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# Oscar 2018: Le opinioni del Cast (e non solo)
- URL: https://www.tasc.blog/2018/03/04/oscar-2018-le-opinioni-del-cast-non-solo/
- Published: 2018-03-04T14:00:23.000Z
- Updated: 2018-03-04T14:30:58.000Z
- Author: il C.
- Tags: Tendenze, Cinema, miglior film, #wp-import, #Import 2026-10-03 09:39

Quest'anno, dopo una piccola pausa nel 2017, abbiamo deciso di tornare a recensire i 9 film candidati come Miglior Film in questi Oscar 2018.

9 persone differenti hanno analizzato, lodato o affossato i 9 film candidati. Adesso è il momento di mettere insieme le opinioni di tutto il Cast (e non solo, dato che siamo stati aiutati da alcuni outsider di Tasc) e cercare di indovinare quale sarà il film che questa notte si aggiudicherà l'ambitissima statuetta dorata.

Prima di passare alle **cose formali** (semicit.), ripercorriamo tutti gli articoli che ci hanno portato a questo super-articolone:

- [The Shape of Water](https://www.tasc.blog/2018/02/23/the-shape-of-water-oscar-2018-day-1/) di *Monica Tondelli*
- [The Post](https://www.tasc.blog/2018/02/24/the-post-oscar-2018-day-2/) di *Alessandro Ionni*
- [Call Me by Your Name](https://www.tasc.blog/2018/02/25/call-by-your-name-oscar-2018-day-3/) di *Annibale Torcicollo*
- [Dunkirk](https://www.tasc.blog/2018/02/26/dunkirk-oscar-2018-day-4/) di *Michelangelo Caruso*
- [Get Out](https://www.tasc.blog/2018/02/27/get-out-oscar-2018-day-5/) di *Marika Buonanno*
- [Il Filo Nascosto](https://www.tasc.blog/2018/02/28/filo-nascosto-oscar-2018/) di *Andrea Fusco*
- [Lady Bird](https://www.tasc.blog/2018/03/01/lady-bird-oscar-2018-day-7/) di *Angelo Delicato*
- [L'ora più buia](https://www.tasc.blog/2018/03/02/lora-piu-buia-oscar-2018-day-8/) di *Roberto Forte*
- [Tre Manifesti a Ebbing, Missouri](https://www.tasc.blog/2018/03/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-oscar-2018-day-9/) di *Antonio Di Maio*

## Le nostre opinioni

### The Shape of Water

![The Shape of Water](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-768x432.jpg)

Molti definiscono questo film una **favola**, ma è un definizione su cui non sono totalmente d'accordo: nonostante la storia possa essere di base definita tale, ci sono molti elementi un po' più complessi che la distinguono, a partire dal rapporto più fisico, empatico tra *Eliza* e la *creatura*, passando per l'ambientazione e gli antagonisti, che incarnano più il peggio umano piuttosto che un vero e proprio cattivo delle fiabe. Il film di *Del Toro* ha comunque un **approccio** **fiabesco** per quanto riguarda i personaggi in se e lo svolgimento: la creatura è sovrumana, divina, così come Eliza è un'eccezione alla normalità. Gli unici personaggi normali, che fanno da collante tra l'eccezionale e il mondo comune sono il vicino di Eliza, *Giles* e la collega *Zelda*, che diventano testimoni e fondamentale aiuto per concretizzare il lieto fine. Forse è un volo pindarico, ma credo che questi due personaggi siano fondamentali per Del Toro perché simboleggiano ciò che può fare l'essere umano quando decide di ribellarsi ad un'ingiustizia.  
Tornando al film, qui stiamo parlando di una corazzata: ben 13 candidature, tante quante “*Via col Vento*”, il primo “*il Signore degli Anelli*” e “*Forrest Gump*”. E' difficilissimo aspettarsi un en plein, nella storia degli Oscar è capitato solo a “il ritorno del Re” che ne prese 11 su 11, “l'Ultimo Imperatore” e “Gigi” (entrambi 9 su 9). Ma “La forma dell'acqua” ha comunque buone chances di **portare a casa diverse statuette**, nonostante la **polemica** sull'originalità della sceneggiatura.

