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The Big Internet Museum: la storia di Internet a portata di click

The Big Internet Museum: la storia di Internet a portata di click

Questo dicembre del 2012 verrà ricordato (Maya permettendo) per l'apertura del primo grande museo di Internet. Naturalmente per visitarlo non dovrete uscire di casa:  The Big Internet Museum vi aspetta online, ventiquattr'ore su ventiquattro.

L'idea di dedicare un museo virtuale, organizzato per ali tematiche proprio come le gallerie d'arte tradizionali (Audio/Visuale, Social Media, Meme, Tecnologie, Periferiche e così via), nasce in Olanda a cura di TBWA\Neboko, in collaborazione con l'agenzia creativa MediaMonks, con il nobile obiettivo di diffondere la storia di un media che ha cambiato la storia dell'umanità, tanto da tramutare una rete di calcolatori in un nuovo modo di comunicare, di fare politica, di informarsi, di pensare.

Riuscite a ricordare il suono del dial-up di un modem 56K? I vostri figli probabilmente non lo ricordano. In realtà, è probabile che non abbiano idea di cosa sia una barra di caricamento. The Big Internet Museum

La storia di Internet e del World Wide Web è breve, ma in quattro decenni quelle che sembravano inizialmente invenzioni ed innovazioni di nicchia per addetti ai lavori, si sono rivelate le fondamenta di un nuovo modo di comunicare, di informarsi, di fare politica, di essere cittadini nella società contemporanea.
Tanti piccoli e costanti passi avanti, nella tecnologia e nel software, che ci hanno cambiato gradualmente la vita e che chi ha avuto la fortuna di vivere in prima persona negli anni '80 e '90 ricorda con entusiasmo e con lo stupore di allora.

Una meraviglia che non dovrebbe andare persa, e che dovrebbe anzi essere trasmessa alle nuove generazioni di nativi digitali che non erano ancora nati ai tempi dei dischi forati, dei lenti modem a 56K e della rivoluzione di Napster, che non si davano appuntamento su IRC o ICQ con gli amici e che non riescono a crede che prima del 1997 si riusciva a navigare anche senza Google.

Aggirandoci tra le "sale" del museo di Internet si scopre così che la prima e-mail venne spedita nel 1972 tra due ricercatori di ARPAnet (il primo nucleo della rete di calcolatori che diventerà Internet) grazie a due calcolatori grandi come una monovolume, mentre le prime conversazioni in chat con le abbreviazioni che diventeranno poi il gergo degli sms nei primi anni Duemila venivano fatte già nel 1988, ci ricordiamo per un attimo del glorioso motore di ricerca Altavista nato nel 1995 e presto surclassato da Google.

Nell'esposizione del museo virtuale non manca lo spazio per i meme più divertenti che hanno spopolato nel Web negli ultimi anni (una menzione speciale va all'intrepido ragazzo che ci cantò in playback Numa Numa, nel 2004), né tantomeno per altri importanti "reperti" dell'evoluzione della Rete. Tutti gli utenti, infatti, possono contribuire come curatori di questo museo virtuale, segnalando tecnologie, siti ed eventi che hanno segnato e stanno segnando la nostra storia online e votando i suggerimenti degli altri utenti.