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# Memoriali alla guerra: esorcizzazione del dolore o mera apparenza?
- URL: https://www.tasc.blog/2015/12/09/memoriali-alla-guerra-esorcizzazione-del-dolore-mera-apparenza/
- Published: 2015-12-09T14:00:03.000Z
- Updated: 2015-12-08T18:47:35.000Z
- Author: Chiara R.
- Tags: Tendenze, Web, Inspirational, USA, iBOBny, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:38

Continua **#iBOBny** e continua la visita di Albany, capitale dello Stato di New York. Avete visto le curiose opere architettoniche magistralmente illustrate da [BOB](https://www.youtube.com/user/liuzzosfactory?ref=tasc.blog) nello [scorso episodio](https://www.youtube.com/watch?v=JFtMaV3hgzg&ref=tasc.blog)? Sono certa che non vediate l’ora di continuare a seguire il bifolco per eccellenza tra le bellezze di questa capitale un po’ anomala. Prima di lasciarvi al video, però, voglio **accompagnarvi in una riflessione**.

## Memoriali alla guerra: esorcizzazione del dolore o mera apparenza?

A fianco del museo statale dello Stato di New York ad Albany, è presente uno degli innumerevoli memoriali costruiti negli Stati Uniti, dedicato a chi ha servito il Paese durante la Seconda Guerra Mondiale: un’aquila (per chi non lo sapesse simbolo del *Great Seal of United States,* il sigillo degli USA) intenta ad avventarsi su qualcosa con i propri artigli lo sormonta, donando all’intero ambiente una sensazione di irrequietezza a differenza di ciò che ci si aspetterebbe da un memoriale, quasi a voler **evocare il turbamento** provocato della terribile guerra che è chiamato a simboleggiare. La stessa sensazione è donata dall’acqua delle piscinette, altro elemento che compone il memoriale, tenuta in costante agitazione.

Ma non perdiamoci in ulteriori descrizioni, per quelle vi rimando al video. Soffermiamoci invece sulla **funzione sociale dei memoriali**.

### QUESTIONE DI PATRIOTTISMO

Con la prima guerra mondiale, quando il numero di vittime ha iniziato a diventare enorme e le perdite sembravano inarrestabili, i corpi dai caduti raramente venivano riportati in patria, ma venivano sepolti in tombe militari nei luoghi di battaglia; nonostante ciò, sono comunque molti i soldati morti senza una sepoltura riconosciuta e dei quali spesso **tutto ciò che rimane è un nome** che nel tempo ha acquistato un significato simbolico nelle pratiche di commemorazione.

Il nome è arrivato ad acquisire sia un valore emozionale per la popolazione, sia uno politico, come necessità di evocazione di una specifica memoria di guerra che possa **tradurre il dolore in orgoglio**. Basta un simbolo, un’immagine nei quali ciascuno possa riconoscersi per arricchire il proprio senso di appartenenza alla comunità. Per molti di noi italiani, probabilmente, questo aspetto non è facilmente comprensibile o condivisibile in quanto gli statunitensi sono noti per il loro patriottismo sfegatato e spesso smodato che non ci appartiene.

### IL BISOGNO DI RICORDARE

I memoriali, inoltre, incarnano il bisogno dell’uomo di ricordare, nel bene o nel male, il passato; sono la **concretizzazione della storia**, e come essa ci ricordano e raccontano ad ogni futura generazione ciò che è stato. Di solito, purtroppo, soggetto di tali racconti sono gli errori commessi dall’umanità e le tragedie che l’hanno colpita, ma si presuppone che ciò serva come promemoria affinché errori e violenze non vengano ripetuti. Hanno quindi uno sguardo al passato ma in funzione delle gesta future che le nazioni e i popoli andranno a compiere e di conseguenza **non servono soltanto a non dimenticare ma anche, e soprattutto, a capire**.

Dare un senso ad un qualsiasi disastro significa comprenderne il significato, accettare la perdita nella nostra vita e, in particolar modo, riuscire ad immagazzinare i ricordi una volta che il dolore inizia ad affievolirsi trasformandoli in una sorta di consolazione. È questa la memoria.

Il processo può avvenire a livello individuale o di gruppo e può comprendere qualsiasi rituale in grado di funzionare come collegamento tra noi e ciò che abbiamo perso: memoriali fisici, ricorrenze e anniversari, visite a location particolari ma anche qualsiasi cosa che possa suscitare un ricordo a livello personale.

La memoria, e il modo in cui è espressa, contribuisce a **creare unione all’interno della società stessa**, aiutando ad identificare ciò che è realmente importante per la comunità.

Le funzioni principali dei memoriali sono quindi il ricordo e l’aggregazione della collettività, ma ciò che decreta realmente la loro forza è **l’uso che ciascuno di noi**, sia come singoli individui, sia come parte attiva della società **fa di tali simboli** potenzialmente intrisi di molteplici significati, emozioni, storie, ricordi.

Non è mia intenzione dare giudizi in merito all’effettiva utilità dei memoriali alla guerra *(almeno arricchiscono le città senza scopi di lucro a differenza di altri, leggasi* [*Freedom Tower*](https://www.tasc.blog/2015/11/21/bob-ny-freedom-tower/)*)* ma spero di essere riuscita a suscitare qualche riflessione in voi con questo articolo.

Adesso, conclusa la parentesi più seria, è giunto il momento più atteso: ecco a voi il nuovo episodio alla scoperta di Albany di #iBOBny, buon divertimento!