*\-Michelangelo Caruso*

Bella storia mista di elementi fantastici e di diramazioni tragiche quella portata agli Oscar dal regista messicano. Il problema è che, come per *Nolan*, il suo cinema stia diventando un po’ troppo **ripetitivo**: alzi la mano chi non ha rivisto molto di quanto già visto ne *Il labirinto del fauno*. Ma questa, ovviamente, non deve essere vista per forza come una critica.

*\-Andrea Fusco*

Al di là di tutte le polemiche legate all'originalità della sceneggiatura **The Shape of Water** è un bel film con degli ottimi attori: un Michale Shannon che, dopo *Animali Notturni*, si riconferma una sicurezza e un Michael Stuhlbarg che si attesta come attore estremamente eclettico e, sopratutto, un portafortuna per questi Oscar 2018: dove c'è lui c'è la candidatura (è presente, infatti, anche in **Call Me by Your Name** e **The Post**). Inutile parlare di **Doug Jones**, che ormai è un attore feticcio di **Del Toro.** La pellicola è sicuramente curata in ogni minimo dettaglio; le musiche e la fotografia la rendono elegante e affascinante. Purtroppo però, sono troppe le analogie con **Il Labirinto del Fauno** (partendo da*Doug Jones* stesso fino ad arrivare alla scelta di una precisa collocazione storica, prima la **guerra** **civile** **spagnola**, ora la **guerra** **fredda**). Inoltre il ritmo è incalzante nella prima parte per poi rallentare nella seconda fino a giungere ad un finale, secondo i miei gusti, un po' troppo sbrigativo e, sopratutto, eccessivamente fiabesco.

Magari il motivo è perché non sono un tipo da lieto fine, ma questo mi è parso solo un film **godibile**, **non un capolavoro**.

*\-Angelo Delicato*

L’empatia che riesce a trasmettere *Del Toro* é molto **sui generis**. Lo spettatore guardando e osservando gli atteggiamenti di **Elisa**, non può che provare **comprensione** e soprattutto **compassione** per quella che è la sua delicata situazione. La **spietatezza**, la **mancanza di simpatia**, nel senso greco del termine, e la **freddezza** dei superiori nei suoi confronti sono tutti fattori che lasciano riflettere. Ancor più preoccupante, è però, l’indifferenza e la naturalezza con cui si decide di vivisezionare l’essere anfibio, con una totale **deficienza di empatia**. Tralasciando l’alta qualità della fotografia, il messaggio ultimo, seppur apparentemente banale, è la **forza del sentimento amoroso** che riesce ad abbattere tutto durante il suo percorso. Il film potrebbe essere interpretato anche in molti altri modi, ma uno di questi è sicuramente una sorta di invito allo spettatore, di non aver mai paura delle differenze che ci rendono unici ed andare sempre oltre.

*\-Annibale Torcicollo*

Uno dei più quotati a vincere la statuetta di miglior film. Una fiaba moderna che mostra come, anche nell'apparente **diversità**, due amanti possano riuscire a trovarsi e a scoprire il **vero amore**.

Ottima la scenografia e, sopratutto, la regia di **Del Toro.**

*\-Francesco Iacobucci*

### The Post

![The Post](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2018/02/coverlg_home.jpg)

Il cavallo più tormentato delle serie Tv (BoJack) dice:

> Il lieto fine è una cosa inventata da Steven Spielberg per vendere biglietti

Guardando tutta la sua filmografia non posso che concordare con questa affermazione. Inoltre non sono un grandissimo film del regista statunitense, però ho trovato questo film **godibile**. Per non farmi odiare Spielberg ci sono voluti **Meryl Streep** e **Tom Hanks**, entrambi completamente a proprio agio nei personaggi da loro interpretati. Il tema è sicuramente di quelli **ti-piace-vincere-facile**, oggi più che mai, e **l'operazione** è sicuramente **ben** **riuscita**. Molti lo hanno accostato al **Caso Spotlight:** il tema di fondo è sicuramente lo stesso, ma mentre quest'ultimo si sofferma su una questione in particolare (gli **abusi** **sui** **minori** da parte dei membri della **Chiesa** **Cattolica**) l'opera di *Spielberg* rimane sula questione più generale della libertà di stampa, con una velata strizzatina d'occhio alla questione femminile.

