> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.tasc.blog/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Come la tecnologia influenza lo sport
- URL: https://www.tasc.blog/2015/08/04/la-tecnologia-influenza-lo-sport/
- Published: 2015-08-04T12:00:49.000Z
- Updated: 2015-08-21T11:34:36.000Z
- Author: Andrea F.
- Tags: Scienza, Tecnologia, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:38

Si è **da** **poco concluso il *Tour de France* e, dal punto di vista tecnologico e scientifico**, per ridurre fatica, calore corporeo e migliorare l’efficienza del corpo, **se ne stanno vedendo di tutti i colori**: da [Nibali](https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%5FNibali?ref=tasc.blog) circondato da una collana di ghiaccio durante il prologo di *Utrecht* a [Froome](https://it.wikipedia.org/wiki/Chris%5FFroome?ref=tasc.blog) che si fa regolare al millimetro il vestito da usare durante la corno a squadre di *Plumlec* per adattarlo alla sua corporatura. Ovviamente, **l’incremento della tecnologia non si è sviluppato questa estate e sta interessando anche altri sport**, non solo a livello agonistico. Andiamo, perciò, ad analizzare, anche se è un argomento molto complesso, come la tecnologia influenza lo sport.

### Tecnologia a livello agonistico

A **livello agonistico** si può osservare come negli ultimi anni ci sia stato un **aumento** consistente **della tecnologia. Ben vengano le innovazioni** in sport, come l’automobilismo e il motociclismo, dove nuovi strumenti sono testati per poi essere utilizzati anche in altri campi. Ma **non bisogna dimenticare che si sta parlando sempre di competizioni sportive e non di laboratori per i test**: in Formula 1, ad esempio, tantissimi si stanno lamentando di come l’aerodinamica non permetta molti sorpassi o di come la recente introduzione dell’ala mobile sia – secondo me lo è - un dispositivo anti-sportivo (anche se garantisce maggiore imprevedibilità, visto il numero maggiore di sorpassi); la moviola in campo, invece, va bene finché si deve valutare se la palla è entrata in porta o uscita dal campo (dipende dallo sport), ma valutare un fuorigioco o un fallo diventa difficile perché si tratta di valutazioni soggettive.

L’esasperazione tecnologica, però, viene raggiunta proprio nel ciclismo, sport dove il corridore dovrebbe essere il principale artefice dei propri risultati ma troppo spesso all’atleta viene affiancata uno studio tecnico e scientifico maniacale per cercare di migliorare l’aerodinamica – e non solo - che prevede l’uso di calzini, scarpe e vestiti superaderenti per ridurre la resistenza dell’aria.

Per tecnologia **non intendiamo solo gli strumenti che aiutano ad aumentare le prestazioni, ma ci riferiamo allo sviluppo tecno-scientifico** e, di conseguenza, consideriamo anche tutte quelle attività (diete, pratiche sportive particolari, ecc) frutto della ricerca scientifica che dovrebbero (il condizionale è dovuto) migliorare le prestazioni. Di **esempi famosi** se ne possono citare alcuni: l’allenamento che ha portato [Michael Phelps](https://it.wikipedia.org/wiki/Michael%5FPhelps?ref=tasc.blog) a vincere le otto medaglie d’oro olimpiche a Pechino è stato accompagnato da una tabella di lavoro disumana, la regolarità che esprime il tennis di [Djokovic](https://it.wikipedia.org/wiki/Novak%5F%C4%90okovi%C4%87?ref=tasc.blog) da alcuni anni a questa parte è altrettanto assurda o lo stesso Froome che per il *Tour de France* ha deciso, non si sa in base a quali calcoli del suo team, di non alloggiare negli stessi alberghi dei compagni durante le varie tappe ma di sostare in una stanza a parte ([*Motorhome*](http://blog.cyclingpro.it/2015/06/16/il-motor-froome-di-sky-non-va-in-garage-tour-de-france-18/?ref=tasc.blog)) fatta esclusivamente per lui. Tutte **esempi estremi** di come vengono affrontate le rispettive discipline dai **campionissimi che li rendono più simili a dei robot** (dal punto di vista atletico e comportamentale) che a degli esseri umani.

### Tecnologia a livello non agonistico

Ma veniamo a noi comuni mortali che corriamo a piedi o in bicicletta, facciamo nuoto o sport di squadra con il semplice obbiettivo di stare in compagnia, di rimanere in forma o per cercare di perdere qualche chilo. Questo paragrafo si trova subito dopo quello sullo sport agonistico volutamente perché **lo sport non agonistico viene inevitabilmente influenzato dai comportamenti dei professionisti**, basta vedere l’abbigliamento o gli atteggiamenti di qualsiasi principiante per capire di cosa stiamo parlando.

La tecnologia, o meglio, **la cultura tecnologica, si sta sviluppando sempre di più anche nelle attività sportive più comuni**: ci sono sempre più cardio-frequenzimetri, contapassi, contachilometri, conta calorie, conta tutto, utilizzati anche quando si sta effettuando un’attività normale che non necessita di essere misurata a tutti i costi.

Secondo me **portarsi dietro troppi strumenti diventa esagerato**, specialmente all’inizio dell’attività fisica quando si rischia di avere più fili che fiato per correre. Ciò non vuol dire che bisogna eliminarli a prescindere, ma che bisogna porre qualche paletto, magari contando i passi, i chilometri percorsi o le calorie bruciate solo dopo aver raggiunto un certo grado di allenamento. **Non bisogna**, cioè, **mai dimenticarsi che si sta effettuando un’attività amatoriale** distante da quella agonistica, dove è giustificata, fino a un certo punto, la tecnologica.

