Scienza

Margherita Hack: Una stella fra le stelle

Margherita Hack: Una stella fra le stelle

Il 29 giugno 2013 muore l’astrofisica e attivista Margherita Hack, divenuta famosa per le sue divulgazioni/ricerche scientifiche e, più recentemente, per il suo impegno politico e sociale. Una scomparsa che addolora tutti per una donna che in tutta la sua vita ha donato lustro al nostro paese.

Photo by Leman.Parker

Chi era

Photo by Federico Giammusso

Margherita Hack naque a Firenze nel 1922 e, dopo la laurea conseguita nel 1945, iniziò ad insegnare astronomia fino al 1992. Diresse l’Osservatorio Astronomico di Trieste rendendolo uno dei più rinomati a livello europeo. Laica, atea e vegetariana: ha sempre parlato in maniera disinvolta delle sue credenze ritenendo che chiunque può professare la propria religione (o non farlo) e avere idee sociali/politiche differenti pur rispettando le credenze altrui.

Genio dell’astrofisica

Foto su Flickr →

Come già accennato, la Hack divenne famosa per la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Nel 1980 diede vita all’Istituto di Astronomia a Trieste che nel 1985 divenne un Dipartimento di Astronomia, diretto dalla stessa Hack fino al 1990. Pubblicò, inoltre, numerosi lavori su riviste internazionali di divulgazione scientifica e fu la prima donna a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste. Fondò nel 1978 una rivista chiamata “L’Astronomia” e diresse anche “Le Stelle”. Nel 1995 un asteroide fu chiamato “8558 Hack” in suo onore.

Il contributo sociale

“Una delle figure più prestigiose e limpide del mondo scientifico italiano, da sempre in prima fila per i diritti delle donne e per la laicità dello Stato, sincera, democratica ed antifascista.” - cit.

Negli ultimi dieci anni è divenuta famosa per la sua attività sociale: in difesa degli omossesuali (nel 2010 fu anche nominata “Personaggio gay dell’anno”), in difesa della laicità dello stato (spesso anche attaccando la Chiesa cattolica).

Si è espressa su tutti i casi sociali degli ultimi anni, dall’eutanasia (considerato un diritto, un modo per sollevare dalla pena un uomo che soffre) alla ricerca sul nucleare.
Insomma, una donna così intraprendente è poliedrica, sveglia e attiva anche a 91 anni deve essere da esempio per tutti i giovani studiosi; ma anche come simbolo della libertà, una libertà slegata dai dogmi della vita quotidiana e volta a indagare ogni aspetto della nostra esistenza sotto una prospettiva razionale.