Dunque la domanda fondamentale è questa: si tratta di una semplice **furbata**/operazione commerciale o *Spielberg* crede davvero nei lieto fine?

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*\-Angelo Delicato*

Con un intramontabile **Meryl Streep**, e uno straordinario **Tom Hanks**, non ci si poteva aspettare che una pellicola di alta qualità. Il film, con minuziosa particolarità e con fedeltà allo stesso tempo per i fatti realmente accaduti, riesce a raccontare bene, quello che è forse uno degli **scandali** più clamorosi della storia della politica americana. Interessante è anche la celebrazione di due importanti quotidiani storici: il **Washington Post** ed il **New York Times**, che sono vidi da dietro le quinte delle loro redazioni. Legato a quest’timo aspetto vi è anche il racconto fedele di quello che potrebbe essere lo scontro titanico tra due importantissime testate giornalistiche, quali le sopracitate. Commovente è il messaggio finale del film, accanto al suo ruolo di film biografico: la vittoria della **libertà di stampa**, che è uno dei pilastri inamovibili di qualsiasi paese democratico. A qualsiasi spettatore verranno i brividi alla frase pronunciata dal giudice a giustificare il verdetto a favore del Post: “*la stampa deve essere a servizio dei governati e non dei governanti*”.

*\-Annibale Torcicollo*

Bello e coinvolgente l’ultimo film di *Spielberg* che, insieme ad **attori di alto spessore**, porta in scena una vicenda scabrosa rappresentata tutta d’un fiato senza prendersi troppe pause. Per il calibro degli interpreti ha avuto molto successo, però forse ne avrebbe avuto di più se fosse uscito prima o molto dopo *Il caso Spotlight*.

*\-Andrea Fusco*

### Call Me by Your Name

Se durante tutto il film ho avvertito l’ombra di [Olivier Assayas](https://it.wikipedia.org/wiki/Olivier%5FAssayas?ref=tasc.blog), soprattutto quello di **Qualcosa nell’aria**, non so cosa può voler dire. Paradossalmente il film merita di essere visto più per alcuni **tecnicismi sparsi** e l’interpretazione di [Timothée Chalamet](https://it.wikipedia.org/wiki/Timoth%C3%A9e%5FChalamet?ref=tasc.blog) che per la storia d’amore.

*\-Andrea Fusco*

Quando ho assistito alla nomina di questo film agli Oscar 2018 avevo addosso un hype **indescrivibile**, ero estremamente fiero che un regista italiano portasse la propria creatura agli Academy e oltretutto avevo sentito solo persone che lo **elogiavano**. Ho guardato la pellicola senza nemmeno vedere un trailer prima, quindi ero completamente **ignaro** **del** **tema** **trattato**, e purtroppo il film non mi è piaciuto.

Mi spiego meglio: non sono riuscito a **empatizzare** con nessuno dei due protagonisti (anche se *Timotheè* *Chalamet* ha sfornato una prestazione eccezionale). La trama è semplicemente quella di una storia d'amore che inizia e finisce (fortunatamente senza un lieto fine: **dite le cose così come sono nella vita reale!**) senza alcuna forzatura sulla questione omosessuale, che passa quasi in secondo piano. Le ambientazioni, la fotografia sono sicuramente una piccola perla e aiutano a creare un'atmosfera bucolica e, sopratutto, estremamente **elegante**.

La cosa che ho più apprezzato della pellicola è il **fenomenale** **discorso** del padre nei minuti finali del film, davvero toccante e, sopratutto, quanto mai vero.

*\-Angelo Delicato*

### Dunkirk

![Dunkirk](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2018/02/copertina.jpg)

Dunkirk segue in linea di massima lo stile dei suoi predecessori, **laborioso**, **esagerato**, forse con un’**eccessiva frammentazione** narrativa che suscita nello spettatore qualche dubbio. Eppure il tutto funziona. Non c’è mai un nemico reale e concreto nel film eppure la tensione è continua e palpabile in moltissime scene. Il **ritmo** **incalzante** e gli scenari immensi svolgono un ruolo chiave per l’immersione totale nel film, che coinvolge a tal punto da far immedesimare chi guarda, a vivere le stesse sensazioni di **ansia** e **claustrofobia** dei personaggi.  
Tutto è ridotto al necessario, a partire dalle scene in cui è ambientato, acqua, aria e terra, fino ai dialoghi, anch’essi ridotti all’osso, dove gli attori sono mossi solo da **istinti** **primordiali** e impulsi improvvisi dettati dalla paura. Un breve pezzo di storia in uno spettacolo cinematografico.

*\-Marika Buonanno*

Con questa opera *Nolan* ha cercato di rivoluzionare il concetto di "**film sulla guerra**". C'è riuscito? Sì, però non ha centrato completamente l'obiettivo. Interessante la divisione della trama in tre parti che si congiungono verso il finale. Il punto forte del film è senza dubbio l'**esperienza sonora**. Nota dolente, IMHO, la colonna sonora: *Zimmer* sembra averla riciclata dalla sua precedente collaborazione con *Nolan*.

*\-Francesco Iacobucci*

Ho cercato a lungo una parola per condensare le mie emozioni sull'ultimo film di Nolan e alla fine l'ho trovata: **poderoso**.

Dunkirk è un film di guerra in cui non vediamo i nemici, in cui non assistiamo a sparatorie, uccisioni a corpo a corpo o qualsiasi altra cosa siamo abituati a vedere. Nolan ci porta con sè sulle spiagge di **Dunkerque** alla ricerca di un modo per tornare a casa. Un film **ansiogeno** e a tratti **claustrofobico** che mette in risalto la parte della guerra che di solito gli altri registi omettono (siamo abituati a vedere soldati che non vedono l'ora di compiere stragi a destra e sinistra: beh, purtroppo non è così).

La fotografia è **spettacolare**, la colonna sonora è un crescendo di ansia, per non parlare della scelta di suddividere le linee temporali che, nonostante siano sproporzionate, convergono allo stesso momento.

Un film che, data la **striminzita** **sceneggiatura**, lascia parlare le immagini. Personalmente, mi azzarderei a definirlo un capolavoro.

*\-Angelo Delicato*

Nolan, come ci ha abituato nella sua carriera, continua a giocare con il **concetto di spazio e tempo**. I problemi, però, sono essenzialmente due: uno, più specifico, è che le tre storie sono completamente **sproporzionate**; il secondo, più generale, è la sensazione che il suo modo di fare cinema stia diventando **troppo di maniera**. Comunque dal punto di vesta grafico è **veramente spettacolare**.

*\-Andrea Fusco*

### Get Out

![Get Out](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674.jpg)

Questa è la prima puntata della quinta stagione di **Black Mirror** che vorrei vedere. Un ritmo **incalzante** che ti trascina nelle **paure** e **paranoie** del protagonista. Un film **anti-razzista** senza parlare di **razzismo**, un film contro il **classismo**. La scelta di non prendersi troppo sul serio, inserendo un personaggio semi-comico, che può chiudere la vicenda senza essere un punto chiave, e la violenta **giustizia finale** rendono questo uno dei miei film **distopici** preferiti.

*\-Alessandro Ionni*

Ottimo esordio alla regia per **Jordan** **Peele** che ci regala questo thriller dalle nemmeno tanto velate **tinte** **horror**. Il ritmo è ben gestito durante le scene in cui *Chris* viene coinvolto nell’assurda vicenda, così come son ben strutturati i **colpi di scena**, meno riusciti sono gli intervalli comici con protagonista *Rod* o la continua marcatura della **questione** **razziale**. Nel complesso, però, uno dei migliori.

