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# God bless Kennedy: matrimoni omosessuali, conquiste LGBT e l'Italia che arranca
- URL: https://www.tasc.blog/2015/07/02/god-bless-kennedy-matrimoni-omosessuali-conquiste-lgbt-litalia-arranca/
- Published: 2015-07-02T12:30:58.000Z
- Updated: 2015-07-01T18:10:35.000Z
- Author: Noemi S.
- Tags: Tendenze, Eventi, Web, colori, italia, Europa, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:37

Stati Uniti d’America, **1964**.  
Lyndon Johnson firma il **Civil Rights Act**, atto decisivo per la lotta alla segregazione razziale, presentato un anno prima dal presidente **Kennedy**.

Nella pellicola cinematografica [Selma](https://www.tasc.blog/2015/02/20/8-giorni-da-oscar-selma/) (2014), che ricostruisce la storia del movimento di Martin Luther King e della lunga battaglia per la conquista dei diritti civili, Johnson – interpretato da un magistrale Tom Wilkinson – giustifica agli oppositori la sua decisione sentenziando:

> “Che mi prenda un colpo se permetterò alla storia di giudicarmi alla stregua di gente come voi”

spaventato, prevedibilmente, all’idea di essere ricordato in futuro come colui che si era trovato dalla parte sbagliata della storia. Curiosamente, **cinquantuno anni dopo**, è **un altro Kennedy** a segnare in maniera decisiva un’ulteriore conquista nella lotta americana per l’**estensione dei diritti civili**.

Stati Uniti d’America, 26 giugno 2015\. La Corte Suprema (cinque voti contro quattro) stabilisce con una sentenza storica che il **diritto al matrimonio è costituzionalmente garantito** anche alle persone omosessuali. Il decisivo ago della bilancia è Anthony Kennedy – 78 anni, conservatore, ma estremamente attento ai diritti civili. E chissà che non abbia fatto le stesse considerazioni di Johnson.

## Le conseguenze della sentenza

La sentenza pone dunque fine al caos legislativo che finora regnava negli Stati Uniti: seppur riconosciuti a livello federale, infatti, i matrimoni omosessuali erano legalizzati solo in 37 dei 50 stati, ad oggi **tutti obbligati ad adeguare la normativa in materia**. La legge passa ed è tripudio di gioia: la folla in attesa davanti alla sede della Corte Suprema festeggia, **Obama lancia l’hashtag #lovewins** ed i social network impazziscono, registrando centinaia di migliaia di tweet celebrativi, con **i monumenti che si tingono dei colori dell’arcobaleno**. La svolta, tra l’altro, non sarebbe potuta arrivare in un momento più indicato: Giugno, assunto a mese simbolo della lotta per i diritti LGBT e che, ormai da anni, vede le città del mondo ospitare i gay pride, le parate che celebrano l'amore (omosessuale ed eterosessuale).

Gli Stati Uniti seguono a ruota la cattolicissima Irlanda che, nel maggio scorso, era stata la ventunesima nazione al mondo (ad oggi, con gli USA, siamo a ventidue) ad approvare i matrimoni tra persone dello stesso sesso e la prima a farlo mediante referendum. Così che, allo stato attuale dei fatti, **la battaglia della comunità LGBT è stata vinta in Canada, USA, Messico, Uruguay, Argentina, Brasile, Nuova Zelanda, Sud Africa, Norvegia e Islanda**. All’interno dell’Unione Europea, sono invece dodici su ventotto gli stati che concedono il diritto a contrarre matrimonio a chiunque, prescindendo dall’orientamento sessuale: **Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, la citata Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi**, primi al mondo nel lontano 2001.

## Qualcuno prova dei surrogati

Molti altri stati, tuttavia, pur non riconoscendo formalmente a gay e lesbiche la possibilità di sposarsi, hanno intercettato le crescenti richieste proventi tanto dalla comunità LGBT quanto da coppie etero, dando il via a varie forme di riconoscimento delle unioni civili mediante, ad esempio, la registrazione della coabitazione. Sotto la spinta delle sempre più pressanti istanze mosse dalla società civile, l’Unione Europea, nel marzo di quest’anno, all’interno della sua annuale **Relazione sui diritti dell’Uomo** ha sottolineato **l’importanza e la necessità che gli Stati membri si muovano** a tutela di tutti i loro cittadini, riflettendo sull’opportunità di legiferare in tal senso. Peccato, però, che le direttive dell’UE non abbiano carattere vincolante per gli Stati membri così che, ad oggi, suona ancora più stridente la posizione dell’Italia, rimasta una delle nove nazioni dell’Unione a non essere dotata di alcuna normativa.

