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# ESCILE: quando l'estro italiano incontra le tette.
- URL: https://www.tasc.blog/2015/11/03/escile-estro-italiano-incontra-le-tette/
- Published: 2015-11-03T11:00:00.000Z
- Updated: 2015-11-03T11:04:23.000Z
- Author: Noemi S.
- Tags: Tendenze, Facebook, Twitter, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:38

*Gli esseri umani di sesso maschile amano le tette.* È un dato di fatto, una considerazione così ovvia che potrebbe nascere e finire qui. Essere il principio e la fine, sorreggere l’intero mondo delle certezze maschili. Grandi o piccine, enormi, sode, a coppa di champagne: ognuno ha i suoi gusti, purché siano tette. È un amore viscerale, di quelli che ti fanno battere forte il cuore e perdere il senso della realtà, come se, ogni volta che ne vedono un paio, fosse la prima volta. È un amore che dura da sempre, presumibilmente da quando l’uomo ha fatto per la prima volta la sua comparsa sulla terra. Quello che i maschi nostrani hanno fatto ultimamente, però, è stato portare questa passione ad un livello nettamente superiore: **il maschio italiano ha coniato l’espressione ESCILE**.

## Cos’è #ESCILE

Scritto rigorosamente in maiuscolo - quasi a voler sottolineare l’importanza e l’urgenza di un bisogno così primario - questo neologismo che sta spopolando in rete ormai da un po’ nasce proprio nel Bel paese - perché noi, i primati, ce li sappiamo scegliere proprio bene. Sono stati infatti i maschi italici a portare alla ribalta questa deliziosa espressione.

In principio fu **Emily** Ratato... Rataio... Ratako… quella: la modella (e attrice) statunitense con un corpo che neanche fosse uscito dalla penna del più bravo disegnatore manga. Gambe slanciate, vita sottilissima, asciutta, snella, e un seno che definire prosperoso sarebbe poco. *Il sogno erotico di ogni uomo.* Un sogno erotico che però necessitava di essere nutrito: è per questo che, sotto ad ogni foto postata sui social dalla giovane modella, gli italiani hanno cominciato a chiedere a gran voce di mostrare le tette. **ESCILE! ESCILE! ESCILE!**

## #ESCILE diventa virale. E poi arriva Lucia.

La quantità di tweet e commenti cresceva a dismisura, escile diventava trending topic e improvvisamente il mondo intero si accorgeva del fenomeno. È così che anche fuori dall’Italia hanno cominciato a scoprire #escile, a usarlo e ad amarlo. Pian piano questo singolare movimento ha preso il volo, trasformandosi in un invito a mostrare le tette rivolto pressappoco a qualunque essere femminile seno-munito: star del cinema e dello spettacolo, certo, ma anche donne qualunque generosamente aiutate da madre natura. Ma, mentre Emily non ha mai accolto la richiesta dei suoi fan, una modella dal cognome ancora più impronunciabile, **Lucia Javorcekova**, coglieva al balzo la palla decidendo di mostrarsi senza veli e consacrando definitivamente questo curioso neologismo. Hallelujah, campane a festa e canti di giubilo. I maschi nostrani sono riusciti a regalare al mondo qualcosa di davvero inestimabile: il seno di Lucia.

*Italiani: popolo di navigatori, di poeti e di amanti delle tette.*

## Di seni, contraddizioni e ipocrisia.

*Escile* presenta però un grosso problema: si presta a facili polemiche e la polemica, a quanto pare, è lo sport nazionale. Al di là di qualunque intento goliardico, è di fatto un invito a mostrare il seno. Senza fronzoli, senza se e senza ma. Cosa c’è di tanto divertente nell’invitare una donna a far vedere le tette? Nello spersonalizzarla al punto tale da ridurla né più e né meno che a due seni da esibire? Quasi fosse un filmettino porno di cui si può saltare velocemente l’introduzione per andare dritti al clou, ormai ci si ritiene liberi di smettere di fingere che ci interessi altro, per arrivare subito al punto: *dai, su, mostrale*. E non è il nudo - chissà perché poi sempre femminile? - ad essere un problema, quanto il fatto che tutto il resto paia esservi subordinato.

È l’apoteosi della **strumentalizzazione** del corpo della donna. Argomento sul quale, non più di qualche anno fa, venne girato un [noto documentario](https://www.youtube.com/watch?v=EBcLjf4tD4E&ref=tasc.blog) che l’intero popolo della rete si affaticava a condividere, al grido di “che schifo, povere donne”.

*Povere donne, sì*. **Spogliate** dei loro vestiti e della loro dignità, vittime non tanto di qualche commento sessista, quanto dell’**ipocrisia** dilagante del maschio medio. Che la vuole nuda e provocante sullo schermo, ma è pronto a definire con i peggiori epiteti quelle che decidono di indossare una gonna un po’ più corta o di vivere liberamente la propria vita. Come a dire: *nuda, sì. Ma solo quando e come dico io.*

## Donne, uscitele (ma a modo vostro)!

Perché spersonalizzazione della donna? Perché ci si è così concentrati sull’aspetto erotico, da dimenticarsi totalmente di loro come esseri umani, *come persone*: ci si è dimenticati persino della loro salute. Che ad ottobre si parli di tette, infatti, non è una novità: la **Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori** organizza ogni anno in questo mese la campagna [**Nastro Rosa**](http://www.legatumori.it/new%5Fpp.php?id=1894&area=1005&ref=tasc.blog) per la prevenzione del tumore al seno, offrendo controlli gratuiti in tantissimi ambulatori su tutto il territorio nazionale.

Il problema - ed è questo il dato davvero allarmante - è che #ESCILE ha avuto un’attenzione mediatica tale da arrivare ad oscurare persino la campagna LILT di quest’anno. Così, mentre il maschio medio sfogava i suoi ormoni sulla tastiera di uno smartpohne, chiedendo a gran voce di poter vedere l'ennesimo enorme paio di tette - neanche da questo dipendesse la qualità della sua esistenza - le donne nostrane venivano assalite da richieste di mostrare il proprio seno. E il solo suono della parola tette provocava loro l'orticaria. La conseguenza? Mentre tutt’intorno il mondo impazziva per il famoso hashtag, nessuno faceva un po’ di sana informazione. "**E che scocciatura, che palle, quanto sei noiosa**. Noi vogliamo ridere un po', *non si può essere sempre così seri"*. Vero. Forse, però, sarebbe il caso di ricordare ai cari uomini che condizione necessaria per uscirle è avere qualcosa da uscire. E ritrovarsi a dover affrontare una mastectomia per un cancro scoperto troppo tardi, non è certo cosa auspicabile.

Volendo essere ottimisti, mi piace pensare che i maschi di questo Paese, invitandoci ad uscirle, qualcosa di buono l'abbiano fatto e che quella di mostrare le tette, tutto sommato, potrebbe non essere una cattiva idea. Il segreto sta nel farlo con intelligenza. **#Fatelevedere** recita lo slogan della campagna Nastro Rosa di quest’anno. Volendo cavalcare il fenomeno, qualche giorno fa mi suggerivano **#EscileAlTuoMedico.**

Il problema di fondo, però, resta. Sarò ingenua, sarò femminista, ma **dai più grandi fan delle tette mi aspetterei perlomeno che si impegnassero nel salvaguardarle**. Che passassero meno tempo a commentare #escile, e un po' più a ricordarci di controllarle. Che noi donne, senza tette, sappiamo benissimo vivere.

#### Gli uomini, invece, non ne sono tanto sicura.