Scienza

Una casa verde... d'alghe

Una casa verde... d'alghe

Set cinematografico? No.

Ci troviamo a Wilhelmsburg, la più grande isola europea situata all'interno di un fiume, più precisamente dell'Elba, nel territorio di Amburgo, Germania . Si è appena concluso il 2013, l'anno che ha dato il via alla presentazione dei progetti dell'IBA, International Building Exhibition, e che ha superato la cifra di pubblico di 420000 presenze. Altro che set cinematografico.

IBA...what's that?

L'IBA Hamburg non è una normale fiera che dura alcuni mesi e poi ciao-ciao; è un vero e proprio laboratorio urbano, il cui fine ultimo è la restituzione della quotidianità alla vita di Wilhelmsburg.

Il progetto parte da lontano, dal 1962, anno in cui spaventosi eventi climatici cancellarono da Wilhelmsburg centinaia di vite umane; da lì in poi per le isole situate sull'Elba ci furono soltanto problemi, tanto che nei primi anni del nuovo millennio le amministrazioni dichiararono urgente una totale riqualificazione dell'area: produssero il memorandum Wilhelmsburg, Insel im Fluss, Brücken in die Zukunft (che suona più o meno così: Wilhelmsburg, Isola sul fiume, Ponti sul futuro) nel quale posero le basi per un completo rinnovamento della zona.

Arriviamo a noi: grazie all' International Building Exhibition, dal 2006 al 2013 migliaia tra investitori privati, progettisti, architetti, scienziati, costruttori e amministrazione pubblica hanno portato a termine 70 progetti (finora), tra i quali appartamenti privati, aree commerciali, ospedali, scuole, trasporti e molti spazi verdi.

Aspettate, lì in mezzo, tra gli altri edifici...cos'è quella cosa verde?

Quella cosa verde è BIQ, ovvero un complesso residenziale di 15 unità abitative, costruite dalla Otto Wulff Bauunternehmung assieme alla SSC Strategic Science Consult.
Iniziata nel 2011, la costruzione dell'edificio è terminata ad Aprile 2013; i pannelli verticali in vetro sono orientabili, a seconda dell'intensità solare, e contengono al loro interno microalghe, spesso non più grandi dei batteri.

Tutto così semplice? Non proprio, visto che le microalghe, per essere attivate, hanno bisogno di foto-bio-reattori, in grado di catturare ed immagazzinare l'energia. Il principio di crescita delle microalghe è del tutto naturale: luce, fotosintesi clorofilliana e crescita, in modo da oscurare gli ambienti interni, quasi fosse un muro.

E' tutto qui?

No di certo, visto che mentre succede tutto questo, le microalghe lavorano anche alla produzione di energia pulita (grazie alla cattura dell'anidride carbonica da un circuito interno di immissione di acqua e nutrienti), e la biomassa in eccesso viene immessa nel sistema interno (una sorta di stufa a biogas) per fornire calore alle abitazioni. Ed ecco che il BIQ diviene uno ZEB, ossia un edificio a impatto zero.

Perché le alghe?

Dovete sapere che le alghe crescono molto più facilmente e più in fretta delle piante terrestri; la produzione di un'alga puo' raggiungere circa cinque volte la produzione di una pianta terrestre (in condizioni ottimali) ed inoltre contiene molti olii che sono riutilizzabili per produrre energia.
"E se non ci piace il colore verde?" In questo caso troveremo soluzioni alternative anche per voi, non vi preoccupate. Progress don't stop.