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Testamento digitale

Durante la nostra vita mettiamo online un'enorme quantità di dati che molto spesso non riusciamo neanche a tenere sotto controllo. Basta pensare a quanti siti o servizi ci siamo registrati, a quante foto o video abbiamo caricato sui vari social network, a quanti forum o blog ci siamo iscritti: ma cosa accade a tutti questi dati dopo la nostra morte? Come può un genitore o un parente sapere dove si trovano e come accedere a questi contenuti e come possiamo dare indicazioni su come gestirli? Semplice! Con il "testamento digitale".

Un recentissimo neologismo

Il testamento digitale viene definito dalla Treccani online come "Atto con cui si dispone il passaggio dei propri dati conservati o acquistati in rete per quando si sarà cessato di vivere." Di testamento digitale ne avevano già parlato anche Corriere.it in questo articolo del 3 settembre 2012 e Repubblica.it in questo articolo del 4 Settembre 2012 dove, peraltro, viene evidenziato che Apple non consentirebbe la trasmissione agli eredi dei contenuti digitali acquistati su iTunes in quanto "protetti" da licenza di solo utilizzo. Chi compra su iTunes, quindi, non diventerebbe mai proprietario.

Come gestire i nostri dati

La Commissione informatica del Consiglio Nazionale del Notariato, che si occupa di eredità digitale già dal 2007,  in questo documento ci fornisce dieci consigli su come gestire i nostri dati e come organizzarli in modo che possano diventare accessibili ai nostri eredi, ovviamente sia nel caso in cui volessimo che tutto ciò che ci riguarda venisse cancellato, sia nel caso in cui avremmo piacere che i nostri parenti potessero continuare a gestire tutto per noi.

In generale, premesso che alcuni siti promettono la cancellazione di tutti i dati in caso di morte, altri il recapito delle credenziali di accesso agli eredi e così via, dal momento che non vi è una disciplina unitaria e soprattutto è ancora molto incerto il meccanismo di funzionamento e la sorte della nostra identità digitale, il mio consiglio è quello di non utilizzare, per il momento, siti che fungono da cosiddette "cassaforti digitali" e che promettono di tenere le vostre password al sicuro, perché, oltre al problema dell'effettiva sicurezza che gli stessi promettono, vi è anche quello relativo alla nazionalità di questi siti: se non fossero italiani, eventuali controversie internazionali diventerebbero assai lunghe.

La soluzione migliore, quindi, mi sembra quella di creare uno o più file, magari criptati, con tutte le nostre credenziali di accesso ai vari siti, da conservare su una chiavetta usb dentro una cassaforte o in altro luogo confidato ad una persona di nostra fiducia. Sarebbe opportuno, inoltre, che lasciassimo anche un file con qualche istruzione su cosa e come vorremmo che fossero trattati i nostri contenuti multimediali dopo la morte.

Conclusioni

Occorre fare molta attenzione a tutto ciò che ogni giorno mettiamo online perché, senza rendercene conto, una parte sempre maggiore di noi stessi si sta dematerializzando e digitalizzando: ma ciò che non è fisicamente esistente, può essere tramandato di generazione in generazione? La risposta è si, ma occorre che venga regolamentato quanto prima il testamento digitale che, in un'era come questa, non può sicuramente essere ignorato.