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# Le soft skills che non potete non avere
- URL: https://www.tasc.blog/2015/06/18/le-soft-skills-che-non-potete-non-avere/
- Published: 2015-06-18T12:30:33.000Z
- Updated: 2015-06-18T13:17:49.000Z
- Author: Alberto G.
- Tags: Tendenze, Business, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:37

Qualsiasi professione vorrete intraprendere, una volta conclusi gli studi, sappiate che dovrete **sempre imparare**. Un dovere morale ed un'aspirazione personale, più che imposta da altri, ma necessaria a mantenervi giovani nella mente e abili a reinventare voi stessi in qualsiasi situazione.  
Per entrare nel mondo del lavoro, però, non basterà mettere in mostra tutte le capacità e le conoscenze acquisite durante la carriera formativa: serviranno anche quelle cosiddette **soft skills**, che variano molto a seconda del settore professionale scelto, che però nessuna scuola insegna in maniera perentoria (e forse è davvero impossibile farlo).

Recentemente si fa un gran parlare dei laureati inadatti al mondo del lavoro e delle imprese che spulciano in lungo e in largo la "seconda parte" dei curricula alla ricerca di esperienze e capacità difficilmente apprendibili sui banchi di scuola, che fanno andare su tutte le furie chiunque sia alla ricerca di un'esperienza lavorativa. È davvero tempo sprecato, quello passato a studiare per ottenere un *pezzo di carta*?  
Non vogliamo inoltrarci in questo tipo di speculazioni, perciò ci soffermeremo soltanto sul fatto che migliorare noi stessi, per diventare buoni lavoratori in team o grandi leader, è una scelta personale. Ma quali sono queste soft skills **indispensabili**?

#### Prima di andare al sodo...cosa significa soft skills?

Per *soft skills* intendiamo quelle capacità personali che descrivono l'abilità di una persona ad interagire e rapportarsi con le altre. Fanno il pari con le *hard skills*, che sono invece tutti gli attributi "tecnici", strettamente connessi alla nostra formazione, che impariamo nel corso degli studi e della carriera lavorativa.

Come in qualsiasi forma di comunicazione, avere ben presente il destinatario a cui ci stiamo rivolgendo è basilare.  
Saper distinguere degnamente una mail professionale da un invito informale non è roba da giornalisti, blogger o marketer, ma riguarda tutti noi. Chiunque si occupi di rapporti interpersonali deve **saper scrivere in maniera corretta**, nella grammatica, nell'ortografia e nella sintassi; che questa sia un'idea da suggerire al proprio team oppure una lettera di dimissioni al proprio capo, è importante la presentazione del messaggio.  
Leggere di più o, ancor meglio, leggere cose **di** **qualità**,nella/e lingua/e che utilizzerete per comunicare, siano essi articoli o blog strettamente legati alle nostre competenze, o romanzi e saggi tra i più svariati. Nulla di tutto ciò vi farà male.

*Salve, sono...*No. Parlare coi membri del team, riferire ai superiori, trattare con i clienti, presentare un progetto al pubblico, spiegare un concetto in parole semplici: tutto ciò necessita di **ottime capacità di comunicazione**, in qualsiasi ambito lavorativo si operi. E non sempre siamo all'altezza della sfida, ovvero non sempre sappiamo adattare il linguaggio al contesto.  
Per non cadere in errori lessicali di cui potremmo pentirci, meglio allenarsi e prevenire: ascoltare podcast, assistere a conferenze di bravi oratori, partecipare ad incontri anche molto distanti dal nostro ambito (vedi incontri con i giovani o con le scuole) e, perché no, guardarsi qualche video delle conferenze [TED](https://www.ted.com/talks?ref=tasc.blog). In generale, imparare dai migliori è sempre il punto di partenza, per poi esercitarsi molto (anche davanti allo specchio) nell'esprimere chiaramente il proprio pensiero.

La cosiddetta *self-confidence inglese* è una delle caratteristiche imprescindibili che un buon leader ha. Attenzione, non ho detto capo (boss) ma leader, ovvero la personalità in grado di guidare un progetto o una squadra, ispirandola ed ergendosi a vero e proprio **punto di riferimento**, sia nelle vittorie che nelle (molto più frequenti) sconfitte.  
Non è in dote a tutti, e difficilmente si va lontano senza.  
E qui è l'esperienza a giocare un ruolo fondamentale: cominciare a fare la capoclasse a scuola, il capitano della squadra o il presidente di una qualsiasi associazioni di volontariato ci permette di imparare dai nostri stessi errori, per trovarsi preparati a guidare il proprio team secondo alcuni valori basilari.  
A fine giornata o a fine settimana è bene soffermarsi a **riflettere su noi stessi** e sul percorso fatto, valutando sinceramente ed in maniera trasparente pro e contro, e riprendendo in mano carta e penna sui quali appuntare "cosa posso migliorare la prossima volta".

Le vittorie più grandi arrivano dagli ambienti dove regnano collaborazione e rispetto: è fondamentale avere la maggior conoscenza del campo in cui si opera, ma è altresì importante riconoscere i propri limiti e gli attributi altrui, sia per sviluppare idee geniali sia per risolvere enormi problemi. Perciò è fondamentale che sappiamo il più possibile degli altri colleghi, domandiamo e non diamo nulla per scontato, allontanandoci per un momento dal nostro personale punto di vista.  
Ad umiltà, nel mondo del business, viene spesso legato il termine **fame**: soltanto chi è davvero affamato arriverà a gustarsi il successo. Ma è davvero l'ambizione, la benzina che muove l'intero motore?

Come abbiamo appena detto, essere umili ci porta a conoscere e comprendere i punti di vista e le proposte degli altri membri del team, dandoci la libertà poi di valutare ciascuna idea e di elaborare il nostro pensiero in modo più distaccato. Il passo successivo è dato dall'empatia che riusciamo a stabilire con le persone attorno a noi. Sapere da che **carattere** e **stato emozionale** derivano certe idee ci da una nuova maschera attraverso la quale valutare la soluzione: lasciamo parlare tutti, con ordine, senza interromperli, e facciamo molte domande sui *perché.* Esercitarsi già a scuola e in famiglia è il metodo migliore, e ascoltare con mente aperta non può che esserci utile.  
Per non perdere poi di vista i punti più importanti, segnamoli sempre su un block-notes, in modo da averli sotto gli occhi nei momenti in cui dobbiamo fare una valutazione di ciò che è stato detto.

Qualità che non può essere insegnata, che ognuno di noi ha ma che dobbiamo imparare a tirar fuori e coltivare: è questa **freschezza mentale** che ci spinge sempre ad imparare cose nuove. Non si deve mai smettere di allenarla, non esiste un limite tangibile e la pratica quotidiana la migliora costantemente.  
Incorpora in sé una buona dose di ottimismo, integrità e spirito di adattamento (ovvero l'attitudine a gestire le avversità), e condiziona il nostro carattere e la nostra personalità.

Per cominciare a mettere in pratica tutto ciò, il primo passo è sempre **uscire dalla nostra zona di comfort**: andare via da casa, anche se per periodi di tempo piuttosto brevi, cambiare frequentazioni e ambiente sociale, cominciare a fare cose nuove.