> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.tasc.blog/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Terrorismo: per sconfiggerlo bisogna capirlo
- URL: https://www.tasc.blog/2016/04/07/terrorismo-per-sconfiggerlo-bisogna-capirlo/
- Published: 2016-04-07T10:00:29.000Z
- Updated: 2016-04-07T11:03:04.000Z
- Description: Dopo gli attentati che hanno sconvolto e sconvolgono l'Europa, cerchiamo di fare chiarezza su un argomento controverso come il terrorismo.
- Author: Andrea F.
- Tags: Tendenze, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:39

Dopo gli incresciosi fatti di Bruxelles che si aggiungono agli attentati avvenuti a Parigi e a quelli, più frequenti, che hanno colpito la Turchia, il Medio Oriente e i paesi asiatici, parliamo di un fenomeno, il **terrorismo**, che, purtroppo, **sta** **entrando con prepotenza nella nostra vita di tutti i giorni**, diventando così un elemento sempre più abituale e naturale.

## **La società occidentale, la violenza e il terrorismo**

Il **modello** di **società occidentale**, che sta inglobando (e lo ha già fatto in alcuni casi) anche la società orientale, è basato sempre più sulla **violenza**, da non intendere solo in termini fisici, ma anche psicologici. Basta accendere una TV su un telegiornale qualsiasi e vedere i continui episodi giornalieri che coinvolgono le persone meno sospette. Per questo e per altri motivi non capisco come [l’idea della Fallaci](https://it.wikipedia.org/wiki/La%5Frabbia%5Fe%5Fl%27orgoglio?ref=tasc.blog) di superiorità culturale occidentale possa essere anche solo presa in considerazione. Inoltre ci siamo **abituati sempre di più a questo tipo di società** da non fare nemmeno molto caso alle varie manifestazioni di violenza; anzi, in molti fanno anche la morale agli orientali.

Bisogna fissare un altro concetto importante: è **impossibile debellare completamente il terrorismo** perché, al pari della violenza, fa parte di in un contesto sociale basato su concetti (prevalenza, frenesia, competizione, etc) che rendono il nostro sistema pieno di contraddizioni e i “motivi economici”, che in molti casi sono utilizzati per giustificare qualsiasi azione, sono solo una conseguenza della struttura e del pensiero che la società moderna si è data. Questo, a mio avviso, non vuol dire che bisogna rassegnarsi al terrorismo, ma pone le basi per un argomento secondo me molto importante.

## **Terroristi e idea di terrorismo**

**Terroristi e terrorismo sono due cose distinte**. È importante fare questa distinzione perché altrimenti si potrebbe pensare (come molti fanno) di eliminare o di limitare l’idea (il terrorismo) e non chi compie l’atto (il terrorista), cosa impossibile secondo quanto detto prima. Aggiungiamo che per l’**ISIS**, ad esempio, sarebbe **impossibile oggi fare una guerra “normale”** contro gli eserciti dei paesi occidentali a causa delle evidenti differenze tecnologiche, ma lo stesso vale anche per le altre organizzazioni. E quando si parla di terrorismo bisogna ricordare che anche i partigiani erano, in fondo, dei guerriglieri, solo che mentre questi attaccavano militari, gli jihadisti se la prendono con i civili, ed è per questo che fanno paura. Ma bisogna essere onesti e dire che **anche tra gli esponenti di una stessa organizzazione** **ci sono delle diverse linee di pensiero**: i talebani afghani, almeno ufficialmente, si sono da sempre dichiarati a sfavore di attacchi ai civili mentre quelli pakistani non fanno differenza tra civili e militari; la situazione, dunque, è molto più sfumata di quello che sembra.

Facciamo anche un’altra importante distinzione tra gli **attentati** a **sfondo politico** e quelli di **propaganda**. I primi sono effettuati di solito in territori dove effettivamente il terrorista può avere nel futuro più o meno immediato una certa influenza politica; i secondi, invece, servono solo a far parlare di sé e sono effettuati in territori lontani dai punti nevralgici delle cellule terroristiche. Giusto per fare un esempio: non vedo (nonostante gli allarmismi di alcuni politici o l’adesione di alcuni europei alla causa dell’ISIS) come la jihad, attentati a parte, possa prendere piede in Europa in maniera consistente. Per questi motivi **parlare di “lotta al terrorismo” non credo abbia molto senso**, semmai ha più senso parlare di lotta ai terroristi, ammesso che ci sia una reale volontà politica di abbattere determinate organizzazioni.

## **Non era la nostra guerra..ma lo è diventata**

Fatta questa panoramica su concetti più o meno astratti, andiamo sul **concreto**. Parliamo cioè della guerra “atipica” in cui ci siamo impelagati. Infatti, dopo le guerre in medio oriente che hanno lasciato migliaia di morti e la successiva riduzione di impiego delle truppe in quelle zone, sono nati molti movimenti estremisti che prima si sono consolidati sul territorio e poi hanno esportato la guerra anche a casa nostra con gli attentati. Praticamente, **partendo da una guerra cominciata dai paesi occidentali a migliaia di chilometri da casa nostra, siamo arrivati ad avere i terroristi nelle città europee**.

Ora, premesso che la guerra in Afghanistan è stata giustificata con le scuse più assurde possibili quando in realtà si trattava di un invasione in piena regola e che ci sono molti dubbi sulla genealogia dell’ISIS, **parlare di dialogo** nei confronti di determinati gruppi mi **sembra assurdo**. Infatti, anche se i vertici dello Stato Islamico hanno mostrato molta furbizia e pragmatismo, dalla base emergono sempre più fenomeni di odio nei confronti dell’Occidente: non dimentichiamoci che si parla di persone che hanno avuto a che fare con la guerra per buona parte della loro esistenza. Con questo non voglio dire che le azioni dei terroristi siano da comprendere, ma l’intento è portare alla luce dei concetti che il buonismo e il *politically correct* molte volte tendono a nascondere quando si parla di un argomento spigoloso.

## **Chi fa la guerra?**

La **battaglia** che si sta combattendo è soprattutto uno scontro tra la **tecnologia occidentale** e **l’imprevedibilità** **degli attentatori**. Molto spesso i droni, soprattutto americani, ammazzano terroristi, leader e fomentatori, in alcuni casi presunti, coinvolgendo anche vittime civili, per questo motivo, anche se difficilmente digeribili e assolutamente indifendibili, gli attentati contro i civili europei dei terroristi sono razionali nella loro efferatezza. Il problema è che continuiamo a giudicare le azioni degli attentatori come se ci trovassimo in tempo di pace (non ci sono guerre di fatto in Europa) quando invece siamo in guerra. Una guerra subdola, sempre più lontana dall’ideale medioevale e sempre più tecnologica. Se è vero, quindi, che ci sono sempre meno soldati che muoiono, allo stesso tempo ne fanno le spese più civili, colpiti da entrambe le parti.

Il **fenomeno del terrorismo** – di cui è sottointeso che fanno parte anche Al Qaida e Boko Haram, nonostante non siano state nominate in questo articolo – è molto complesso e difficile da inquadrare, ma è senza ombra di dubbio **da affrontare** per difendere una società in crisi per i motivi elencati sopra. Detto questo, i guerriglieri vanno analizzati e combattuti senza perdersi in troppa retorica e in troppi giudizi ”de panza”, anche perché la guerra, soprattutto in questo caso, si gioca poco sul campo.