Scienza

La signora della scienza Rita Levi-Montalcini

Se dovessero chiedermi: "sei fiero di essere italiano?", probabilmente risponderei di sì. "Perchè?", mi direte voi; persone come Rita Levi-Montalcini sono uno dei motivi principali.

Chi è Rita Levi-Montalcini?

"A me nella vita è riuscito tutto facile. Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un'anatra"

Nata da una famiglia ebrea nel 1909, la giovane Rita dovette affrontare nel 1938 le leggi razziali; già laureata in medicina con il massimo dei voti all'Università di Torino, completò in Belgio la sua specializzazione in psichiatria e neurologia. Grande e riconosciuto fu il suo contributo come medico per le forze alleate durante la Seconda Guerra Mondiale.

"Posso dire che l'unico ideale per cui ho lavorato è stato quello di aiutare gli altri e forse per questo la ricerca mi ha dato molto di più di quanto potessi sperare"

Terminato il conflitto, la sua carriera decollò: nel 1947 le fu offerta una cattedra alla Washington University di St. Louis, impegno che onorò per trent'anni, fino al 1977. Negli Stati Uniti si dedicò in grandissima misura alla ricerca, collaborando con i maggiori esperti mondiali nel campo del sistema Nervoso.

Rita, donna di scienza

"Abbiamo scoperto che l'NGF (Nerve Growth Factor) è molto più di una molecola proteica. Senza, la vita si ferma"

1986: questo è l'anno del premio Nobel per la medicina, premio col quale la sua quarantennale esperienza di ricerca viene riconosciuta in tutto il mondo; la scoperta dell'NGF ha segnato una tappa fondamentale nella comprensione del sistema nervoso umano, traguardo che la scienziata italiana si è sempre posta. Non un semplice fattore di crescita, ma una proteina che permette la vita stessa, e che negli ultimi anni è stata individuata come chiave per la ricerca contro tumori o altre malattie, quale ad esempio il morbo di Alzheimer o la SLA.

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Rita, l'impegno civile

"Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte"

Accanto alla grande passione per la scienza, e l'importanza assunta dal suo instancabile lavoro in questo campo, non va assolutamente dimenticato il suo grande impegno civile, come promotrice della cultura, ambasciatrice della FAO (Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura) e membro dell'Associazione Nazionale dei Lincei, solo per citare le più importanti.

"A vent'anni volevo andare in Africa per curare la lebbra. Ci sono andata da vecchia, ma per curare l'analfabetismo, che è molto più grave della lebbra"

La Fondazione Levi-Montalcini si occupa, dal 1992, di finanziare l'istruzione di donne africane, attraverso borse di studio, affinché queste ragazze possano, in un futuro prossimo, assumere un ruolo di spicco nella guida del proprio paese; una piccola goccia in un mare di sofferenze del continente africano, come lei stessa la definisce, ma un diritto al quale le donne non devono rifiutare.

Rita e i giovani

"Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà : io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona"

Degno di nota è il suo grande impegno nei confronti dei giovani, con i quali ha sempre gradito lavorare e collaborare. Un messaggio di speranza per le nuove generazioni da Lei che alla vita era abituata, e della quale aveva scoperto i segreti più nascosti.

Rita, i cento anni

"A cento anni ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente"

Senatrice più anziana in carica della storia della Repubblica Italiana, unica vincitrice del premio Nobel ad aver superato il secolo di vita, la vita di questa straordinaria donna si decora di onorificenze e primati.

Ciao Rita, grazie di tutto!

"Quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato"