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# Cosa guardo stasera #58: C'eravamo tanto amati
- URL: https://www.tasc.blog/2016/01/23/cosa-guardo-stasera-58-ceravamo-tanto-amati/
- Published: 2016-01-23T11:00:22.000Z
- Updated: 2016-01-22T15:35:54.000Z
- Author: Andrea F.
- Tags: Cosa guardo stasera, Rubriche, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:38

Eccoci giunti al 58esimo appuntamento con la rubrica "Cosa Guardo Stasera". Questa volta, diversamente dalle altre settimane, vi proponiamo un film d’autore italiano (non molto recente) per ricordare [Ettore Scola](https://it.wikipedia.org/wiki/Ettore%5FScola?ref=tasc.blog), esponente di punta del movimento cinematografico italiano soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta, e scomparso qualche giorno fa, al quale ci è sembrato doveroso fare un opportuno tributo.

## C'eravamo tanto amati

##### GENERE: Commedia

##### PUBBLICATO: 1974

Sinceramente ho trovato difficoltà nel scegliere un film del maestro romano di adozione (ma campano di nascita), alla fine ho optato per *C’eravamo Tanto Amati*, uscito oramai più di quarant’anni fa. Una scelta azzeccata, visto che, ancora oggi, continua a tenermi incollato allo schermo per tutta le sua durata, dimostrando come sia invecchiato benissimo.

Il film parla della storia di tre amici, ovvero Antonio ([Nino Manfredi](https://it.wikipedia.org/wiki/Nino%5FManfredi?ref=tasc.blog)), Gianni ([Vittorio Gassman](https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio%5FGassman?ref=tasc.blog)) e Nicola ([Stefano Satta Flores](https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano%5FSatta%5FFlores?ref=tasc.blog)) conosciutisi al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale e invaghitisi, chi prima e chi dopo, della bellissima Luciana ([Stefania Sandrelli](https://it.wikipedia.org/wiki/Stefania%5FSandrelli?ref=tasc.blog)). La storia si dilunga per trent’anni, raccontando le loro vite e, parallelamente, la storia italiana di quel periodo.

*C’eravamo Tanto Amati* merita di essere visto e rivisto solo per come è strutturato: alla stregua di molti prodotti recenti, comincia dalla fine e, attraverso un lungo *flashback*, racconta da tre diversi punti di vista il sofferto dopoguerra italiano con un tipo di narrativa a tratti (volutamente?) slegato, con tutte le proporzioni sembra si stia seguendo il “flusso di pensiero” joyciano. I personaggi sono tutti scritti (ed interpretati) benissimo e, vedendoli oggi, sembrano delle macchiette: basti pensare ai continui battibecchi tra Antonio e Nicola che simboleggiano i continui scontri tra la sinistra intellettuale e la sinistra della classe media e che, ahinoi, ancora oggi si sentono in giro.  
Ma sono i personaggi secondari a far fare il salto di categoria alla pellicola: mi riferisco a Elide Catenacci ([Giovanna Ralli](https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna%5FRalli?ref=tasc.blog)) e Romolo Catenacci ([Aldo Fabrizi](https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo%5FFabrizi?ref=tasc.blog)), le cui evoluzioni nel corso degli anni sono straordinarie (e agghiaccianti).

Se a questo aggiungiamo che dal punto di vista tecnico è ineccepibile, abbiamo completato il cerchio. Basta guardare la fotografia, che descrive Roma come solo i grandi maestri sanno fare, e che completa quanto non dicono i personaggi (sui muri vediamo, tra le altre cose, incitazioni a [Bartali](https://it.wikipedia.org/wiki/Gino%5FBartali?ref=tasc.blog) o a [Togliatti](https://it.wikipedia.org/wiki/Palmiro%5FTogliatti?ref=tasc.blog)). Altro aspetto fondamentale è il trucco, che nella prima parte ringiovanisce i personaggi per poi invecchiarli nella seconda (Manfredi è uguale a come sarà da lì a qualche anno), usato in maniera impeccabile se si considera il periodo in cui è stato realizzato il film.

Un film, dunque, fatto di lotta politica ma anche di cultura cinefila, da vedere e rivedere è la discussione che nasce dopo la visione di *Ladri di Biciclette* o le brevi scene in cui compaiono *L’Eclisse* di [Antonioni](https://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo%5FAntonioni?ref=tasc.blog) o *La Dolce Vita* di [Fellini](https://it.wikipedia.org/wiki/Federico%5FFellini?ref=tasc.blog) o quelle in cui si citano [Resnais](https://it.wikipedia.org/wiki/Alain%5FResnais?ref=tasc.blog) o [Rossellini](https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto%5FRossellini?ref=tasc.blog). Film che vengono approcciati sia in maniera “alta” che in maniera “popolare”, come conferma la partecipazione di Nicola al programma *Lascia o Raddoppia* di Mike Buongiorno, un sunto del contenuto tragicomico della pellicola. Perché, in fin dei conti, *C’eravamo tanto amati* è proprio questo: **un affresco nazionale che oscilla tra il dramma e la comicità**, e lo fa con grande stile.

Ero indeciso se proporvi *C’eravamo Tanto Amati*, *Brutti Sporchi e Cattivi* (a cui, a dirla tutta, sono legato di più tra i film di Scola) o *Una Giornata Particolare* ma, dei suoi capolavori, ho scelto questo un po’ per il blasone maggiore di cui gode ma soprattutto perché è forse quello più “facile” da recepire e per passare la serata. Il nostro è un piccolo omaggio per un grande regista e siamo lieti di dare il nostro piccolo contributo nel ricordarlo.

#### GIUDIZIO

- Ritmo: 7
- Sentimentalismo: 8
- Comicità: 7
- Suspense: 6
- Paura: 2
- Scenografia: 8