*\-Andrea Fusco*

Uno dei miei favoriti per questi Oscar 2018: 4 candidature nelle categorie più in vista, e - va detto - tutte meritate: un thriller che riesce benissimo a rendere la **dimensione** **del dramma** di *Chris*, che di momento in momento percepisce sempre più l'inquietante destino che la famiglia degli *Armitaige* sta progettando per lui. C'è **tensione**, c'è **suspance**, c'è il **senso di impotenza** ed anche una sottile critica antirazzista che viene sfruttata bene per sottolineare alcune contraddizioni palesi dell'America moderna. Il film di *Peele* diventa una forma di satira degna dei fasti dell'*Antica Grecia*, con personaggi grotteschi come maschere e **ambientazioni** **claustrofobiche**. Credo che il team di Get Out difficilmente tornerà a casa a mani vuote.

*\-Michelangelo Caruso*  

Un triller con sprazzi di horror. **Get Out** è senza ombra di dubbio il film più godibile tra tutti quelli candidati. **Daniel Kaluuya**, dopo *Black Mirror*, torna in una situazione oltremodo distopica. Un film che mischia vari generi e capovolge la **questione razzista**. Il grande neo di questa pellicola è che si tratta di una trama davvero telefonatissima: sono stato in grado di indovinare il 90% degli avvenimenti con largo anticipo (e non sono certamente un genio). Dunque attendo con ansia la prossima opera di **Jordan Peele** sperando che riesca a sfornare una pellicola altrettanto godibile e interessante.

E ricorda Jordan: ci piacciono i colpi di scena.

*\-Angelo Delicato*

### Il Filo Nascosto

![Il Filo Nascosto](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2018/02/il-filo-nascosto.jpg)

Nessuno avrebbe mai previsto, che, una semplice cameriera avrebbe stravolto e cambiato per sempre la vita di un pilastro della moda degli anni '50 in Inghilterra. Quella che all'inizio sembrava soltanto un'ennesima attrazione effimera basata su piaceri fisici, si è rivelata poi, molto di più. **Reynolds Woodcock** (interpretato da un brillante *Daniel Day-Lewis*) è un affermato stilista che occupa le sue giornate con la medesima routine, pretendendo che non venga minimamente disturbato durante le ore in cui immagina e crea dal suo genio nuovi vestiti. Questa rigidità viene però rotta dall'incontro con **Alma** (una meravigliosa **Vicky Krieps**) la quale, quasi con sfida, cerca di provocarlo durante le ore più importanti della giornata, come ad esempio il momento della colazione. L'intento di Alma è quello di far capire a Reynolds di andare oltre e di farlo sciogliere dalla sua ossessione a cercare la **perfezione** nel suo mestiere. Arriverà addirittura ad avvelenarlo, per renderlo impotente e debole, ergo dipendente da lei, e saranno questi i momenti in cui paradossalmente il loro rapporto raggiungerà la sua **massima espressione**. Verrebbe quasi da dire in modo **provocatorio**, che, è la malattia, a rappresentare la cura per la conservazione del loro rapporto.

*\-Annibale Torcicollo*

Un film che non ha assolutamente nulla di convenzionale, un personaggio estremamente particolare (interpretato magistralmente da uno degli attori migliori di sempre: il grandioso **Daniel Day-Lewis**) e una storia d'amore **disturbante**. Tra le note negative devo sottolineare il fatto che ho trovato il film un po' **claustrofobico**, con scene quasi sempre in **ambienti** **chiusi** e **piccoli**, così da spostare l'attenzione sui protagonisti (tranne nella scena del ballo di Capodanno). Una trama **controversa** che mi ha fatto pensare ad una cosa in particolare: il **compromesso**.

Dopo questo film ho deciso di recuperare la filmografia di *Paul* *Thomas* *Anderson* che, ignorantemente, avevo ignorato fino ad ora.

