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Nuove forme d'arte digitali

Nuove forme d'arte digitali

Google si fa ancora promotore artistico, dopo il Made in Italy, ora l'arte digitale, insieme al Barbican di Londra.

L'arte digitale

La tecnologia, sviluppatasi straordinariamente nell’ultimo cinquantennio, ha contribuito a prospettare nuove forme di espressione artistica: il ruolo dell’arte, e quindi dell’artista, deve oggi più che mai essere aperto alla conoscenza ed all’appropriazione di tutti quegli strumenti che l’evoluzione tecnologica ci mette a disposizione. L’uso appropriato dei codici informatici ha sostituito per certi versi la conoscenza di pigmenti e miscele di oli da parte del pittore. Per questo oggi si può parlare anche di arte digitale, spesso chiamata anche "Arte multimediale" o "Computer art”.

Tutti gli strumenti fisici che erano supporto e presupposto di ogni creatività si condensano in un unico e potente mezzo: l’elaborazione elettronica, che prende le forme di personal computer, tablet, smartphone ecc., con possibilità infinite di sfumature di colori, di forme, di sequenze grafiche. In sintesi di tutte le gamme espressive.

L'arte digitale comprende un vasto mondo di creazioni artistiche realizzate insieme alla tecnologia resa disponibile negli ultimi 40 anni. L’artista in quanto tale può essere confuso facilmente con un programmatore, un esperto di elettronica, un ingegnere perché spesso può usare strumenti come Arduino, linguaggi come Processing, ma anche CSS e Javascript.

Persino la guida ufficiale di Arduino, pur trattandosi di una piattaforma open source che serve ad adoperare strumenti elettronici,  è rivolta ad utenti "originali": designer e artisti, non ad ingegneri. Paola Antonelli, direttrice del dipartimento di architettura e design del MoMA di New York, in un intervista al New York Times ha affermato:

The two most important introductions for art in the past 20 years have been the Arduino and Processing

Un'interessante fonte di opere d'arte può essere la mostra che curò proprio Paola Antonelli al MoMA, Talk to Me. Anche il sito web in sé è una piccola opera d'arte: ha un modo molto particolare di esporre le varie creazioni.

Un progetto di Auduino, un sintetizzatore open source creato con Arduino.

Link ad Auduino. Foto da Rain Rabbit - Flickr.

Un mio professore di sistemi informatici, 6 anni fa, usò un concetto che oggi ritrovo attuale e originale “Anche una pagina di codice, se impaginata nel modo giusto, può essere un’opera d’arte”.

Il primo esempio di arte "con il codice" è il sito web jody.org: registrato nel 1995 da Joan Heemskerk e Dirk Paesmans, riflette la poetica Dada, in cui gli artisti ”giocavano" con le immagini fotografiche e i caratteri tipografici ritagliati dalle riviste e i giornali. Jodi.org è il primo esempio di concezione artistica sul web tramite codice html.

Ecco oggi quanto si è evoluto il codice:

Progetto di Afra Noubarzadeh, Afragon.

Il concorso

Il codice è quindi il pennello degli artisti del nuovo millennio, e chi meglio di Google per promuovere la “digital art”?
DevArt è un concorso indetto da Google e dalla Barbican di Londra, grazie al quale i vincitori potranno esibire le proprie opere d’arte insieme a famosi “artisti digitali”: Zach Lieberman, il duo Varvara Guljajeva e Mar Canet, Karsten Schmidt. La particolarità del concorso è che ogni opera d'arte, compresa quella dei 3 artisti poco prima citati, dovrà essere open source: ogni artista dovrà documentare lo svolgimento del lavoro con bozzetti - parti del codice - foto - video, così da coinvolgere chiunque nel procedimento creativo. Per questo il DevArt si avvale della collaborazione della piattaforma github, nella quale dovremo eseguire il "fork" del progetto madre, per avere il template del progetto da personalizzare con la nostra creazione.

Il contest è partito il 4 febbraio e terminerà il 28 marzo.

Per il vincitore, oltre l'esposizione alla mostra che si terrà a Londra da luglio, ci sarà un premio in denaro di 25.000 sterline. I primi 10 riceveranno un badge come “finalisti” per il loro sito web.
Purtroppo il contest non è valido in Italia. Il regolamento dice “Contest is void in Italy, Quebec, Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and where prohibited by law.“, probabilmente riferendosi ad un vuoto legislativo. CodingCity ha chiesto direttamente a Google le ragioni dell'esclusione, ma non è stato specificato niente, solo un "Ci spiace che gli utenti italiani non possano partecipare a questa iniziativa,ma in effetti la non ammissibilità dei residenti in Italia è legata alla specificità dei regolamenti italiani per i concorsi".

Dove studiare l'arte digitale

Da alcuni anni in Italia è possibile studiare questa arte in diverse Accademie di Belle Arti. Il corso si chiama Nuove Tecnologie dell'Arte ed è presente nelle seguenti Accademie:

Ne ho indicate solo 4 su decine disponibili, giusto per dare un'idea e un'indicazione su cosa cercare di preciso.
In ognuno di questi corsi ci sarà sia una formazione pratica e creativa dell'arte, sia una parte storica. Oltre ad avere una tecnica ed una creatività ottime, serve avere anche quella "memoria storica", per essere il più originali possibile.

Una nuova estetica

L’arte concettuale ci ha abituato ad un abbandono dell’estetica a favore del concetto che l’artista voleva trasmettere e condividere. Forse con l’arte digitale, oltre ad avere una concettualità sempre presente, torniamo ad un estetica a volte più esplicita, visibile anche agli occhi meno abituati. Libri come Questo lo potevo fare anch’io difficilmente si adattano a questo tipo di arte.