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FONT: Fenomeno Ormai Non Trascurabile

FONT: Fenomeno Ormai Non Trascurabile

Ne siamo circondati, influenzati e neanche ce ne rendiamo conto: sto parlando dei font. Un fenomeno dal doppio volto, non noto ai più, che sta trovando finalmente il meritato riconoscimento in un pubblico più ampio.

I designer ne vanno pazzi, alcuni ne creano addirittura di propri altri ancora ne fanno una vera e propria forma d'arte che, come sempre accade, riscuote consensi ma anche giudizi e critiche: cerchiamo di approfondire meglio l'argomento.

Cenni storici

  • I primissimi font che conosciamo risalgono addirittura al IV millennio a.C. e nascono nella zona della Mesopotamia ad opera dei Sumeri per la loro scrittura cuneiforme. Quei caratteri presero vita da un lento processo di "stilizzazione" partito dalle figure dei soggetti che si voleva identificare con una determinata parola. Si parla, quindi, dello stesso processo che verrà usato dagli Egizi con i geroglifici.
  • I font come li conosciamo noi oggi, però, videro la luce un po' più avanti nel tempo, con i Romani prima e con la nascita della stampa (e della stampa a caratteri mobili) successivamente. Fu proprio durante il XIV-XV secolo che iniziarono ad approfondirsi gli studi riguardo i caratteri di scrittura che, come accadeva per le miniature redatte dai monaci amanuensi, diventavano vere e proprie opere d'arte. Durante questo periodo vengono studiati nei minimi particolari tutti i tipi di carattere, appartenenti non soltanto al cosiddetto alfabeto latino bensì anche quei caratteri che non appartengono alla nostra cultura come quelli dell'alfabeto cirillico o arabo.
  • Qualche tempo dopo nacque un nuovo tipo di font, i cosiddetti caratteri "senza grazie" (o "sans serif" che risulterà più noto). I caratteri sans differiscono dai loro cugini "con grazie" per l'assenza di allungamenti ortogonali posti alle estremità, detti per l'appunto grazie.
  • Infine con l'avvento dei personal computer e la conseguente nascita dei primi editor di testo (Office Word, Apple Pages, OpenOffice, LibreOffice tra i più noti, gli ultimi due OpenSource, per chi non sa che esiste un universo oltre a Word) ci si pose il problema di inserire dei font utili per l'utente. Questi font, preimpostati per i vari editor vengono salvati in un'apposita cartella dove sono presentati in tutti i loro caratteri (numeri compresi) e disposti in pangrammi.
The quick brown fox jumps over the lazy dog

Font oggi

Al giorno d'oggi i fonts che conosciamo sono perlopiù quelli che utilizziamo per scrivere dei documenti o delle mail al computer e, dato ancor più rilevante, son quasi sempre gli stessi: una statistica dimostra che il 78% dei possessori di un computer utilizzano un font a scelta tra Times New Roman (59%) e Arial (19%), mentre una gran fetta del restante 22% è occupata dal font Calibri dopo il suo inserimento nella suite Office 2007. Ma esiste un mondo di altri font adatti ad ogni tipo di occasione e molti siti si occupano solo e soltanto di questo come, per citarne alcuni:

Esiste però anche un parte controversa riguardante questo mondo ed in particolare la vicenda che ruota intorno al Font più emblematico nella storia della tipografia recente: Comic Sans (dove Sans sta per sans-serif).

Comic Sans, amore-odio

Eccoci a parlare del più ambiguo font della storia della tipografia.
Dopo la sua introduzione datata 1995 da parte di Microsoft nei suoi prodotti questo Font ha subito un'impennata nei dati riguardanti il suo utilizzo. Penserete voi: che male c'è? È un font carino, accattivante e giovanile.
Esatto! Il caso vuole, però, che la diffusione su larga scala abbia contribuito ad un (ab)uso smodato e soprattutto in ambiti decisamente non attinenti alla natura del font.
L'intento del designer Microsoft Vincent Connare, infatti, era quello di creare un font adatto a software per bambini e ispirato dal mondo dei fumetti.
Purtroppo le cose sono andate diversamente da come il suo creatore immaginava, tanto che si è giunti alla nascita di vere e proprie faide per il boicottaggio o per il supporto del Comic Sans.

Quanti darebbero retta ad un'auto della Polizia che si presenta così?

I siti di riferimento sono i seguenti:

  • Ban Comic Sans: qui trovate moltissime foto e video riguardanti l'uso smodato e inappropriato del font in questione e una sezione in cui scaricare numerosi altri font. Inoltre potrete firmare una petizione per bandire il font;
  • Comic Sans Criminal: dove denunciare gli scempi riguardanti questo carattere;
  • Comic Sans Project: per chi si oppone al lato oscuro della forza e vede del buono in esso.

Oltre agli scempi riguardanti l'utilizzo di questo font troviamo però anche chi cerca in tutti i modi di reintegrarlo sostituendolo a font di grandi marche come raccolto in questo articolo di Wired.it

Tavola Periodica dei Font. Molto Nerd.

V.I.F. - Very Important Font

Esempio di V.I.F.

Quante volte ci è capitato sott'occhio il simbolo di una griffe e l'abbiamo riconosciuto al volo? Quanti di noi durante gli ultimi mesi hanno dato vita a sfide a colpi di loghi con l'app "Logos Quiz Game"?

Scarica dall'App Store →

Ma chi tra voi si è soffermato davvero a pensare a quanto certi font facciano ormai parte della nostra vita e della nostra cultura? Quante volte abbiamo visto quella scritta senza neanche accorgercene, senza darle importanza eppure ce l'abbiamo stampata a fuoco nella mente?
Tutto questo mette ancora una volta in luce l'importanza che i font hanno nelle nostre vite e come ormai non ne possiamo più fare a meno.
Per questo vi lascio con le parole di un grande uomo dei nostri giorni che nel mondo dei font ci è finito per caso ma è da lì che ha dato vita a qualcosa di veramente grande:

"Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:



il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.

Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo." 


 Steve Jobs  (dal discorso ai laureandi di Stanford)