Opinioni

Sei perfetto anche tu che non lo pensi

Con questa opinione voglio condividere una parte della filosofia di Spinoza (Amsterdam, 1632-1677) a mio parere particolare e interessante.

Spinoza ha avuto una vita non proprio felice, la famiglia originaria del Portogallo era stata costretta ad emigrare in Olanda, a 6 anni rimane orfano. Dopo aver studiato nella comunità Ebraica di Amsterdam fu scomunicato e bandito non solo dalla stessa comunità Ebraica ma anche dalla Chiesa Cattolica.

Il filosofo si trova a cercare una sola cosa: la tranquillità, vuole essere felice.

Si inizia come sempre con la descrizione della natura. Spinoza pensa che tutto derivi da una Sostanza, unica, eterna, increata, infinita. Ma... in che modo il mondo fisico è in relazione con questa Sostanza? Per rispondere bisogna introdurre i due concetti di "attributo" e "modi":

Attributi: Qualità della Sostanza

Modi: Modi in cui si manifesta la sostanza

Continuare il ragionamento tecnico sarebbe complicato e pesante da leggere, semplifichiamo un po':

La Sostanza può essere paragonata ad un Oceano sconfinato, gli attributi sono quindi la materia "acqua" di cui è composto e i Modi diventano le onde.

Noi siamo come delle onde, manifestazione della Sostanza: gli uomini continuano a nascere e morire, nessuna onda ha la presunzione di voler durare per sempre. Un po' triste ricordarlo... per Spinoza no! Essendo la sostanza, l'oceano, perfetto, vuol dire che anche noi siamo "perfetti"! Durante la vita bisogna sempre dare il massimo per conservare la virtù dell'uomo ma nonostante tutto siamo destinati a ritornare nella perfezione di cui in un certo senso siamo fatti.

"Perseguire la felicità è lo scopo stesso della vita: è evidente"
Dalai Lama

Spinoza ha costruito tutta la sua filosofia per raggiungere la felicità, voi, più realisticamente, quando siete felici? Situazioni, esperienze, compagnia...? Racconta un tuo momento di felicità inserendo una opinione qui su Tasc!


Consiglio anche la lettura di "La Brevità della Vita" di Lucio Anneo Seneca, una esortazione alla felicità indirizzata dall'autore al potente ma non soddisfatto Pompeo Paolino.