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Twitter VS Facebook. Ecco quello che dovremmo imparare dai giapponesi

Twitter VS Facebook. Ecco quello che dovremmo imparare dai giapponesi

I giapponesi sono il secondo popolo al mondo più attivo su Twitter, dopo gli Olandesi e la lingua giapponese è la più utilizzata su twitter dopo l'inglese. Non solo. L'evento più twittato di quest'anno non è stato un evento politico, una gara sportiva o una notizia di gossip, ma l'uscita di un anime giapponese e cioè "Il castello nel cielo" di Hayao Miyazaki. Si, d'accordo, i giapponesi sono un popolo strano, ma vi assicuro che abbiamo tanto da imparare da loro; è sufficiente capire come utilizzano i social network e quali sono le critiche che muovono nei confronti di noi occidentali.

Amore a prima vista

Blue Bird with Black Wing on Tree

Alla nascita di Twitter, in Giappone esistevano già Facebook e Mixi, un social molto frequentato, ma ciononostante il popolo orientale ha amato Twitter fin dall'inizio. Perchè?

La risposta è semplice: twitter, rispetto a facebook, permette agli utenti di non inserirsi prepotentemente al centro dell'attenzione, e di poter comunicare con chiunque in modo discreto e tendenzialmente anonimo. E' sufficiente registrarsi con un indirizzo email ed un nickname per iniziare a twittare al mondo tutto ciò che si desidera, senza essere incitati, ogni volta che si accede al proprio account, ad inserire ulteriori informazioni personali.

Perché Twitter piace così tanto?

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I motivi per cui twitter piace, probabilmente sono due: il primo riguarda il fatto che, per la cultura giapponese, l'esaltazione della persona, la falsa modestia e il vantarsi per qualcosa che si è detto o fatto (come spesso accade su facebook) è  un comportamento assolutamente disdicevole per un popolo così attento al rispetto della persona (per chi avesse voglia, consiglio di leggere questo articolo a riguardo); il secondo  è assai più semplice e riguarda il fatto che i giapponesi, con 140 caratteri possono esprimere molto più di quanto possiamo fare noi. Scrivendo in Kanji, uno dei tre alfabeti che utilizzano, sono sufficienti pochi ideogrammi per concetti abbastanza complessi.

Sapete chi è l'utente con più tweet al mondo? E' un ragazzino giapponese di 23 anni che, nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, ha postato 37,360,576 tweet!

Che utilizzo ne fanno

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I giapponesi usano Twitter principalmente per socializzare tra loro. Guardando qualche statistica, la percentuale di tweet che contengono  hashtag o link è davvero bassa, mentre quella di tweet che contengono menzioni è molto più alta delle altre due. Questa conclusione è davvero insolita, dal momento che noi siamo abituati ad usare Facebook per socializzare e Twitter per leggere/divulgare notizie e quant'altro. Esattamente il contrario!

Socializzare con twitter mantenendo la privacy, piuttosto che con Facebook, piace così tanto ai giapponesi che quasi 5 milioni di loro, dal Dicembre 2012 al Giugno 2013, si sono cancellati dal social di Zuckerberg.

Cosa possiamo imparare da tutto questo?

Twitter-Facebook

L'utilizzo dei social network che fanno gli orientali è un utilizzo estremamente intelligente: meno esibizionismo, più condivisione. Già prima ancora della nascita di Facebook, 20 milioni di utenti utilizzavano Mixi, un social dove gli utenti utilizzano nickname e avatar in stile manga, si scambiano messaggi tra loro e commentano i diari degli altri, restando comunque relativamente anonimi.

Capire l'utilizzo che gli altri popoli fanno dei social network, non solo può essere interessante per capire la loro cultura, ma può aiutarci a modificare alcuni nostri comportamenti sbagliati, diventati abitudini di massa: a mio parere i social dovrebbero essere utilizzati nella giusta misura tra utilità e svago, ovvero sia per contribuire alla diffusione di notizie interessanti che per socializzare con gli altri (segnalando questo o quel video divertente, postando foto e tutto il resto), ma eliminando quel fastidioso narcisismo che si estrinseca nell'ossessiva necessità di pubblicare foto, commenti stupidi ed ovvi, nonché informazioni strettamente personali.

Perché tutto ciò, non solo è inutile ai fini della socializzazione globale, ma  alla lunga, diventa maledettamente noioso ed insopportabile.