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Piccole macchine, grandi pubblicità

Piccole macchine, grandi pubblicità

La crisi ha consumato i risparmi di molte famiglie, non solo in Italia ma in tutta l’Europa. Uno dei settori che più ha sofferto di questa recessione economica globale è sicuramente l’automotive, che ha visto un forte calo specialmente in determinati settori. C’è chi però ha saputo reagire a questo costante segno negativo delle vendite, come Audi e Bmw.

Audi

Audi è un marchio tedesco sinonimo di ottima qualità e affidabilità. La sua produzione ha sempre visto modelli di fascia medio-alta, che garantiscono tra i migliori risultati in fatto di prestazioni e comfort, così come di design: alzi la mano chi non si è mai fermato, almeno una volta nella sua vita, ad ammirare la bellezza e le linee eleganti di una A4, A5, A6 e via dicendo. Chiaramente, qualità medio-alta significa prezzi abbastanza elevati: portarsi a casa una A3 versione base con solo qualche piccolissimo optional a meno di 30.000 Euro, risulta un po’ difficile. Ecco allora la proposta del 2010, rinnovata più volte: il nuovo modello A1, una berlina 2 volumi che va a coprire un segmento lasciato scoperto dalla casa tedesca, quello della fascia di prezzo medio-bassa (20/30 mila Euro). Un modello che davvero non delude le aspettative di chi pretende un determinato standard qualitativo dalla casa di Ingolstadt.

Per le caratteristiche e i dati tecnici vi rimandiamo direttamente al sito di Audi. Quello che però vogliamo sottolineare è come con poco più di 2o mila Euro, sia possibile portarsi a casa una vettura che, tra l’altro, consente un ampio supporto multimediale (mappe, informazioni sul traffico, accesso ad un catalogo radio che ospita anche frequenze internazionali, notiziari, bollettino meteo) e che offre piccoli, forse banali, ma significativi accorgimenti tecnologici per soddisfare al meglio il comfort del cliente (ad esempio, l’attivazione automatica del clima a seconda della temperatura interna del veicolo, e quella dei tergicristalli quando sta piovendo). Ciliegina sulla torta, Audi ha presentato una versione anche per i neopatentati, andando così a soddisfare le esigenze della giovane clientela, che cerca fin da subito una macchina sicura ma performante, elegante ma anche sportiva.

Bmw

Dal canto suo, Bmw ha sempre dato avuto un'occhio di riguardo per la fascia medio – bassa, proponendo il modello Serie 1. Anche qui il design è assolutamente ben curato e propone una linea che rispecchia il massimo della dinamicità. Nemmeno in questo caso vogliamo dilungarci con una sfilza di dati tecnici, quindi, se vi interessano vi basterà cliccare qui. Quello che però ci sta a cuore è far capire, non solo l’eccellenza dei prodotti, che non è assolutamente da mettere in discussione, ma anche l’eccellenza delle campagne di marketing delle due case tedesche. In poche parole, belle le macchine, belle anche le pubblicità e addirittura ottime le strategie utilizzate delle case automobilistiche.

I video promozionali

Perché vi diciamo questo? Bè, il discorso è semplice: ogni macchina ha qualche imperfezione, qualche piccolo difetto, qualche piccolo particolare che alcuni potrebbero non gradire ed un cliente insoddisfatto potrebbe diventare un cliente in meno. Quindi, per avvicinare e conquistare tutti, qual è il modo migliore se non un'emozionante pubblicità? A questo proposito guardate questi due video promozionali, il primo di Bmw e il secondo di Audi.

Analizziamo il primo. Nulla di strano, direte voi. Ma guardate bene: ogni dettaglio è funzionale allo scopo. Ecco allora che la musica, caratterizzata da un incessante climax ascendente di coinvolgimento, le prospettive che non si è soliti vedere quando si utilizza la vettura, le angolazioni delle riprese della vettura stessa in corsa sono tutti fattori di persuasione, elementi che nella vita reale sono quasi impossibili da cogliere e che per questo sensibilizzano l’animo dello spettatore. L’intento è quindi quello di attirare un potenziale acquirente mostrandogli quali valori può ottenere acquistando quell’auto. Stiamo parlando della creazione di un vero e proprio valore simbolico, di uno status emotivo trascinante e incredibilmente coinvolgente, dai tratti altamente spettacolari e significativi.

E che dire del secondo video? Il climax in questo caso si estende, include non solo la musica ma anche l’atmosfera che ci avvolge quando guidiamo la macchina: è come essere in una gara, dove si è concentrati poco prima della partenza e poi, una volta scattati dalla griglia, ci si scatena e si scarica tutta l’adrenalina che si ha in corpo. Da notare, anche in questo caso, la forte attenzione ai dettagli, che vengono presentati singolarmente.

Riflessioni

Sareste degli alieni se diceste di non essere rimasti, almeno un pochino, piacevolmente colpiti da questi due video. Se invece via ha attraversato il corpo qualche brivido e avete pensato per un istante “Anch’io la voglio!”, allora significa che Audi e Bmw sono riuscite nel loro intento, lavorando bene sull’enfatizzazione delle caratteristiche dei loro prodotti.Una campagna pubblicitaria eccellente mira proprio a conquistare l'utente, facendo aumentare il suo interesse per il prodotto fino al punto di farglielo desiderare così tanto, che finirà per comprarlo .

Sia chiaro, non c’è niente di male in tutto questo: come tutte le aziende, anche le due case automobilistiche tedesche devono vendere ciò che producono, e utilizzano tutti i mezzi e le tecniche a loro disposizione e conoscenza per raggiungere l’obiettivo. È importante riflettere però su un punto:  secondo voi queste clip hanno superato il limite? O meglio, sono solo il risultato di una mera questione di marketing, una semplice questione di affari dove tutto (o quasi) è lecito oppure sono strumenti subdoli, che attraverso una sorta di inganno inducono ad acquistare?

Noi personalmente crediamo più ad una questione di affari. Homo homini lupus, diceva il filosofo Hobbes: sta a noi capire cosa ci fanno vedere, cosa ci trasmettono ed, eventualmente, in quale modo stanno cercando di prenderci in giro. Ciò non significa che sia lecito ingannare, anzi, ci sono certe situazioni in cui è d’obbligo informare il cliente (un po’ come succede in campo economico). Ma in questi casi non dobbiamo sapere o approfondire niente, dobbiamo solo affidarci alle nostre esperienze quotidiane. Perché, ricordiamo, queste pubblicità si basano sul coinvolgimento dell’animo e delle sensazioni, e l’essere umano in sé vive di relazioni basate su emozioni e sentimenti. Quindi, chi meglio di noi stessi può capire il trucco e non farsi abbindolare?