*\-Angelo Delicato*

### Lady Bird

![Lady Bird](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2018/02/lady-bird-finale-768x385.png)

Come spesso accade negli ultimi anni, registi esordienti o semi esordienti si concedono un film semi-autobiografico, e **Greta Gerwig** mette in scena tutta la **semplicità** e la **spontaneità** che ci ha mostrato nella sua carriera da attrice. Da menzionare è sicuramente **Saoirse Ronan**, veramente ben calata nella parte.

*\-Andrea Fusco*

Una trama molto **semplice**, ma al femminile. Questa è la caratteristica che ha permesso al film di inserirsi nella lista dei 9 pretendenti all'ambito premio. *Saoirse* *Ronan* si impone con la sua **bravura** e conferma pienamente la sua capacità attoriale.

*\-Francesco Iacobucci*

### L'ora più buia

![L'ora più buia](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2018/03/churchill-e-il-re-768x432.jpg)

Se avete visto **Dunkirk**, potete approfondire l'argomento e guardare quest'altro film. Si, è l'ennesimo basato su una **personalità** **storica**, ma trova salvezza nella **superlativa** **interpretazione** di *Gary Oldman* che è riuscito a rendere il film godibile e che, quasi sicuramente, gli varrà l'**Oscar come miglior attore protagonista**.

*\-Francesco Iacobucci*

Un film che si regge completamente sulla grandissima performance di **Gary Oldman** che sembra essere il favorito alla statuetta più ambita dagli attori. Tutte le persone con cui ho discusso lo hanno affossato, forse proprio per questo motivo l'ho guardato **senza** **troppe** **aspettative**. In fin dei conti un film **senza** **infamia** e **senza lode**, probabilmente di cui non avevamo bisogno data la mole di pellicole praticamente uguali a questa, ma tutto sommato un film guardabile.

*\-Angelo Delicato*

**Tim Bevan** ci racconta i passi che hanno portato **Churchill** al governo del paese e a dichiarare guerra alla **Germania nazista**. Con queste premesse era difficile non farsi prendere da un desiderio di pancia, e infatti la pellicola non riesce a scrollarsi di dosso la **patina di ruffianeria** che troppo spesso caratterizza questo tipo film. L’ora più buia si regge sull’ottima interpretazione di **Gary Oldman**, per il resto siamo **nella media**.

*\-Andrea Fusco*

### Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

![Tre Manifesti a Ebbing, Missouri](https://www.tasc.blog/content/images/wp/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-1203x500.png)

Incredibile. Inteso in ogni aspetto, le impeccabili interpretazioni di *Frances McDormand* e *Woody* *Harrelson* portano sulla scena uno spaccato dell’America più **profonda** e **crudele**. La disperazione di una madre si scontra con **l’indifferenza** mista a una punta di rancore della comunità a cui appartiene: la vicenda ruota attorno a una **premessa** **terribile**, la violenza e morte di una giovane ragazza, e a come questa madre affronta le indagini apparentemente arenate in una secca.  
Uno dei probabili vincitori del premio come **Miglior** **Film**.

*\-Monica Tondelli*

Questo film, assieme a **Dunkirk**, è l'unico che mi sento di recensire in maniera completamente positiva. Mi ha colpito sotto tutti i fronti: personaggi, contesto, trama.

Sulle performance degli attori preferisco glissare: vi ricordo solamente che sono candidati sia la *McDormand* che *Rockwell* e *Harrelson*.

*Tre Manifesti a Ebbing, Missouri* è un processo di redenzione e di perdono. L'affissione dei 3 cartelli è la miccia che fa scattare lo sviluppo sia del personaggio di **Mildred** che di quello di **Dixon**. Due personaggi antitetici, ma accomunati da una rabbia insita al loro intorno che muove le loro azioni. La morte di **Willoughby** è l'avvenimento che permette ad entrambi di comprendere i loro errori e il viaggio finale è in un certo senso un'azione purificatrice, ma di cui nemmeno loro sono totalmente certi. Come è stato già detto il finale è molto in stile **fratelli** **Coen** e, inizialmente, lascia lo spettatore un po' meh. Ripensandoci a freddo, invece, credo che sia il **finale** **perfetto** per una pellicola del genere.