E non siamo in buona compagnia.  
Alcuni blandi tentativi sono stati fatti: i sindaci di molte città italiane, da Milano a Roma, hanno istituito il **registro delle unioni civili**, salvo poi vedere tali registrazioni annullate dai prefetti, sotto invito del ministro degli interni. Ed è una mera consolazione che il Tar abbia sentenziato che no, l’annullamento può essere disposto solo dal tribunale civile: la lotta per l’equiparazione giuridica di omosessuali ed eterosessuali ha avuto ancora una volta la dimostrazione di avere il suo **principale avversario proprio in quella politica che dovrebbe preoccuparsi di tutelare indistintamente tutti** i cittadini che rappresenta.

## Adozioni e matrimoni omosessuali

E se le unioni civili generano polemiche, la **questione adozione**, neanche a dirlo, è ancora più complessa e controversa. Mentre sul discorso matrimoni anche la frangia più conservatrice della società sembra essersi messa l’anima in pace, rassegnata al fatto che si tratti, ormai, solo di una questione di tempistica, **sulla possibilità degli omosessuali di dar vita a famiglie omogenitoriali il dibattito è ancora vivo**. Di più: **arde e infiamma gli animi**. Complicato anche dal delicato discorso etico della maternità surrogata (quella che volgarmente viene chiamata “utero in affitto”) e che rappresenta, insieme all’adozione e all’inseminazione artificiale, una delle possibili strade da intraprendere per le coppie omosessuali che desiderano figli, la diatriba in merito alla questione genitorialità genera più polemiche che sostanza. E poco importa che ormai da anni **la comunità scientifica internazionale sia unanimemente d’accordo** nel sostenere che **l’equilibrio psicologico ed emotivo dei bambini non dipenda dalla composizione familiare** né dal sesso dei genitori, ma solo dalla loro capacità di fornire stabilità e cura; poco importa che la ricerca scientifica abbia ampiamente dimostrato che non esistono differenze comprovate tra bambini cresciuti da genitori omo o eterosessuali: **il cittadino medio sbraita, si indigna**, si agita. Resta delle sue opinioni. Scientificamente confutate, certo. Ma questo a lui non importa. **“I bambini non si toccano” scrive sugli striscioni** durante i tanto decantati family day, manifestazione che raccoglie poche centinaia di migliaia di persone promossa, tra gli altri, da Gasparri, Giovanardi e Formigoni.  
Ignorando, nella migliore delle ipotesi – nella peggiore non curandonsene – che in Italia, secondo l’ISTAT, le coppie gay o lesbiche che convivono e che hanno figli sono 529\. Quelli sui bambini sono numeri incerti: l’indagine dell’istituto nazionale di statistica non rileva quanti siano questi figli, così come non include quelli che per svariati motivi non vivono con i genitori. Circa centomila, secondo l’Arcigay; volendo giocare al ribasso, 529 sicuramente: **529** che, allo stato attuale dei fatti, **non godono dei diritti, della protezione e delle tutele della legge**. 529 bambini che, in caso di separazione dei genitori o morte di uno dei due, non potrebbero continuare a vivere con il genitore che, seppur non biologico, li ha cresciuti sin dalla nascita. **529 che non avrebbero il diritto di ereditare**. 529 per i quali colui che chiamano mamma o papà è, agli occhi della legge, un semplice estraneo.

## I diritti civili, la vera questione

Con buona pace di chi combatte l’idea che tali famiglie possano costituirsi, **le famiglie omogenitoriali esistono già**: nell’ottica di una reale tutela del bambino, allora, sarebbe forse più giusto prodigarsi affinché la loro situazione venga intercettata da una normativa adeguata, piuttosto che affannarsi per rendere loro la vita più complessa. Certo, partecipare ad un family day è più semplice, è intellettivamente ed emotivamente più economico: non richiede di mettere in dubbio dogmi, verità preconfezionate o presunte convinzioni. Non intacca i confini delle proprie certezze e della propria identità. Ci sarebbe da chiedersi, però, quando abbiamo smesso di combattere per l’estensione dei diritti civili e abbiamo cominciato ad ostacolarne la loro diffusione.

Darwin sosteneva che **nella selezione naturale** chi **sopravvive** non è il più forte, ma **colui che ha maggiori capacità di adattamento**: la società, il matrimonio, la famiglia sono istituzioni culturali, non naturali, e come tali evolvono nel tempo, si modificano, si adattano. La vera sfida, allora, è **capire quale e quanta parte della società sarà in grado di sopravvivere.**

> Che il mondo si evolva è un fatto; gli uomini sono chiamati a provare a fare altrettanto.