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# Imbrattare ad Arte
- URL: https://www.tasc.blog/2015/11/25/bob-ny-imbrattare-ad-arte/
- Published: 2015-11-25T14:00:52.000Z
- Updated: 2015-11-25T09:08:16.000Z
- Author: Chiara R.
- Tags: Tendenze, Web, Arte, youtube, new york, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:38

Siamo giunti alla terza puntata di **#iBOBny** (I BOB New York) e ovviamente noi di TASC continuiamo a seguire il viaggio di BOB per salvarvi dalla disinformazione dei suoi video.

Se state leggendo probabilmente sarete sopravvissuti alle prime due puntate e state dimostrando il vostro coraggio; dopo le riflessioni sulla Freedom Tower costruita per risollevare NYC dalla tragedia dell'11 settembre, chissà cosa avrà combinato [BOB](https://www.youtube.com/user/liuzzosfactory?ref=tasc.blog)?

In attesa di scoprirlo noi continuiamo a **raccontarvi le bellezze della Grande Mela.**

## Imbrattare ad Arte

Forme d’arte o atti vandalici, veicoli comunicativi o mero imbrattamento della città che siano, i graffiti colorano le passeggiate di residenti e turisti che si aggirano per le strade di Brooklyn regalando uno spettacolo unico, dando vita ad un museo che non conosce orari o biglietti d’ingresso.

I **graffiti** possono essere considerati una delle forme più antiche e principali di street art, migrata da Philadelphia a New York, sviluppatasi sulle fiancate di treni ed edifici attorno agli anni ‘70 e affermatasi poi come **forma di espressione e “battaglia” a colpi di colori** da parte di giovani che, in risposta alle proprie condizioni socio-economiche, hanno iniziato a creare movimenti veri e propri e a dare valore concreto a questa forma di comunicazione. È così che presto il fenomeno ha acquisito importanza e riconoscimento e quella che poteva sembrare una mera forma di ribellione da parte di giovani irrispettosi per il decoro cittadino è diventata arte.

La tradizione dei graffiti nasce a Philadelphia negli anni ‘60 e in seguito alla morte del jazzista [Charlie Parker](https://it.wikipedia.org/wiki/Charlie%5FParker?ref=tasc.blog), noto come “Yardbird” (o anche solo “Bird”) le scritte **“Bird Lives”** hanno iniziato ad apparire per le strade di New York, ma si dovrà aspettare ancora almeno un decennio prima che i graffiti diventino una pratica diffusa e riconosciuta nella grande mela: è del 1971 [uno dei primi articoli del New York Times](http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/arts/taki183.pdf?ref=tasc.blog) che racconta la storia di **TAKI 183**, uno dei “pionieri” dello scrivere sui muri, e che ha contribuito a renderlo una leggenda e ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica verso tagging e graffiti.

Dal momento dell’arrivo del primo movimento di graffitari da Philadelphia, **Brooklyn è stato uno dei quartieri nevralgici per lo sviluppo di tale forma d’arte**. La maggioranza delle opere visibili oggi nella grande mela discende dalla cultura hip hop degli anni ‘70 radicata nel quartiere e che ha in seguito contribuito ad una inimmaginabile evoluzione all’interno dello stesso, sia in termini di stile che di mezzi di diffusione dell’arte, anche se in prevalenza vengono ancora utilizzati i muri degli edifici. Con l’aumento della popolarità dell’arte di strada, numerosi artisti vi si dedicarono e i graffiti arrivarono a colorare interi treni metropolitani e ad apparire quindi in nuovi punti della città.

Non è passato molto prima che le istituzioni si siano attivate per prendere provvedimenti a riguardo procedendo con recinzioni e rimozioni dei graffiti; ciò ha poi condotto al **“Clean Train Movement”** che, vietando ai graffitari le metropolitane, ha favorito la diffusione della street art in superficie e ha nel suddetto quartiere newyorchese il terreno più fertile.

### BUSHWICK COLLECTIVE E TATS CRU

Nell’ambiente dei graffiti di Brooklyn il nome che svetta su tutti è quello del[**Bushwick Collective**](https://www.facebook.com/TheBushwickCollective), che può essere considerato il **paradiso della street art newyorchese**. È una enorme galleria d’arte all’aperto, uno dei punti vitali di Brooklyn per quanto riguarda i graffiti; fondato nel 2011 da **Joseph Ficalora**, residente della zona, il collettivo ha fornito ad artisti di tutto il mondo pareti pronte per essere colorate, convincendo gli abitanti della città a mettere a disposizione pareti e saracinesche.

Ficalora è diventato curatore di più di 50 murali a Bushwick, fornendo uno **spazio per la creatività** a coloro che non riuscivano a trovare il posto per esprimersi in altre zone. Il numero di artisti del collettivo è in costante aumento in quanto le opere vengono dipinte a rotazione, ma non è consentito a tutti di dar sfogo alla propria creatività al Collettivo Bushwick: gli artisti devono inviare tre dei propri lavori per superare un’attenta selezione.

Spostandoci un po’ più a nord e passando da Brooklyn al Bronx, un altro nome di tutto rispetto tra gli street artist è quello dei [**Tats Cru**](http://tatscru.net/?ref=tasc.blog), il **primo gruppo di graffitari al mondo**, ormai affermati come muralisti professionisti e ai quali sono state affidate anche campagne pubblicitarie da parte di brand rilevanti come Coca-Cola.

È interessante soffermarsi sulle peculiarità dei due diversi quartieri di NY che inevitabilmente influenzano l’evolversi dell’arte: a livello culturale i mondi contrapposti sono quello **Hip Hop di Brooklyn** e quello **Rap del Bronx**, ma i graffiti sono condizionati anche dalla struttura dei quartieri stessi dal momento che il primo è un’area industriale (e di conseguenza piena di fabbriche abbandonate e muri da abbellire che si rivelano le tele perfette per gli artisti), a differenza dell’altro che è più residenziale.

È quindi Brooklyn il più grande testimone della ricca storia dei graffiti e oggi rappresenta una dei luoghi più particolari al mondo grazie ai suoi murales, tag, stencil ecc. e grazie alla sua costante apertura a nuove correnti rivoluzionarie.

Sicuri di voler davvero continuare con la visione del video di BOB? Ecco a voi, e ancora una volta buona fortuna!