Scienza

Bios Urn: l'urna per diventare albero

Recentemente la popolazione mondiale è arrivata a contare 7 miliardi di persone e la lista si allunga con circa 250000 individui ogni giorno. E visto che non siamo né elfi né dei, e siamo perciò destinati a morire, questi 7 miliardi di uomini dovranno trovare un loro posto in un cimitero. Vediamo come con un oggetto di design come la Bios Urn questo "trapasso" può aiutare l'ambiente, conservando integralmente la dignità del defunto.

Cimiteri: artefici dello sfruttamento del suolo

Il problema non viene mai trattato dai mass media ma effettivamente i cimiteri sono uno di quei luoghi che coprono superfici immense e per i quali sembra quasi difficile trovare un posto. Molto spesso vengono disboscate delle aree verdi per creare spazio, eliminando metri quadri su metri quadri di piante che, sebbene non si stia parlando della foresta pluviale, contribuiscono, nel loro piccolo ad assorbire inquinamento e anidride carbonica. Altro problema fondamentale è quello dell'utilizzo massiccio che i cimiteri fanno di acqua. L'oro blu assorbito infatti, raggiunge dei livelli, in particolare negli Stati Uniti, astronomici. E' stato calcolato che l'acqua utilizzata in un anno dai cimiteri americani potremmo andare a riempire 8 piscine olimpioniche.

Bios Urn

Entriamo in empatia con gli alberi

Risulta evidente che il problema dei cimiteri assumerà in un futuro non troppo lontano proporzioni non indifferenti, rivaleggiando forse con il problema dei rifiuti. Per fortuna il designer Gerard Moline , ha creato la Bios Urn, un urna funeraria che, una volta riempita con i resti del defunto e poi piantata nel terreno, farà crescere un bellissimo albero. La particolare urna è composta di materiale biodegradabile: noce di cocco, torba compattata e cellulosa, in modo tale da scomparire dopo breve tempo e lasciare tutto lo spazio necessario alla crescita dell'albero.
Se a un primo impatto potete rimanere scandalizzati da un'idea del genere sappiate che siete i soli. Infatti intorno a questo magnifico progetto si è sviluppata una community che ha avuto, tra l'altro, la brillante idea di aprire dei veri e propri Bios Park, adibiti alla crescita dei particolari alberi. Ognuno di essi può essere registrato online e attraverso l'app mobile è possibile seguire l'albero durante la sua crescita.

I vantaggi

Sono tantissimi. Vanno dalla pragmatica eliminazione di sprechi in termini di occupazione di suolo verde, alla serenissima idea di riciclo della vita, quasi una reincarnazione del defunto in un albero. Inoltre questi parchi creano habitat naturali per la vita degli animali nelle nostre città (chiaramente non ci troveremo mai con gli elefanti in giro per Roma, ma quanto meno rondini e volatili veri avranno un posto in cui vivere la loro vita serenamente), producono ossigeno e non consumano tanta acqua quanto i cimiteri attuali. Ultimo, ma non per importanza, i "cimiteri verdi", come mi piace chiamarli, avranno sui familiari un impatto più positivo rispetto alla solita lapide di marmo che condanna i defunti a una eternità quasi anonima: con un albero le nostre persone care torneranno a brillare di vita, aiutando veramente chi rimane su questo mondo, attraverso l'azione benefica della fotosintesi.

Conclusioni

Anche se può sembrare un argomento trattato con poca delicatezza, il problema è reale. La crescita della popolazione è insostenibile e la parallela diminuzione delle aree boschive rende tutto lo scenario ancora più nero. Bios è un opportunità da non sottovalutare: è ecologica, moderatamente geek ed estremamente spirituale. Diamo retta agli indiani d'America ed entriamo in empatia con gli alberi: possiamo solo trarne vantaggi. Siete invece contrari a questa pratica? Scrivete le vostre opinioni: il dibattito è aperto.

Note. Il video proposto è stato realizzato da Isabella Althoff che ha creato un suo personale progetto di utilizzo delle Bios Urn. Pertanto il video non è collegato ai produttori delle Bios Urn così come le idee di Bios Park e Bios Community.