Spero vivamente siano loro a portarsi a casa la statuetta, se lo meritano.

*\-Angelo Delicato*

Sembra che la carriera da sceneggiatore e regista teatrale di **Martin McDonagh** rivesta una fetta importante nella sua formazione. Infatti mette in scena e dirige un film che in **pochi ambienti** riesce a raccontare una **storia molto incisiva**. Tolti alcuni svarioni qua e la il film è molto bello ed il **cast** è di quelli **da non sottovalutare**.

*\-Andrea Fusco*

E' probabilmente il favorito dell'**Academy**. Mette in risalto una tematica particolarmente importante e lo fa ponendo come protagonista una donna **tenace** e **grintosa**. Film indipendente ben riuscito: grandi capacità attoriali e **ottima sceneggiatura**.

*\-Francesco Iacobucci*

Sarò una voce fuori dal coro, e già per questo prendetela mia opinione con le pinze, ma devo essere onesto: **non** trovo questo film meritevole di Oscar. Intendiamoci: non è un brutto film, anzi. Nel complesso è un **ottimo** **prodotto**, con una storia interessante, ben girata, e bravi attori. Ma non abbastanza per competere per ben 6 statuette. Il problema però per me sta nei personaggi, ed è pure bello grosso. Capisco l'intento sperimentale, che vuole mostrare le **diverse** **sfaccettature** dei protagonisti, ma purtroppo dei dialoghi costruiti col solo intento di esaltare la protagonista e di far andare le cose secondo un binario, senza un respiro realistico, si percepisce troppo. Oltretutto costellare la storia di personaggi funzionali solo a dei piccoli momenti utili alla narrazione, pesa molto sulla credibilità generale. Inoltre il finale alla **fratelli** **Coen** lo trovo un po' fastidioso: come sono sicuro potrebbe infastidire vedere un film con inquadrature simmetriche e tonalità pastello girato da qualcuno che non sia *Wes* *Anderson*. La fortuna di questo film è probabilmente il **momento** **storico**: nell'epoca di **#MeToo** e dello **scandalo** **Weinstein**, un film che ha per incipit la violenza sulle donne e per protagonista una donna forte e risoluta, ha sicuramente avuto un grande traino.

*\-Michelangelo Caruso*  

Questa straordinaria pellicola potrebbe esser considerata come la **celebrazione del perdono**. Ed è questo il messaggio implicito all’interno del film. Il perdono come unico modo per poter porre fine a quello che altrimenti sarebbe un **circolo vizioso senza fine**. La deduzione di ciò viene dal fatto che in almeno tre scene del film viene fatta emergere dal regista, l’elasticità mentale di andare oltre e di concedere il sacro dono del perdono. Il primo esempio di ciò è costituito da Bill, il quale pur sapendo che i famigerati tre manifesti rovinerebbero la sua fama e reputazione, fondamentalmente, comprende la rabbia di una donna che ha perso sua figlia e non la frena più di tanto. L’altro accenno è presente nel momento in cui **Dixon** e **Red**, che si erano reciprocamente “fatti male”, ritrovandosi per uno scherzo del destino nella stessa stanza d’ospedale, fanno essenzialmente “la pace”. L’ultimo grande momento del film è presente nelle battute finali del film, quando **Mllred** capisce l’insensatezza di uccidere uno stupratore, che tuttavia non c’entra nulla con la morte della figlia, perché questo non risolverebbe nulla. Nonostante, dunque, la **rabbia**, e la **voglia di giustizia** di una madre che ha perso sua figlia per mano di un criminale, vi è un messaggio positivo in ultima analisi: Perdonare e andare avanti.

*\-Annibale Torcicollo*  

### And the Oscar goes to...

KEVIN SPACEY!

Ok, ci piace troppo citare Caparezza negli articoli, pardon.

Il nostro pronostico per il vincitore della statuetta come Miglior Film agli Oscar 2018 è:

**Tre Manifesti a Ebbing, Missouri!**

Questa notte scopriremo se c'abbiamo visto giusto. Buona Notte degli Oscar!