> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.tasc.blog/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# 8 giorni da Oscar: Selma
- URL: https://www.tasc.blog/2015/02/20/8-giorni-da-oscar-selma/
- Published: 2015-02-20T13:30:24.000Z
- Updated: 2015-02-17T16:14:25.000Z
- Author: Anna M.
- Tags: Tendenze, Arte, USA, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:37

"**8 Giorni da Oscar**" è la nostra rubrica straordinaria sugli 8 film candidati agli Oscar 2015 per la categoria [Miglior film](http://it.wikipedia.org/wiki/Oscar%5Fal%5Fmiglior%5Ffilm?ref=tasc.blog).  
**Ogni** **giorno**, dal **14** al **21** **Febbraio**, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Tutti gli articoli sono stati redatti da firme differenti (alcune anche estranee al Cast). Il 22 Febbraio, infine, ci sarà una bella sorpresa per voi!  
Il settimo film tra gli 8 candidati che vi proponiamo è **Selma.**

> SPOILER ALERT: Sono presenti spoiler riguardo il film, se non lo avete ancora visto e avete intenzione di farlo vi consigliamo di non proseguire oltre nella lettura

## Selma - La strada per la libertà

> "*Noi rischiamo la nostra incolumità in questa protesta per dire a chi non ci accetta che non gli permetteremo più di usare i manganelli negli angoli bui, nelle stanze del potere. Li costringeremo a farlo alla luce del giorno, signori."*

1965, **Martin Luther King** guida una rivolta pacifica per le strade dell’Alabama, in una marcia fra la città di **Selma**, dove i neri vengono quotidianamente maltrattati, e **Montgomery**, capitale dello Stato. L’obiettivo è il riconoscimento del diritto di voto universale, già legittimato sulla carta e tuttavia negato nella realtà alle persone di colore.  
Si tratta di uno scontro politico, ideologico, di una guerra contro la violenza razzista e la bieca ignoranza.

Questo è il tema che la regista afroamericana [Ava DuVernay](http://it.wikipedia.org/wiki/Ava%5FDuVernay?ref=tasc.blog) intende trattare: con efficace distacco presenta un leader politico e contemporaneamente un agitatore di anime, una carezza che si schianta sulle coscienze creando una voragine.  
Grazie alla trascinante interpretazione di [David Oyelowo](http://it.wikipedia.org/wiki/David%5FOyelowo?ref=tasc.blog) appare un Luther King inedito: lontano dalla figura eroica hollywoodiana, esita nelle proprie convinzioni, si chiede se la non violenza possa davvero risolvere qualsiasi sopruso; emergono allora le debolezze, le fragilità e i dubbi. E’ un uomo che partecipa alle sofferenze altrui, che s’indigna fino alle lacrime di fronte alla violenza e che s’infervora durante i propri discorsi, ispirato da idee di giustizia e di tolleranza.

Dalla sua profonda umanità nascerà il consenso, e da esso i timori dell’opposizione che, impaurita da un eventuale rivolgimento politico e mossa dall’inspiegabile odio nei confronti dei negri, cercherà di fermare la protesta, e quindi la marcia. In prima linea, interpretato da un pacato [Tim Roth](http://it.wikipedia.org/wiki/Tim%5FRoth?ref=tasc.blog), si schiera [George Wallace](http://it.wikipedia.org/wiki/George%5FWallace?ref=tasc.blog), governatore dell’**Alabama** dichiaratamente razzista e deciso a non concedere il diritto di voto ai neri.

Grazie alla figura di *Wallace* è possibile per la regia introdurre un’altra importante tematica: la dimensione politica e gli intrecci diplomatici dilagano all’interno della vicenda, svelando trame ed espedienti volti a incrementare il potere personale.  
Tale scelta registica, a mio parere, risulta solo parzialmente riuscita: da un lato pone interrogativi sull’operato del governo americano (interessante la figura del **Presidente** [Lyndon Johnson](http://it.wikipedia.org/wiki/Lyndon%5FB.%5FJohnson?ref=tasc.blog) e del suo altalenante appoggio nei confronti di King) e suscita reazioni contrastanti nella critica e nel pubblico; dall’altro, con l’inserimento di lunghi dialoghi, spesso inconcludenti, rallenta considerevolmente il ritmo narrativo appesantendo la visione del film.

Lo spettatore apprezza le riflessioni e i grandi discorsi, ma questi non dovrebbero prevalere sullo svolgersi degli eventi. La vicenda di *Luther* *King* e della sua opposizione pacifica sarebbe l’occasione ideale per mostrare la realtà dei fatti, la dura lotta **contro** **il** **razzismo**; eppure, anche in questo caso, la sceneggiatura non convince fino in fondo: risultano poco approfonditi il dramma della **discriminazione** **razziale**, la **violenza** **fisica** e **psicologica**, le ritorsioni e i soprusi nei confronti della popolazione negra, che perdurano anche dopo la fine dell’apartheid. *DuVernay* perde l’occasione di realizzare un film documentario a trecentosessanta gradi, capace di arrivare al cuore di tutti.

La scena finale della pellicola risulta invece perfettamente riuscita e di grande impatto: la marcia verso Montgomery mostra allo spettatore il trionfo della determinazione, della voglia di cambiamento e di riscatto. E così, sulle meravigliose note di [Yesterday was hard on all of us](https://www.youtube.com/watch?v=sr2iTl5kkYQ&ref=tasc.blog) *(*un merito particolare a [**Jason Moran**](http://it.wikipedia.org/wiki/Jason%5FMoran%5F%28musicista%29?ref=tasc.blog) e [**Mario Grigoro**](http://www.mariogrigorov.com/?ref=tasc.blog) per la selezione delle colonne sonore), viene celebrata la libertà, viene urlata a pieni polmoni una denuncia contro odio e pregiudizio, e insieme a tutto ciò, in una perfetta e potente armonia, si eleva il discorso di *Martin Luther King* al **Campidoglio dell’Alabama**.

> "Non abbiamo combattuto solo per il diritto di sederci dove più ci piace, e andare a scuola dove più ci piace. Non abbiamo lottato oggi solo per votare come più ci piace, ma con il nostro impegno abbiamo dato vita oggi a una nuova energia, che è più forte della nostra più forte opposizione. E noi accogliamo questa nuova energia con tale coraggio, la incarniamo con tale fervore che il suo riflesso illumina il buio che ci avvolge"

▲<div class="kg-callout-text"><strong>Selma - La strada per la libertà</strong> — <strong>voto 6,5/10</strong><br>Film contraddistinto da chiaroscuri, <i>Selma</i> non soddisfa forse le aspettative che la candidatura all’Oscar comporta, ma è comunque certo che una figura come Martin Luther King, portatrice di altissimi valori umani, sarà sempre un chiaro spunto di riflessione, un punto di partenza.</div>

**Selma - La strada per la libertà** — **voto 6,5/10**  
Film contraddistinto da chiaroscuri, *Selma* non soddisfa forse le aspettative che la candidatura all’Oscar comporta, ma è comunque certo che una figura come Martin Luther King, portatrice di altissimi valori umani, sarà sempre un chiaro spunto di riflessione, un punto di partenza.