Android vs iPhone: come lavorano i programmatori
Android o iOS? Chiunque abbia una minima conoscenza sulla programmazione software o, generalmente, anche chi si vuole avvicinare per la prima volta verso questo nuovo mondo, si pone questa fatidica domanda. Quali sono i pro e i contro dei programmatori di applicazioni per dispositivi mobili? Scopriamolo insieme.
Il linguaggio da utilizzare

Partiamo con roba tecnica: il linguaggio di programmazione da utilizzare. Senza scendere nello specifico, ogni software (per dispositivi mobili e non) viene scritto mediante un linguaggio preciso. Android e iOS utilizzano due linguaggi differenti e, di conseguenza, il primo confronto viene fatto su questi. Per il sistema operativo di Google viene utilizzato il linguaggio di programmazione Java, per quanto riguarda Apple, invece, la scelta ricade sul linguaggio noto come Objective-C. Qual è il migliore? È una scelta molto soggettiva, la quale dipende esclusivamente dal programmatore. C'è chi preferisce iOS per il semplicemente fatto che Apple mette a disposizione uno strumento veramente ottimo per creare applicazioni con quel linguaggio, e c'è chi preferisce Android per altri motivi, tutto dipende dalle nostre abitudini ed esperienza passate, ma passiamo ora a qualcosa di più interessante: un confronto tra i due market, il Google Play e l'App Store.
Market e guadagni
Iniziamo con Android. Molti lo ritengono un problema, ma come molti di voi sapranno l'utente Android tende principalmente a scaricare applicazioni gratuite e non quelle a pagamento, nonostante siano in molti ad acquistarle. Tuttavia, i metodi di guadagno sono diversi. Se il nostro obiettivo è quello di sviluppare applicazioni per Android, potremo scegliere se vendere il nostro programma ad un prezzo preciso (anche di 0,79 centesimi ad esempio), oppure renderlo gratuito ed usufruire della pubblicità. In diversi casi, è stato dimostrato che molti sviluppatori creano sia applicazioni gratuite con il banner pubblicitario, sia quelle a pagamento senza pubblicità (ma identiche tra di loro!). Il risultato? Il guadagno derivante dalla pubblicità è più elevato rispetto a quelle generato dalle vendite sul Google Play, considerando anche che il colosso di Red Mountain trattiene come commissione il 30% per ogni vendita. Anche registrarsi come sviluppatore ha un suo prezzo: infatti l'iscrizione costa 25$, ma questa piccola quota fa sì che, la maggior parte dei contenuti pubblicati, siano di qualità.
Parlando invece di iOS, cosa cambia rispetto ad Android? Innanzitutto l'App Store ha un altissimo potenziale da prendere in seria considerazione, infatti è il market più fornito attualmente. Inoltre, gli utenti iOS hanno una tendenza maggiore nell'acquistare applicazioni. Tuttavia, anche in questo caso abbiamo la possibilità di guadagnare con la pubblicità, il tutto dipende dalle nostre strategie di sviluppo ma, sopratutto, dall'applicazione che andiamo a creare. Unica pecca: 75 euro annuali è il prezzo da pagare se vogliamo pubblicare le nostre applicazioni sul market marchiato Apple. C'è un prezzo anche per Android, sia chiaro, ma è molto più basso e serve sopratutto per ottenere maggiore visibilità.
Il divertimento è importante
Naturalmente, l'importante è che qualunque cosa voi facciate vi piaccia e non risulti pesante. Se avete intenzione di iniziare un'avventura come questa non pensate ai guadagni, ma fatelo solamente se è la vostra passione. Molti programmatori preferiscono iOS perché ritengono XCode (lo strumento messo a disposizione da Apple) molto comodo e divertente per creare applicazioni, altri dicono che sia meglio Android perché sfrutta Java e non ha restrizioni di alcun tipo. Insomma, è chiaro che si tratta di una scelta personale e soggettiva, dire quale dei due convenga di più è impossibile, ma una cosa è certa: se faremo un buon lavoro con passione ed entusiasmo, anche la soddisfazione economica non tarderà ad arrivare.
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