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Videogiochi vintage, i migliori

Videogiochi vintage, i migliori

E' sempre bello rivangare le glorie passate, tirar fuori la mitologica PlayStation1 e buttare al vento (scolasticamente parlando) un intero pomeriggio giocando su un televisore a tubo catodico con videogiochi in cui la cosa a più alta definizione era la realtà stessa! Ecco quindi una stuzzicante raccolta di quelli che secondo noi di TASC sono alcuni dei migliori videogiochi vintage.

Premessa

Accontentare tutti è impossibile. I giochi che tenteremo di farvi riscoprire sono solo una frazione dell'incredibile potenza videoludica che i videogiochi del passato possono offrirvi. Pertanto non offendetevi troppo se non soddisfaremo totalmente la vostra brama di pixel.

Spyro 2: Gateway To Glimmer

Emblematica risulta in questo caso la frase "Il primo amore non si scorda mai". Finito più e più volte dal sottoscritto, il secondo episodio della famigerata serie della Insomniac Games è davvero uno di quei videogiochi che offrono ore di gioco infinite. Il gameplay si basa sul completamento di vari livelli attraverso la raccolta dei talismani, delle sfere e delle gemme. I talismani vengono consegnati ordinariamente a conclusione di ogni livello mentre le sfere si ottengono col superamento di sfide proposte dai personaggi che il draghetto viola incontrerà lungo il suo percorso, le gemme corrispondono infine ai soldi. I punti di forza sono sicuramente la grande longevità del gioco: anche dopo che si è finito completamente un livello conquistando talismano, gemme e sfere, il livello stesso offre ancora una gran quantità di divertimento, permettendo di ripetere le sfide per le sfere e così via.

Crash Team Racing

Arriva qualche amico a casa? Nessun problema: la PlayStation1 è pronta a tutto! Togliamo il disco di Spyro 2 e montiamo il mitologico CTR. Che dire? Uno dei giochi di guida più belli di sempre. Perchè? Perchè c'è Crash Bandicoot, ovviamente! Niente a che vedere con titoli come Gran Turismo o Need For Speed: qua prevale il divertimento sulla competizione, sulla corsa effettiva. Tutto ciò grazie alla presenza delle Casse, che premiano il pilota che le colpisce con armi di offesa o di difesa. Alla base di CTR sta infatti l'idea geniale di far "combattere" tra di loro i piloti dei kart; ed effettivamente, quale soddisfazione più grande di sparare un bel missile addosso a Ripper Roo subito dopo che si è subito un sorpasso?

Topolino e le sue avventure

Grafica 2D, l'apoteosi del vintage. Il gioco ripropone, attraverso sei livelli, i cartoni animati più famosi che vedono come protagonista Topolino, a cominciare dal mitologico Steamboat Willie del 1928 fino a Il Principe e il Povero del 1990. L'unica arma (alla faccia di Call Of Duty) sono delle biglie da scagliare contro i nostri nemici e che vengono raccolte lungo i vari livelli. Ma la cosa davvero fantastica di questo titolo è l'impossibilità di salvare la partita sulla Memory Card: il gioco va finito in un colpo solo, tutta una tirata fino all'ultima biglia. Una sfida che solo i più temerari sono in grado di affrontare, benchè il gioco sia piuttosto corto.

Perchè i giochi vintage ci piacciono di più?

Una domande esistenziale di proporzioni cosmiche. Effettivamente chiunque si ritrovi a giocare con giochi concepiti per PlayStation1 si accorge dell'immane differenza con i videogiochi moderni. Dov'è quindi il problema? E' chiaro che i titoli più moderni sono dei capolavori dell'informatica e della grafica, a tutti piace vedere le gocce di sudore dei personaggi o delle animazioni perfette dell'acqua o del placido ondeggiare della vegetazione. Il problema qui è più profondo: si parla dell'essenza del gioco. Il giocatore si innamora del personaggio, della storia che vive durante il gioco. Il realismo esasperato che si ricerca oggi è deleterio: quando una persona si mette davanti alla PlayStation non vuole continuare a vedere quello che vede tutti i giorni, vuole distrarsi, estraniarsi dal mondo, vuole diventare un piccolo draghetto viola e sputare fuoco su dei nemici più colorati di lui, guidare un kart tentando di evitare missili e casse NITRO o TNT. Il moderno sparatutto in prima persona manca di personalità, è a dir poco ripetitivo. E' riscontrabile inoltre una certa tendenza nei videogiochi odierni a ricreare atmosfere tenebrose, inquietanti. Ma perchè? Dobbiamo tornare a prenderci in giro, quando prendiamo un joystick in mano vogliamo essere sicuri che ci faremo quattro risate mentre giochiamo, che sia per la grafica a quadrettoni di Spyro o per le voci esilaranti dei doppiaggi o per l'assurdita insita nell'uccidere personaggi come Gambadilegno con delle biglie di vetro.

La grafica conta poco

Conclusioni

Non facciamoci abbagliare da grafiche spettacolari o da armi potentissime: il vero divertimento può risiedere anche nei videogiochi con la grafica più brutta della storia ma che offrono sfide allettanti e sempre nuove vissute da personaggi di cui ci innamoriamo.