Scienza

Il numero della bellezza

Il numero della bellezza

Spesso la matematica viene considerata, da chi non lavora in ambito scientifico o comunque non svolga una professione che ne richiede l'utilizzo, come qualcosa di puramente teorico ed astratto, utile solo agli ingegneri, agli informatici e a tutti coloro che la devono utilizzarla come strumento per risolvere dei problemi di varia natura. Ma la matematica non è solo numeri e formule, la matematica è una sorta di codice utilizzato dalla natura per programmare la sua struttura e tutti gli elementi che la compongono e solo una volta che saremo riusciti a decifrare integralmente questo codice, potremo capirne il fine ultimo.

La serie di Fibonacci

Fra le tante sequenze matematiche di numeri che conosciamo, ne esiste una più bella di qualunque altra. Probabilmente ne avrete già sentito parlare a scuola, in tv, nel film “Il Codice Da Vinci” o in qualche altra occasione, ma se non avete mai approfondito di cosa si tratta, ecco qua alcune cose interessanti che la riguardano. La serie di Fibonacci è una serie di numeri di una semplicità quasi sconvolgente, rispetto alle applicazioni ed alle congetture che ne derivano, infatti, ad eccezione dei primi due numeri, ogni numero della serie è la somma dei due numeri precedenti: 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, 610, 987, 1597, 2584, 4181…

Questi numeri, letti uno di seguito all’altro, potrebbero non suscitare alcun interesse, ma visti da un’altra prospettiva le cose cambiano molto!

1,618…il numero della bellezza

La prima curiosità è il risultato che otteniamo dividendo due numeri successivi di questa serie: scegliete un numero a caso, dividetelo per il precedente e vedrete che il risultato sarà sempre vicino al numero 1,618, con la particolarità che più grandi sono i numeri che dividiamo, più vicino a 1,618 sarà il risultato.

Questo numero speciale non è un numero qualsiasi, infatti i matematici gli hanno dato un nome specifico e cioè phi, come la ventunesima lettera dell’alfabeto greco, ma può essere chiamato anche rapporto aureo o sezione aurea (per i credenti anche numero divino!) Per chi avesse voglia di scoprire qualcosa in più sul phi, ecco qua un sito ed un altro sito interamente dedicatigli.

Oltre la matematica

Tralasciando i puri aspetti matematici del phi e della serie di Fibonacci, ecco alcune curiosità molto più pratiche e facilmente osservabili in tutta la natura che ci circonda:

  • molti fiori hanno un numero totale di petali che corrisponde ad un numero della serie di fibonacci e gli stessi sono disposti, all'interno del fiore, secondo la sezione aurea;
  • il suono si propaga seguendo la successione di Fibonacci;
  • in musica si può creare un sistema di incastri perfetti, con tutti rapporti armonici presenti, mantenendo sempre l'intervallo phi ogni 7 suoni e  partendo da uno qualsiasi di essi;
  • la parte interna dei girasoli ha due spirali (una in senso orario ed una in senso antiorario) che seguono la suddetta successione;
  • molte conchiglie hanno una forma a spirale identica alla sezione aurea;
  • il rapporto tra le falangi di un uomo adulto è un numero di Fibonacci;
  • il phi è presente nella disposizione delle foglie su un ramo;
  • il codice genetico può essere raparesentato secondo tale serie;
  • vari rapporti tra le lunghezze del corpo umano si avvicinano al phi: il rapporto tra l’altezza di un uomo e la distanza del suo ombelico da terra, il rapporto tra la distanza spalla/punta delle dita e gomito/punta delle dita, il rapporto tra distanza ossa del bacino/terra e ginocchio/terra
;
  • in un’alveare vi sono 1,618 volte più femmine che maschi.

Ancora tanto da scoprire

Conosciamo ancora pochissimo sul phi e sulle sue implicazioni e ad oggi sono molti i dibattiti aperti che lo coinvolgono. Ciò che lo rende speciale è il fatto che quando un elemento, artificiale o naturale, segue le sue regole, appare oggettivamente bello, simmetrico, ordinato, perfetto. Ed è proprio questo concetto di universo dominato dal phi e quindi dall’ordine, piuttosto che dal caos, che, se un giorno riuscissimo a dimostrare, renderebbe la nostra esistenza non più frutto di un puro “caso”, ma un ingranaggio perfetto di quell'immenso e complesso meccanismo che è la natura.