Letteratura per un futuro più umano: Saltatempo
"Viviamo strani giorni" diceva Franco Battiato nel 2003. E non aveva di certo tutti i torti. I tempi che viviamo, infatti, ci portano, volenti o nolenti, ad affrontare una continua e asfissiante corsa verso un progresso che abbiamo deciso essere sempre più dinamico e veloce, immediato e a portata di mano, che elimini i tempi morti e che quasi non ci lasci il tempo di pensare. Di certo la velocità e l'ottimizzazione di tempi e spazi non sono un fattore negativo in sé, ma portano con loro un rischio non da poco. Quello della perdita dell'identità e della nostra individualità. Per fortuna abbiamo ancora l'arma della letteratura che, nei momenti più complessi che la nostra società attraversa, ci fornisce spunti di riflessione per porgerci alcune domande. A tal proposito, al giorno d'oggi è sicuramente degno di nota un romanzo di un grande scrittore umorista italiano, Stefano Benni.
La trama
Il romanzo in questione è intitolato "Saltatempo" e narra la storia di un ragazzino che vive in un qualunque paesino di una qualunque provincia italiana in un momento in cui i paesi "perdono la loro identità per diventare svincoli autostradali". Già questa descrizione, presa dalla quarta di copertina, dipinge un quadro nel quale si sta giocando in difesa di qualcosa, di ciò che si ha di più caro: se stessi e le proprie origini e tradizioni. Chi conosce la narrazione di Benni immaginerà che, nonostante la seriosità dell'argomento, il romanzo è di facile lettura e di piacevole scorrimento. L'ironia e il senso dell'umorismo dell'autore sono, come al solito, presenti in ogni pagina del romanzo. Ed è su questo registro, ironico e scanzonato, che ci si mette subito al fianco del protagonista Lupetto che, una mattina mentre andava a scuola "scarpagnando" (cioè saltellando in discesa) incontra un dio che gli regala un "orobilogio", un orologio grazie la quale Lupetto potrà viaggiare nel tempo e vedere il futuro. Da quel momento Lupetto diverrà "Saltatempo" e attraverserà sulle ali dell'allegoria letteraria, le varie fasi che hanno caratterizzato la storia della nostra Italia. Dal boom economico al '68, passando per l'arrivo del consumismo e descrivendo la conseguente perdita delle identità locali, così forti e caratteristiche fino a poco tempo fa e oggi sempre più sfumate e contaminate.
Il bar, il centro del mondo
L'elemento centrale del romanzo è (non potrebbe essere altrimenti in un romanzo di Benni) il bar del paese, con tutti i buffi e curiosi personaggi che lo popolano. Il bar è il luogo fisico e sociale attorno al quale si svolge la vita della piccola comunità in cui vive felice Saltatempo, finché un giorno il "futuro" arriva, sottoforma di grande multinazionale che costruisce autostrade. L'autostrada dovrà attraversare il paese e la popolazione, che fino a quel momento era bastata a se stessa, di colpo scopre nuovi bisogni e nuove necessità che prima ignorava. Vittima sacrificale e simbolica del prezzo da pagare per restare al passo coi tempi è proprio il bar del paese, che deve essere espropriato e raso al suolo per permettere all'autostrada di continuare la sua inarrestabile opera di ammodernamento della Nazione. Questo porta all'interno della comunità divisioni alimentate dall'avidità del denaro e dall'arrivismo selvaggio tipico di quegli anni, in contrapposizione a una genuinità che difende strenuamente il bar e, con esso, tutto ciò che rappresenta.
Una lettura emozionante
Non mancano mai, nel mondo "benniano", tra una risata e l'altra, momenti più intimi e riflessivi. Il piccolo Saltatempo, infatti, crescendo conoscerà anche l'amore, conoscerà delusioni cocenti, vedrà morire persone care e crederà (come accade a tutti, del resto) di essere la persona più felice del mondo, alternando a questa speranza momenti di grossa depressione. Saltatempo è un personaggio vivo, multidirezionale e sfaccettato come tutti noi. E' davvero difficile non immedesimarsi in lui nemmeno una volta durante la lettura del romanzo perché, proprio come tutti noi, vive una vita di alti e bassi e la vive giorno per giorno.
Permette una domanda?
Perché oggi TASC vi consiglia questo romanzo? Semplicemente perché ci offre una chiave di lettura non scontata della nostra quotidianità, ci pone una domanda importantissima al giorno d'oggi: "Dove stiamo andando così di fretta?". Spetta a ciascuno di noi dare la risposta che si crede più adeguata, ma ci fa riflettere su quali sono davvero le cose importanti nella vita e se questa affannosa corsa contro il tempo (che ormai tra smartphone, tablet, internet e messaggeria istantanea e gratuita abbiamo metabolizzato), ci stia portando davvero verso un futuro a misura di essere umano o se semplicemente non ci stia trasformando in automatici strumenti di un grande mercato globale. In ogni caso, abbracciare la buona letteratura non è mai un passo falso.
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