Dove osano i batteri: la TOP 10 degli oggetti più infestati dai batteri
Nella prima metà del XIX secolo in un ospedale di Vienna, il dottor Semmelweis iniziò a farsi delle domande sulle numerose morti di parto nell'ospedale in cui lavorava e sulla strana discrepanza statistica rispetto ai parti che avvenivano per opera di ostetriche. Egli notò, infatti, che se una donna partoriva con l'assistenza di un'ostetrica aveva dieci volte più possibilità di sopravvivere rispetto a chi partoriva in ospedale assistita da studenti di medicina. Gran parte della sua vita fu dominata dall'ossessione di capirne il motivo, fin quando un giorno non arrivò l'intuizione geniale e capì che gli studenti di medicina aiutavano le partorienti dopo aver esaminato e dissezionato cadaveri! E, ovviamente, senza lavarsi le mani! Il conservatorismo dell'epoca portò il dottor Semmelweis a finire i suoi giorni in un manicomio, accusato di ciarlataneria e bollato come pericolo sociale, ma il suo lavoro aprì le porte alla scoperta dell'asepsi. In altre parole, bastava lavarsi e disinfettare le mani.
Certo, all'epoca nessuno poteva immaginare che le mani potessero essere un così forte veicolo di diffusione di batteri. Ma oggi? Siamo sicuri di essere tanto diversi dai medici pomposi e pieni di sé di allora? Perché i batteri continuano a nascondersi in posti molto comuni e, forse, a nostra insaputa entriamo tutti i giorni in contatto con numerosissime colonie di batteri, anche pericolosi.
Per mettervi in guardia (ed anche un po' per sorridere) Tasc ha stilato una lista dei dieci oggetti che "accolgono" più volentieri i nostri coinquilini invisibili. Siete pronti?
#10
Al numero 10 c'è la spugnetta per i piatti:
tutti i giorni, dopo pranzo e dopo cena, ci apprestiamo a lavare i piatti per non lasciare proliferare germi e batteri e invece, utilizzando la stessa spugnetta, non facciamo altro che organizzare una Woodstock per microbi. Ma basta mettere la spugnetta nel microonde per una trentina di secondi e sarà sterilizzata.
#9
Al numero 9 c'è il lavello della cucina:
tra la spugnetta e il lavello, direte voi, laviamo i piatti in un ambiente a dir poco sudicio! Ci piacerebbe potervi smentire, ma in realtà è proprio così! Per depurare almeno lo scarico del lavello, basta versare del bicarbonato di sodio, aceto e acqua calda all'interno del buco di scarico, non disinfetterà del tutto, ma dà una mano.
#8
Al numero 8, si piazzano, a pari merito, la maniglia della porta e il frigorifero:
la sottile differenza è che in genere se tocchiamo una maniglia è per aprire una porta, se tocchiamo quella del frigorifero è per prendere del cibo che poi ci portiamo alla bocca. E spesso avviene di dover aprire la porta della cucina prima di aprire il frigorifero.
#7
Passiamo al numero 7 e troviamo il telecomando:
e qui, come il dottor Semmelweis aveva intuito, la responsabilità è tutta "nelle nostre mani". Nelle piccole fessure, infatti, si depositano frammenti di pelle morta, sudore, briciole, polvere e quant'altro si attacca alle nostre dita. Questo "mix" crea un habitat ideale per i batteri.
#6
Al numero 6 troviamo il carrello della spesa:
di nuovo le mani (questa volta di tante persone) che fungono come veicolo di diffusione batterica. Afferrare il carrello per la barra significa fare da taxi per i batteri che ognuno si porta in tasca, dentro casa (magari nella propria spugnetta per i piatti) e accompagnarli sul carrello. Vi inizia a fare un po' schifo? beh, una soluzione semplice semplice si trova. Entrate nel supermercato e prendete i guanti trasparenti che servono per la verdura, et voilà! Basterà indossarli e il problema è risolto.
#5
Il numero 5 ci riporta a casa nostra, la tavoletta del water:
oggetto che suggerisce il concetto di sporco per antonomasia, è effettivamente un bivacco di batteri non indifferente. circa 300 batteri per cm quadrato si annidano sulla nostra tavoletta. Tranquilli, niente che non si possa tenere sotto controllo con una buona igene e pulizia del bagno.
#4
Il numero 4 è più subdolo, il cellulare:
ci avreste mai creduto? il cellulare, quel dispositivo inseparabile che teniamo sempre accanto a noi anche a pranzo, a cena, a volte anche nel letto la notte, è più sporco della nostra tavoletta del water! Bisognerebbe ricordarcelo la prossima volta che, al pub con gli amici, mandiamo un SMS o controlliamo le notifiche FB dal nostro smartphone e poi prendiamo le noccioline dalla vaschetta in comune!
#3
Il gradino più basso del podio spetta alla tastiera del PC:
come per il telecomando, tra un tasto e l'altro della nostra tastiera si infila veramente di tutto, pelle, peli, sudore, saliva, polvere, briciole, ecc... con tutto il corredo di batteri che di questi materiali si nutrono. Sarebbe buona norma pulire la tastiera almeno una volta la settimana, almeno prima di portarci il PC a letto per vedere un film in streaming.
#2
Medaglia d'argento per la sporcizia va ai pulsanti:
di questa categoria fanno parte gli interruttori della luce di casa nostra, il pulsante del citofono, quello dell'ascensore e (il più sporco di tutti) quello per chiamare la fermata sull'autobus (per non parlare del sostegno in metallo a cui aggrapparsi durante la corsa in metro!). Ancora una volta, la colpa è delle nostre mani.
#1
E per finire, l'oggetto più sporco in assoluto con cui quotidianamente entriamo in contatto è la banconota!
Mai un modo di dire fu più pertinente dell'espressione "sporco denaro"! I soldi di carta, infatti, sono l'oggetto sul quale in assoluto proliferano più batteri, sia per via della consistenza porosa della carta, sia per l'elevato numero di passaggi da una mano all'altra. Con una stima che va oltre i 130.000 batteri presenti su una banconota di piccolo taglio (5 o 10 euro, per capirci), il denaro è sicuramente l'oggetto quotidiano che ci sporca di più le mani.
Qualcuno potrebbe pensare che questo aspetto sia anche una bella metafora della realtà.
La soluzione finale
Qual è la soluzione a questa invasione di germi e batteri? Semplice, come già il dottor Semmelweis aveva intuito, basta lavarsi frequentemente le mani.
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