref=tasc.blog) a Lecce, il [Maker's Meeting](http://barimakers.frequenzalibera.it/?ref=tasc.blog) di Bari e [Starter3D](http://www.starter3d.com/?ref=tasc.blog) a Pescara, questi presupposti sono stati ampiamente confermati da altri gruppi impegnati in ambito maker e biomedicale, che nell'organizzazione hanno subito colto la chiave per portare progetti e idee del campo su un nuovo livello, più efficace e coordinato.

**L’OBM sta inoltre realizzando un vasto network**, strutturato su più livelli e costituito, oltre che da membri attivi (in continua e rapida crescita trattandosi di una community aperta a tutti), da ulteriori elementi come singoli individui, FabLab, Makerspace, Aziende di tecnologie innovative, Centri di Ricerca e ONG che possano supportare lo sviluppo dei progetti e la loro diffusione: a pochi mesi dalla nascita già diversi esempi in tal senso sono entrati nel progetto OBM. In questo modo l’iniziativa può contare su diverse sedi distribuite rappresentate dai nodi facenti parte del network dell’OBM e capaci di adattare le proprie attività alle richieste locali. Sempre sull'onda di questa impostazione sono stati stretti importanti accordi, primo tra tutti quello con la [Sharebot](http://www.sharebot.it/?ref=tasc.blog), azienda italiana affermata nel campo della stampa 3D volenterosa di fornire macchinari e supporto per la ricerca dell’OBM.

## Cosa stanno facendo

L’Open BioMedical Initiative lavora al momento al completamento di due progetti, due protesi per gli arti superiori, ed è pronta a iniziarne un terzo grazie al numero sempre crescente di utenti.

La prima protesi è una **protesi meccanica**, con cui la persona può eseguire azioni in seguito a movimenti meccanici (piegando il polso ad esempio). Si tratta del progetto base e più economico ed in quanto tale è indirizzato sia ai paesi industrializzati sia, soprattutto, a quelli emergenti.

La seconda protesi è invece di tipo **mioelettrico**, che può svolgere movimenti più complessi grazie a stimoli elettrici muscolari registrati da appositi sensori, perciò maggiormente modulabili dall’individuo. Rivolto principalmente ai paesi industrializzati, a causa della maggiore reperibilità della componentistica elettronica rispetto ai paesi in via di sviluppo, OBM si sta impegnando per trovare delle soluzioni per facilitarne la diffusione anche tra i poveri.

Il futuro dell’Open BioMedical Initiative non è fatto però solo di protesi, ma è aperto a tutte le tecnologie biomedicali capaci di unire creativamente ingegneria e medicina, con interesse anche all’ambito della nascente biostampa 3D ed ai suoi rivoluzionari sviluppi. Inoltre il lavoro svolto sui progetti porta inevitabilmente a confrontarsi con tutto il campo dell’Open Source. Ne deriva una riflessione comune in grado di offrire nuovi modelli di innovazione, importanti non solo per la biomedica ma per ogni ogni altro campo che preveda un simile percorso da digitale ad hardware.

In OBM c'è inoltre la convinzione che **diffondere la tecnologia debba andare di pari passo con la diffusione della consapevolezza** di quest'ultima e che solo promuovendo una maggiore conoscenza delle nuove tecnologie e delle relative applicazioni si possano poi coglierne appieno le potenzialità, il carattere rivoluzionario ma anche le responsabilità ad esse collegate.

È con tutti questi mezzi, uniti a costanza e passione, che l’Open BioMedical Initiative sta costruendo passo dopo passo un nuovo modo di fare biomedica. Così un giorno, forse non più lontano, sarà possibile vedere molte comunità in paesi di ogni tipo, industrializzati e non, che faranno della rete e di una stampante 3D preziosi strumenti di conoscenza, sviluppo ed impegno sociale, che non vedranno più la tecnologia ed il suo utilizzo per fare del bene come un sogno irrealizzabile ma come una concreta opportunità di cambiare in meglio la propria vita e quella altrui.

Qui sotto un esempio di come si andrà ad evolvere il progetto, dal video dell'associazione [Open Hand Project](http://www.openhandproject.org/?ref=tasc.blog) alla quale sono particolarmente affini.

**Se qualcuno dei nostri lettori fosse interessato a diventare parte di questa “avventura”**, sia da semplice interessato che da professionista del settore, fablab, istituzione, centro di ricerca, azienda o altro, potete scrivere all’indirizzo [openbiomedical@gmail.com](mailto:openbiomedical@gmail.com) o contattare l'associazione sulla loro [pagina Facebook](https://www.facebook.com/openbiomedical.org) perchè oggi, più che mai, non ci sono limiti al poter fare, insieme.