Impariamo a risparmiare!
Non si afferma certamente niente di nuovo se si sottolinea il fatto che ormai da cinque anni siamo alle prese con una spigolosa crisi economica che si sta trasformando in crisi sociale. Il cuore della vecchia Europa e del ricco Occidente industrializzato vede le proprie granitiche certezze vacillare pericolosamente. Il progresso (quasi sempre inteso come crescita economica e ossessivo aumento della produzione) percepito per anni come illimitato, proiettato per sempre verso un radioso futuro, oggi sembra aver finito la benzina. Senza farla troppo lunga sulle cause che hanno contribuito a scatenarla, questa crisi ha sortito l’effetto di costringerci a ripensare il nostro quotidiano. Lo stile di vita che abbiamo mantenuto fino ad ora non è più sostenibile, non regge la sfida con le nuove economie emergenti di altri paesi e la percezione che abbiamo è quella di essere diventati improvvisamente tutti più poveri. Ma siamo davvero così poveri?
Professionista del risparmio
"Essere poveri è non avere i soldi per mangiare, per pagare l’affitto, la scuola ai propri figli"
Se ci pensiamo bene, noi ci sentiamo più poveri perché non riusciamo più a sostenere il tenore di vita che avevamo fino a poco prima della crisi, ma attenzione! “questo non è essere poveri. Essere poveri è non avere i soldi per mangiare, per pagare l’affitto, la scuola ai propri figli”. Sì, è un virgolettato e la penna che ha scritto queste parole è quella di Mara Francescutto (nella foto), una professionista del settore finanziario e marketing che (come lei stessa dice sul suo blog) “vuole mettere le sue competenze a disposizione degli altri per armarli contro quello che è il potere occulto del denaro, per imparare a gestirlo affinché non sia lui a gestire le nostre vite” e per farlo ha scritto un breve ma interessantissimo libro dall’eloquente titolo “A risparmiare si impara” (Europa Edizioni).
Un soldo risparmiato è un soldo guadagnato
La filosofia alla base di questo divertente e utilissimo saggio è quella di considerare il risparmio una forma particolare di guadagno. Nel farlo, l’autrice individua nell’organizzazione e nella pianificazione dell’economia domestica la chiave per uscire dall’affanno quotidiano dei conti in tasca. Chiaramente nel libro non ci viene fornita la soluzione di mangiare meno o di sacrificare la nostra qualità della vita per non intaccare il conto corrente (fosse così, noi di TASC non staremmo di certo a parlarvi di questo libro). Il suggerimento che ci dà Mara Francescutto è quello di “organizzarci meglio” per poter avere sotto i nostri occhi un chiaro quadro di tutte le voci di spesa che la nostra “azienda-famiglia” affronta mensilmente e/o annualmente. E non importa che tipo di famiglia sia. Il “metodo Francescutto” è applicabile a tutti i tipi di famiglia, da chi vive da solo fino a chi vive in una comune hippy sull’Appennino insieme ad altre trentacinque persone.
Ho un piano!
Il segreto sta nella pianificazione, ci suggerisce l’autrice, ma non solo. Sta anche nell’approccio psicologico che abbiamo nei confronti del denaro, in altre parole, la percezione reale della nostra ricchezza. Oltre a pianificare, infatti, dovremmo riuscire ad essere più liberi nei confronti dei nostri acquisti, rispettando il denaro per ciò che in realtà è, senza bisogno di venerarlo né di disprezzarlo o temerlo. Solo a quel punto saremo davvero liberi di poter acquistare ciò che veramente ci serve, scevri da bisogni indotti (sono proprio loro che, quando diventano irraggiungibili, ci danno la percezione di povertà) e finalmente dimentichi di quella brutta sensazione che si prova quando si sa di aver acquistato qualcosa non perché realmente ci servisse, ma solo perché ci sembrava conveniente. Chi di voi, almeno una volta nella vita, è tornato a casa con un acquisto che lo ha fatto sentire in colpa e ha pensato “Ma perché l’ho comprato se non mi serve?” non dovrebbe perdersi i consigli che Mara Francescutto ci fornisce nel suo libro. Quello sì, un acquisto del quale non vi pentirete!
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