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Terraluna al polso

Terraluna al polso

Niente NASA. Siamo al Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra, dove ogni anno si riuniscono i guru del tempo, quella cosa inesistente e fittizia creata dall'uomo per regolare la propria esistenza e scandita da un armonioso ticchettio. E curiosando tra le proposte delle sedici prestigiose firme di questo 2014 quali Cartier, Mont Blanc e Panerai, l'occhio cade sull'esposizione della casa sassone A. Lange & Sönhe - Glashütte.

Un semplice orologio da polso

A catturare la nostra curiosità è, manco a dirlo, un orologio a prima vista abbastanza anonimo, senza eccessi di sfarzo, ma che nasconde un vero e proprio tesoro. Si tratta del Richard Lange Perpetual Calendar "Terraluna", un mix perfetto di stile e meccanica.

Agli albori della storia dell'orologio da polso ci stanno due svizzeri (và che strano, non l'avrei mai detto!): Antoni Patek e Adrien Philippe, che verso la fine dell'Ottocento misero in commercio un quadrante collegato ad un cinturino in cuoio, inizialmente previsto come accessorio esclusivamente femminile; tra gli uomini era in voga il molto più cool orologio da taschino; ma vista la comodità e la praticità, e la rapida diffusione che ebbe, subito Louis Cartier ne approfittò cominciando a venderli anche alla clientela maschile nel suo negozio di Parigi.

E così sino ad arrivare ai giorni nostri ed a questo gioiellino: sulla parte anteriore ci appare come un comune orologio, recante le tre lancette di minuti, ore e secondi su tre quadranti che si intersecano; troviamo poi il giorno della settimana, il mese e l'indicazione di anno bisestile. Ma non finisce assolutamente qui: l'orologio ha infatti 14 giorni di autonomia di carica, anch'essa indicata nel pannello frontale.

Il tesoro nascosto

Ma perché definire un orologio, per quanto prezioso e funzionale, un'autentica meraviglia? E soprattutto perché chiamare un orologio Terraluna, se non ci sono né Terra né Luna? Per non trarre conclusioni affrettate, diamo un'occhiata al retro.

Rimaniamo stupiti davanti alla rappresentazione della volta celeste, con la Terra al centro e la Luna più in alto: ma il tutto non è un semplice tocco artistico-astronomico di qualche folle, bensì è un display che mostra le fasi lunari e indica l'alternanza giorno/notte per l'emisfero settentrionale (ecco spiegata la disposizione dei continenti sulla grafica).
La Terra ruota sull'orologio in senso antiorario, un giro completo ogni 24 ore; l'intera volta celeste, Luna compresa, ci mette invece 29.5 giorni a fare un giro antiorario completo; pensateci, perfetto per l'ora di scienze al liceo.

Basta così? Nemmeno per sogno! Avremo le fasi lunari, con Luna nuova a 12 e Luna piena a 24, con un'esattezza impressionante; basterà correggere l'orologio di un giorno ogni migliaia e migliaia di anni.

This is the end, na-na-na

Volete fare i prestigiatori e leggere l'ora anche dal retro dell'orologio, sul display che rappresenta Terra e Luna?
"No problem, siamo tedeschi per questo" sembrano dirci da Glashütte: basterà tracciare una retta dal "centro" della Terra e passante per la vostra posizione in quel momento, fino in fondo al quadrante: leggendola in senso antiorario avrete l'indicazione esatta dell'ora in quel preciso luogo.

Ok, dov'è il trucco? C'è: in cifre è 215.000 dollari, ed è il costo di questo giocattolino. I dischi in oro bianco e le 2160 stelle impresse al laser così come appaiono dai diversi continenti costano caro!