Ambiente

Quando l'architettura diventa "follia"

Quando l'architettura diventa "follia"

A vincere il concorso "Follia architettonica del XXI secolo" non poteva che essere quest'opera.
Il progetto, nato dalla collaborazione dell'agenzia Sou Fujimoto Architects con le meno note Nicolas Laisné Associés e Manal Rachdi Oxo Architectes, sfida tutti i canoni stilistici e rompe i codici architettonici contemporanei.

Dove? A Montpellier

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Montpellier è una metropoli giovane, ricca di nuove aziende legate al web ed all'arte, è capitale della Linguadoca, regione dell'estremo Sud francese, con più di 250mila abitanti ed è conosciuta da noi italiani per essere la città dove Petrarca cominciò gli studi universitari.
E presto vedrà la nascita dell'Arbre Blanc, nel distretto di Port Marianne (zona Est della città, sul fiume Lez), quartiere Richter.

La vittoria del concorso è stata annunciata via Twitter sul profilo dell'editore britannico Phaidon; l'architetto giapponese Fujimoto non sarà il primo a rinnovare la città, visto che il piano dell'amministrazione per ringiovanire Montpellier ha già in cantiere il rifacimento della torre ai Jardins de la Lironde a cura dell'inglese Farshid Moussavi.

Il solo fatto che i cittadini siano abituati a passeggiare tra opere architettoniche d'avanguardia, curate da firme eccellenti (Jean Nouvel, Zaha Hadid e, tra gli italiani, i fratelli Fuksas) mostra la grande apertura della metropoli all'innovazione e l'attenzione alla creatività degli edifici: ma quali saranno le reazioni all'Albero Bianco? Follia sembra essere la parola più gettonata.

L'albero bianco

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Opera architettonica immane, per genio visionario e per design mozzafiato, sarà presto reale negli occhi di tutti i cittadini di Montpellier: la costruzione è prevista a partire dall'Estate 2015 e terminerà nel 2017.

Il nucleo della struttura è curvo, una torre a spirale circondata da balconi che spuntano dal corpo centrale quasi fossero rami e foglie di un vero e proprio albero, scavato e scolpito nel tempo dai fenomeni atmosferici. È nell'intento dell'architetto giapponese ripercorrere con Arbre Blanc i sentieri di una forma naturale "come un paio d'ali che s'inarcano al vento", ispirato proprio dalla vita all'aperto che a Montpellier amano fare (ed i soli sette km dal mare aiutano).

Se a ciò uniamo la vicinanza al fiume Lez e la possibilità di massima insolazione e vista panoramica a 360°, la scelta di realizzare i balconi a sbalzo estesi sul vuoto e mai allineati ad altri è la caratteristica più curiosa ed interessante: ogni appartamento ha una superficie esterna di terrazzo che ne costituisce quasi la metà, ed i futuri residenti potranno scegliere l'orientamento che più si adatta al proprio gusto ed uso quotidiano, con la creazione di piccoli giardini pensili per meglio controllare la dispersione termica e l'impatto visivo della torre.

La torre è alta 56 metri, consta di 17 piani ed ha un costo di 40 milioni di euro; avrà 120 unità abitative di lusso (con un prezzo a dir poco proibitivo di 5000 euro/m²) tutte dotate di terrazzo, 152 posti auto nel piano interrato, uffici e ristorante al primo piano ed un bar con vista panoramica che ospiterà anche una galleria d'arte contemporanea.
La domanda sorge spontanea: si armonizza davvero, una struttura così imponente, con lo stile costiero della Linguadoca? Il bianco che copre quasi totalmente questo colosso ha un fascino nevoso, che poco si sposa con Montpellier (non fatevi ingannare dal nome, non è un monte).

Conclusioni

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Con la costruzione di nuovi edifici audaci ed imponenti, l'amministrazione conta di portare nuova luce agli spazi pubblici in disuso, contribuendo con le 12 Follie (le opere vincitrici scelte dal Comune) a dare un'identità nuova alla città.

Ma saranno d'accordo i cittadini? E soprattutto, è davvero necessario ricorrere alla follia per ridare vita alle costruzioni abbandonate?

(foto di Sou Fujimoto Architects, NL Associés, Oxo Architectes e RSI-studio)