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# Come argomenta Donald Trump
- URL: https://www.tasc.blog/2016/01/05/come-argomenta-donald-trump/
- Published: 2016-01-05T19:09:03.000Z
- Updated: 2016-01-14T14:07:14.000Z
- Author: Michelangelo C.
- Tags: Tendenze, Video, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:38

Volenti o nolenti, nella feroce corsa alle presidenziali americane, il candidato repubblicano che più lascia il segno è senza ombra di dubbio **Donald Trump**. il "*tycoon*"americano colpisce sia per il suo look che definire eccentrico è un atto di carità, ma soprattutto per il suo modo di esprimersi, che ha dato spazio a diverse polemiche, non ultima [quella scaturita dallo sbeffeggiamento del reporter disabile](https://www.youtube.com/watch?v=PX9reO3QnUA&ref=tasc.blog) del New York Times Serge Kowaleski.

Ed è proprio sul modo di esprimersi di Trump che **Evan Puschak**, attraverso il suo canale Youtube [nerdrwriter1](https://www.youtube.com/channel/UCJkMlOu7faDgqh4PfzbpLdg?ref=tasc.blog) decide di fare un'analisi. Puschak ha preso in esame un intervento tipo, in questo caso durante un'ospitata nello show di Jimmy Kimmel, per trovare un vero e proprio sistema comunicativo. Dato un argomento, in questo caso Kimmel domanda *se sia giusto discriminare qualcuno in base alla sua religione*, Trump argomenta sostenendo in parole povere che esiste un **problema** e che ne vuole trovare la **causa**. Ma tralasciando per un attimo il contenuto della risposta, (che va detto, è molto scarsa ed evasiva) in un minuto Trump pronuncia **220** parole tutte molto brevi e concise: di queste 220 solo **4** sono da tre sillabe, **39** da due e ben **172 monosillabiche**. E va notato pure come Trump non utilizzi praticamente **mai subordinate**, o su come ribatta su determinate **parole chiave**, che pone sempre in conclusione di periodo per una **chiusura d'effetto**. In definitiva la credibile ipotesi di Puschak è che Trump utilizzi appositamente un linguaggio semplice e diretto, spesso costellato di riferimenti diretti in seconda persona direttamente rivolti all'ascoltatore, per ottenere un maggiore empatia. Puschak mostra come secondo il test di leggibilità *Flesch-Kincaid* (una formula che stabilisce la semplicità di comprensione di un testo o di un discorso basato anche sul livello di istruzione di chi ne usufruisce) Trump sia tra i candidati il più "*comprensibile*" anche per i meno istruiti. E come soprattutto puntando sulle parole chiave in chiusura di un periodo, riesca ad imprimere il senso generale del suo discorso **pur senza esprimere un concetto vero e proprio**.

Curioso come un tale meccanismo venga percepito in America, mentre nel nostro paese è diventato una routine comunicativa a portata prima di teleimbonitori prestati alla politica, ed adesso anche dei più bassi demagoghi.