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d3o: la gomma indistruttibile

d3o: la gomma indistruttibile

In questo articolo non voglio parlare di fluidi non newtoniani (argomento affascinante e già trattato in questo articolo), ma voglio rispondere alla domanda a cui non avevamo ancora dato una risposta: potranno i fluidi non newtoniani entrare nel panorama globale ed essere utilizzati nella vita di tutti i giorni? La risposta è si!

Ma cominciamo dall'inizio.

Quella sostanza arancione che a prima vista sembra banale plastilina è in realtà uno dei materiali più innovativi degli ultimi cinque anni: il d3o. La sua invenzione risale infatti al 2007 ad opera Richard Palmer, sotto finanziamento del Ministero della Difesa Inglese.

Composizione

Analizziamone le caratteristiche più nello specifico. Poichè in condizioni standard (0° C e 1 atm di pressione) il d3o è un solido, per quanto malleabile, non si può fisicamente definire come un fluido; il materiale in questione è infatti un insieme di polimeri, ossia macromolecole, composte dall'aggregazione di molecole più piccole attraverso legami covalenti. In particolare, i nostri sono polimeri elastomerici. Ma cosa vuol dire? Un elastomero, in generale è una sostanza che presenta caratteristiche simili a quelle del caucciù e alla gomma e che quindi, dopo essere stata sottoposta a una deformazione elastica, è in grado di tornare alla forma che aveva nello stato di quiete. Banalizzando il concetto, parliamo di molle, l'unica differenza è che gli elastomeri hanno questa proprietà "di default" ossia non devono essere modellati in un certo modo (come le molle) per acquisire queste caratteristiche.

Funzionamento

Tornando al d3o, dopo questa breve panoramica chimico-fisica, esso è progettato in modo tale da distribuire lo sforzo che viene applicato (sceglietene uno a caso tra quelli proposti nel video) a tutte le molecole in modo tale da diminuire tempestivamente l'energia cinetica del corpo incedente anche del 50%. Questo avviene essenzialmente per un motivo: il d3o sottoposto a uno sforzo intenso, si dilata e si indurisce, in virtù della sua composizione mista di elastomeri e polimeri dilatanti, ma in condizioni normali ritorna al suo stato iniziale: si comporta pertanto come un materiale a memoria di forma. Il concetto è lo stesso dei fluidi non newtoniani i quali oppongono una resistenza direttamente proporzionale allo sforzo. Inoltre, la sua straordinaria leggerezza ( 0,5-0.65 g/cm3) e il tempo di reazione di circa 1 centesimo di secondo lo rendono uno strumento estremamente valido, da usare nei campi più disparati: dalla costruzione dei giubbotti antiproiettile a quella di iBand, che sembra una nuovissima app per creare musica tipo GarageBand ma che in realtà è una fantastica cover per iPhone fatta proprio con il d3o.

Futuro

Insomma, il d3o va tenuto sotto controllo: per ora i prezzi, soprattutto quelli per il pubblico, sono un po' alti ma stiamo sempre parlando di un materiale ad altissime prestazioni che viene venduto da una singola azienda visto che la formula viene tenuta (giustamente) più segreta di quella della Coca-Cola. Magari tra qualche anno, però, i fluidi non newtoniani e materiali affini potranno entrare a pieno titolo nelle nostre vite, rendendoci molto più "spensierati"  in materia di infortuni.