La strabiliante casa che non c'è
Dal titolo, che può fuorviare, rassicuro i lettori: non si tratta assolutamente di uno spoiler cinematografico, non di un trucco di magia e neppure di una giostra del luna park. Design, simply.
Il fienile invisibile
Soprannominata anche The Invisible Barn, questa creazione dello studio stpmj è stata progettata per il Socrates Sculpture Park di Long Island, New York. Il parco, nato negli anni '80 dal recupero di un area abbandonata, un tempo adibita a discarica, è stato ideato proprio come luogo di ritrovo ed esposizione di installazioni, un open studio dedicato agli scultori ed un parco verde cittadino per le famiglie, vista la propensione alle lunghe passeggiate lungo l'East River ed ai picnic in compagnia delle opere d'arte.
I giardini, notevoli e curati nei dettagli, offrono la perfetta sintonia tra natura e uomo: camminando nei quasi cinque acri di terreno, curati dalla Plant Specialists di Grahame Hubbard, ci si ritrova a fare i conti con lo skyline di Manhattan come panorama d'eccezione.
All'interno del parco, accessibile quotidianamente dalle 10 del mattino fino al tramonto, si svolgono numerose attività: dal tai chi allo yoga, passando per la canoa fino all'educazione, i programmi promossi dai gestori sono volti a sensibilizzare i cittadini (ma non solo) ai temi dell'ambiente, dell'arte e del vivere bene, mostrando come realmente tutto questo vada d'accordo in una metropoli come New York City.
Specchiarsi con la follia
Con architectural folly si intende una struttura costruite quasi unicamente per la sua decorazione esterna; questo fienile invisibile è stato appositamente creato per The Architectural League's 2014 Folly Competition, competizione nata nel 2011 proprio dalla collaborazione tra l'ordine degli architetti di NY ed il parco Socrates, per permettere a tutti i designer ed artisti emergenti di reinterpretare l'ornamentazione urbana.
Specchiare un panorama per valorizzarlo al meglio è l'intenzione da cui è partito progetto: lo studio diretto da Seung Teak Lee e Mi Jung Lin ha ricostruito un edificio rurale in legno, coprendolo per la maggior parte con un film riflettente, con l'intenzione di integrarlo nello spazio naturale ma non di nasconderlo totalmente alla vista.
La struttura
Un parallelogramma molto schiacciato, lungo e stretto, con dimensioni non superiori ai 6 x 4 metri, la cui costruzione è davvero semplice e consta di 8 pannelli di legno avvolti da una guaina che li lega assieme; attorno alla struttura viene però fatto passare un sottile film in Mylar (rivestimento utilizzato nella tecnologia aerospaziale per le tute e le navette, ma anche più vicino a noi nei palloncini argentati alle fiere) capace di rendere l'edificio quasi invisibile.
La caratteristica più interessante, da un punto di vista prettamente architettonico, sta nel lasciare alcuni parti della struttura visibili: ad esempio i ritagli adibiti a finestra rimangono aperti ed il legno chiaro è ben visibile, creando l'illusione di una cornice che galleggia a mezz'aria, nel folto del boschetto, ed incuriosendo allo stesso tempo i visitatori nell'interazione con il fienile.
Anche la scelta di posizionare The Invisible Barn nel bel mezzo degli alberi, in uno spazio in cui la vegetazione è folta ed è possibile notare facilmente il cambiamento delle stagioni è oculata; si tratta infatti della precisa volontà di esaltare le forme naturali circostanti, siano esse l'albero rigoglioso in Primavera o il candore della neve tra i tronchi in Dicembre.
Non avendo vinto il concorso Folly 2014, stpmj sta cercando una nuova casa dove poter sistemare l'opera. Non è che avete un bel boschetto, proprio fuori dalla finestra di camera vostra, da poter esaltare al massimo con quest'installazione?
Tutte le immagini sono cortesia dello studio architettonico stpmj.
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