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C'è musica e Musica

Con il termine "musica elettroacustica" intendiamo la musica i cui suoni, sia di origine strumentale che di sintesi, vengono elaborati sotto forma di segnale analogico o digitale e diffusi da altoparlanti.

Tutta la musica che oggi ascoltiamo è prodotta in questo modo.

L'origine della musica elettroacustica

Le prime esperienze di questi metodi di produzione musicale sono iniziate a fine anni 40' negli studi radiofonici, dove erano disponibili particolari strumenti come registratori, filtri di diversa natura e oscillatori che servivano a verificare e ottimizzare le trasmissioni.

Alla fine degli anni ’40 del novecento fu Pierre Schaeffer, negli studi di Parigi, a realizzare un brano con suoni registrati ed appartenenti all’immaginario collettivo (una pentola, un treno, bicchieri etc.). Schaeffer è inoltre il creatore del Sillon Fermè, quello che oggi chiamiamo Loop: la prima volta fu realizzato creando un solco chiuso sul disco di vinile, facendo girare la testina all’infinito, finche il compositore non la sollevava.
Le esperienze più importanti successivamente sono avvenute in Germania al WDR (Westdeutscher Rundfunk), dove si inizia a parlare di musica elettronica ed a utilizzare i primi sintetizzatori. Infine negli studi della RAI di Milano, dove viene costruito uno dei più importanti laboratori, grazie a Luciano Berio e Bruno Maderna. Questa esperienza italiana che costituisce la sintesi delle due precedenti vide anche la collaborazione del famoso John Cage nella realizzazione di “Fontana Mix” che utilizzò per questa realizzazione gli scarti di composizioni sparsi nei cestini delle varie stanze degli studi.

Pierre Schaeffer - "Études de bruits" (1948)

Herbert Eimert, Robert Beyer "Klang im unbegrenzten Raum"
Il primo lavoro dello studio di Colonia ed il primo in assoluto ad avere l'elemento spaziale nel brano.

Analisi del fenomeno

La musica elettroacustica si differenzia dagli altri tipi di musica per un fatto fondamentale: non esiste uno spartito. O meglio, esistono partiture "realizzative", "di ascolto" ed "esecutive” e sono difficilmente comparabili con quelli della musica classica. Seguendo queste ultime un esecutore resta fedele alla versione originale riproducendo gli stessi suoni dal proprio strumento.

Si può capire lo "stupore", l’incomprensione e il relativo rigetto e, conseguentemente, la domanda sulle motivazioni e la validità di siffatte esperienze musicali. In realtà queste composizioni, studi e brani non sono altro che concezioni avanguardistiche di cosa potrebbe essere la musica e cosa in realtà sarà, dopo qualche anno dalla loro creazione.
Attualmente le canzoni integrano, infatti, numerosi suoni registrati classificabili come "rumori" e contengono numerose sonorità sintetizzate elettronicamente, che talvolta ne costituiscono l’intera impalcatura escludendo completamente i classici strumenti musicali.

La musica elettroacustica non è solo scoperta di suoni, ma anche concezione di nuovi metodi compositivi.

Karlheinz Stockausen, colui che si pensa sia la figura più influente nella musica elettronica, è considerato da alcuni il padre della musica techno. Le sue più importanti composizioni non comprendono solo l'esplorazione e l'utilizzo di “suoni nuovi", ma anche la sperimentazione di nuovi metodi compositivi. Anche nella composizione "Scambi" di Pousser, realizzata negli studi RAI di Milano: viene ideato e utilizzato per la prima volta un metodo in grado di essere riutilizzato da chiunque voglia crearsi la propria versione del brano, indicando i passi da compiere e gli strumenti da usare.

Purtroppo l’unico riferimento web è su spotify.

In questo brano viene utilizzato il rumore bianco, chiamato così proprio perché, come il bianco contiene tutti i colori, esso contiene tutta la gamma di frequenze udibili dall’uomo (da 20Hz a 20.000Hz circa). Le sonorità così ottenute vengono filtrate e modificate in vari passaggi: qui potete trovare un testo che vi aiuta a realizzare la vostra versione.

L'ascolto di questo tipo di musica presuppone una particolare attenzione volta a capire le varie sfaccettature e particolarità della composizione. Non è di certo il classico ascolto che tutti facciamo per rilassarci o la musica che sentiamo in discoteca, ma è comunque apprezzabile da chi cerca un tipo particolare di suoni e un ascolto “impegnato” della musica. Inoltre è necessario l'utilizzo di un impianto, quanto meno stereo, che riesca a riprodurre fedelmente ogni brano, così da ascoltare ogni banda di frequenza utilizzata in sede di composizione. Un paio di cuffiette dell'iPod o le casse integrate di un portatile non renderanno mai l'idea di cosa possa essere l'ascolto di questa particolare musica.

Denis Smalley - Pentes (1974)

Lo stato dell'arte

Oggi la musica elettroacustica è in ogni ambiente, dai negozi ai bar.

I vari strumenti, un tempo presenti solo nelle radio, interpreti e fonti della composizione musicale, oggi li possediamo addirittura nel nostro smartphone: i mezzi tecnologici per creare brani, fino a ieri costituiti da strumenti fisici, ora possono essere "racchiusi" all'interno di ogni nostro elaboratore informatico, esistendo programmi che riescono a sintetizzare le funzioni di svariati strumenti hardware. Chiunque, in possesso di un computer e con sufficiente interesse musicale unito ad adeguate conoscenze informatiche, può cimentarsi con questo tipo di creatività musicale: sono sufficienti poche centinaia di euro tra strumentazione elettronica e programmi.

Questa "globalizzazione" e semplificazione di procedure e strumenti, eliminando sempre di più le complessità tecniche e le difficoltà nella realizzazione di prodotti musicali, potrà liberare maggiori energie da rivolgere alla ricerca di nuovi significati, di diverse espressioni artistiche, contribuendo perciò ad aumentare la qualità della musica stessa con nuova linfa vitale. Solo ottimismo per il futuro? Non proprio, anzi vi potrà essere anche qualche ombra. L’estrema facilità di approccio al mondo della musica generata dallo sviluppo tecnologico potrà forse far moltiplicare il numero delle persone che, solo perché abili ad usare un computer, pretendano di essere classificate come musicisti.

Il titolo

Il titolo dell'articolo è ricavato da quello di una serie di serate per la TV, proposte nel 1972 da Luciano Berio per avvicinare il grande pubblico televisivo a come si pensa, si scrive, si affronta e si vive la musica, sia quella classica che quella moderna. Berio per la trattazione dei vari temi si avvalse della collaborazione di diversi colleghi fra cui Pierre Boulez, Bruno Maderna e Luigi Nono. Nell’occasione dell’anniversario della morte del compositore è stato pubblicato da Feltrinelli un libro e un DVD che raccoglie tutte le puntate del programma.

Conclusione

La musica elettroacustica non è altro che un grosso insieme di composizioni che utilizzano sia suoni acustici che sintetizzati. È scorretto pensare che solo la musica  da discoteca faccia parte di questo insieme.

Spero che Tasc vi abbia chiarito un minimo le idee e vi abbia anche fatto scoprire un piccolo mondo sconosciuto, ma vi assicuro molto interessante.