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# Cosa guardo stasera #41: Still Alice
- URL: https://www.tasc.blog/2015/09/26/cosa-guardo-stasera-42-still-alice/
- Published: 2015-09-26T11:15:55.000Z
- Updated: 2016-01-05T15:03:48.000Z
- Author: Chiara R.
- Tags: Tendenze, Cosa guardo stasera, Rubriche, Cinema, film, oscar, cosa guardare il sabato sera, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:38

Eccoci giunti al 41esimo appuntamento con la rubrica “Cosa guardo stasera”, in cui vi parliamo di un film che (speriamo) possa allietare o rinvigorire quelle serate in cui non avete voglia di fare altro che starvene sdraiati sul divano e sgranocchiare patatine, in maniera decisamente particolare.  
La stavate aspettando (ne siamo più che sicuri) e nemmeno stavolta vi deluderemo!

## STILL ALICE

##### GENERE: DRAMMATICO

##### PUBBLICATO: 2014

Questa settimana vi consigliamo un film piuttosto recente, protagonista della scorsa *award season*, soprattutto grazie alla performance di una fantastica [Julianne Moore](https://it.wikipedia.org/wiki/Julianne%5FMoore?ref=tasc.blog), che probabilmente avrebbe meritato qualche riconoscimento in più…ma la concorrenza era obiettivamente di alto livello.

Julianne Moore è **Alice Howland**, affermata linguista e insegnate di prestigio, madre e moglie attenta, che, iniziando ad accorgersi che qualcosa in lei non va più come dovrebbe, si sottopone ad esami medici e scopre di avere una forma genetica presenile di Alzheimer: tutte le certezze della sua vita iniziano a crollare. Alice non è più la donna sicura, forte e determinata di un tempo ma, come vedremo, è *still Alice*.

Okay, forse il tema non è dei più originali (vedi [The Notebook](https://it.wikipedia.org/wiki/Le%5Fpagine%5Fdella%5Fnostra%5Fvita%5F%28film%29?ref=tasc.blog) e [The Iron Lady](https://it.wikipedia.org/wiki/The%5FIron%5FLady?ref=tasc.blog)), ma è raro vedere sullo schermo la malattia che diventa indiscussa protagonista per il ruolo che svolge nel modificare comportamenti e sensazioni dei personaggi, nel modificare i personaggi stessi, e ancor più raro è vedere la malattia raccontata in modo così delicato e sensibile.

Julianne Moore, con una delle sue migliori interpretazioni, riesce ad impersonificare perfettamente Alice e riesce a farci percepire il decorrere della malattia e l’intensificarsi della gravità di essa in un modo difficilmente descrivibile a parole: Alice passa dal semplice scordarsi le cose al non riconoscere più il luogo in cui si trova, fino ad avere difficoltà a parlare; grazie alla narrazione soggettiva noi viviamo le stesse sensazioni di spaesamento e confusione che vive lei, ci perdiamo con Alice, non abbiamo la concezione di tempo e spazio esattamente come lei.

Accompagniamo Alice in una delle esperienze più terribili che possano accadere ad un essere umano: la perdita della memoria; sì, perché i ricordi sono parte di noi, e la loro perdita ci fa perdere la coscienza di noi stessi. Grazie al film noi riusciamo a comprendere (almeno in buona parte) una sofferenza che in realtà non ci appartiene, grazie a Julianne Moore capiamo la volontà di Alice di non essere un peso per la sua famiglia e siamo con lei quando, ancora lucida, lascia un video messaggio alla sé del futuro: vede portarsi via qualcosa ma non può reagire, sa di stare combattendo una guerra persa in partenza e, pur volendo continuare a combattere, è consapevole che presto dovrà arrendersi all’inevitabile.

Una delle scene più toccanti è quella in cui Alice tiene un discorso di fronte ad una platea: lì spiega a loro, ma anche a noi, l’importanza del ricordo e l’importanza di essere se stessa. Ma non voglio svelarvi troppo, dovete godervela.

La Moore con la sua recitazione misurata è riuscita a ricreare i movimenti condizionati dalla malattia, sempre più limitati, così da farci percepire l’aggravarsi delle condizioni del personaggio e arrivando, verso la fine del film, ad una condizione quasi infantile che la porta a compiere gesti fanciulleschi.

E se la prova della protagonista è da Oscar, ottime sono anche quelle del resto del cast: un [Alec Baldwin](https://it.wikipedia.org/wiki/Alec%5FBaldwin?ref=tasc.blog) in veste di marito dolce e premuroso, ma soprattutto una [Kristen Stewart](https://it.wikipedia.org/wiki/Kristen%5FStewart?ref=tasc.blog) inaspettata e perfetta per il ruolo di figlia ribelle, che (quasi) ci ripaga per tutti i Twilight del caso. Sarà lei parte fondamentale nella seconda parte del film per il rapporto con la madre, e sarà lei l’unica ad interessarsi veramente di cosa prova Alice.

La pellicola è la trasposizione dell’omonimo romanzo (*Perdersi*, in italiano) di Lisa Genova e i due registi sono stati abili nel raccontare la malattia nel modo giusto, senza eccessivo pietismo, “aiutati” forse anche dalle condizioni di uno dei due, [Richard Glatzer](https://it.wikipedia.org/wiki/Richard%5FGlatzer?ref=tasc.blog), affetto da sclerosi laterale amiotrofica e morto poco dopo l’uscita del film.

Se siete alla ricerca di un film profondo e sentimentale ma diverso dal solito Still Alice è il film che fa per voi. È comunque un film da non perdere non solo per conoscere più da vicino la condizione del morbo di Alzheimer, ma anche per la magistrale interpretazione di Julianne Moore.

##### GIUDIZIO

- Ritmo: 8
- Sentimentalismo: 9
- Comicità: 2
- Suspence: 3
- Paura: 3
- Scenografia: 7