### La tecnologia è doping?

Il titolo di questo paragrafo è volutamente provocatorio, quello più opportuno sarebbe potuto essere “la tecnologia altera le prestazioni degli atleti?” ma, se ci si pensa attentamente, tutte le tecnologie alterano più o meno sensibilmente le prestazioni degli individui.

Ora bisogna fare una piccola considerazione sul doping: se si considera doping qualsiasi sostanza che modifica le caratteristiche fisico-mentali degli individui, anche una semplice aspirina può essere considerata una sostanza dopante. Ma questa è una visione radicale del doping, e infatti il buon senso spinge a considerare come sostanze dopanti solo quelle imposte da un dato regolamento. Ciò, però, vi fa capire quanto può essere ampio e complesso un argomento che troppo spesso viene liquidato con estrema semplicità.

Più o meno lo stesso discorso può essere fatto con la tecnologia: un plantare, ad esempio, potremmo considerarlo l’equivalente dell’aspirina a cui si è appena accennato. Ma in questo caso **diventa salutare e**, in alcuni casi, **necessario** utilizzare plantari: quasi tutti abbiamo qualche amico che è costretto ad indossare plantari per migliorare la postura oppure, se vogliamo fare un esempio a livello agonistico, si può citare l’esempio di [Stephen Curry](https://it.wikipedia.org/wiki/Stephen%5FCurry?ref=tasc.blog) (campione NBA quest’anno) che in passato ha avuto molti infortuni e pare li abbia superati proprio con un plantare speciale. Anche in questi casi la logica spinge a non applicare regole che sarebbero quanto meno discutibili.

Di norma, però, **dovrebbe esserci un ente** (in parte c’è) **che regoli l’utilizzo di tecnologie** (come esiste per il doping) in modo da non garantire vantaggi troppi accentuati nei confronti di altri atleti, l’importante è che non ci siano casi assurdi come quello successo alcuni anni fa a Djokovic, che ha utilizzato la camera iperbarica: una camera a diversa pressione rispetto a quella ambientale usata per addestrare gli astronauti. Per me, in quel caso si trattava di doping bello e buono, ma in quel caso il colpevole, se proprio ne cercate uno, non è stato Djokovic, che si è dimostrato bravo (o furbo, fate voi) a sfruttare un vuoto assurdo nel regolamento, ma di chi ha creato quel vuoto nel regolamento.

### Implicazioni a livello sociale

A prescindere del fatto che la tecnologia sia regolare o meno si presentano anche **problemi di carattere sociale** \- che non influenzano solo l’ambiente sportivo - di integrazione delle macchine (o di strumenti tecnologici) nella vita di tutti i giorni: “l’ammonimento” lo ha definito Alberto in [questo](https://www.tasc.blog/2015/04/07/la-tecnologia-ci-rovinera-lammonimento-di-black-mirror/) articolo che si riferiva a *Black Mirror*. In realtà il “rapporto” tra gli uomini e la tecnologia è stato analizzato da molti altri autori molto prima di *Black Mirror*, basti pensare ad [*Odissea nello Spazio*](https://it.wikipedia.org/wiki/2001:%5FOdissea%5Fnello%5Fspazio?ref=tasc.blog) di [Kubrick](https://it.wikipedia.org/wiki/Stanley%5FKubrick?ref=tasc.blog) o al [*Ciclo dei Robot*](https://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo%5Fdei%5FRobot?ref=tasc.blog) di [Asimov](https://it.wikipedia.org/wiki/Isaac%5FAsimov?ref=tasc.blog), giusto per fare alcuni esempi, ma il merito di Charlie Broker è l’aver adattato l’argomento nella società attuale.

Per quanto mi riguarda, **non mi schiero né con chi è contro la tecnologia né, tantomeno, con coloro che non possono farne a meno**; la soluzione – banale - sarebbe sfruttare la tecnologia ma in modo accurato, senza esagerazioni. La vera **domanda** è: siamo in grado di farlo? la mia risposta è no, soprattutto vista la piega presa negli ultimi anni. Ma, ovviamente, spero di essere smentito.

### Conclusioni

In sostanza possiamo dire che **la tecnologia va bene se viene utilizzata in modo equilibrato**. Trovare il punto di equilibrio in questo caso è molto difficile, e diventa ancor più difficile se si fa un confronto generazionale tra i 15-20enni, che con molti apparecchi ci sono cresciuti, e 60-80enni che molti strumenti non sanno nemmeno cosa siano. La prima cosa da fare è sicuramente **evitare inutili polemiche su quale generazione sia nel “giusto”**, la seconda potrebbe essere quella di **introdurre l’educazione tecnologica come materia didattica** nelle scuole dell’obbligo (anche se, visti i continui tagli all’istruzione, non credo sia fattibile dal punto di vista economico) o, cosa più realistica, introdurre nei programmi di storia, filosofia ed educazione fisica (visto che parliamo di sport) anche argomenti riconducibili alla tecnologia. Insomma, nello sport ma anche in altri campi, **accettare o rifiutare a prescindere la tecnologia non è di sicuro la risposta corretta ma prima di utilizzare qualsiasi tipologia di strumento occorre fare un’attenta riflessione.**