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Fatti guidare dalle scarpe!

Fatti guidare dalle scarpe!

Una scarpa intelligente. In questi anni, l'aggettivo smart viene utilizzato praticamente dappertutto; tutto è intelligente, tutto è capace di sviluppare soluzioni, fornire aiuto e costanti indicazioni su come fare e dove andare. Ed ora ci si mettono pure le scarpe.

Seguite la guida, per favore

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Considerate le tecnologie miadidas e Nike+ del tutto superate: oggi vi presentiamo le scarpe SuperShoes, o per meglio dire le solette, in grado di guidarvi in qualsiasi città senza dover costantemente tenere d'occhio il vostro smartphone o smartwatch. Nessun problema di perdersi nelle grandi metropoli, nessun rischio di non sapere che strada prendere e di arrivare tardi ad un appuntamento.

Tutto ciò grazie alle solette intelligenti di Dhairya Dand, ricercatore del Media Lab del MIT, in grado di guidare chi le indossa attraverso una qualsiasi città; niente più cartine illeggibili o Google Maps acceso, dunque. Per ora è soltanto un prototipo in via di sviluppo, ma crediamo che avrà risvolti pratici davvero a breve!

Utile a tutti

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Se siete esploratori della domenica in cerca di avventura, fanatici delle passeggiate e camminatori incalliti allora sì, quest'invenzione fa al caso vostro: niente più interruzioni inutili e soste fastidiose solo per controllare il percorso, rompendo il ritmo e circondandovi di moscerini. Potrete sfruttare percorsi alternativi già sperimentati da altri prima di voi, variare il tragitto iniziale per qualcosa di più comodo ed anche aggiornare la corsa in base alla fatica fatta.
Tutto ciò senza mai prendere in mano lo smartphone.

All-in-one: l'anima

Un modulo Bluetooth a basso consumo collega un pad microcontrollore, un'interfaccia integrata alla batteria e tre motori vibrotattili, allo smartphone nello zaino: la soletta racchiude questi elementi in un corpo flessibile ed altamente resistente in silicone, che si adatta facilmente a qualsiasi calzata, così da rendere ogni vostra uscita un po' più intelligente, dallo scarpone per la montagna alla running sneaker.

il collegamento

Il trucco c'è ma non si vede. La soletta è collegata via Bluetooth al vostro smartphone (ecco dov'era la trappola): tramite un'app dedicata, ShoeCentral, che sfrutta i dati GPS del telefonino, potrete tracciare la vostra posizione in ogni istante; inoltre ShoeCentral è stato pensato come un social dove costruire il proprio profilo, preferenze di camminata, amicizie e luoghi interessanti, fino ai migliori cinema e ristoranti, rimanendo sempre aggiornati sulle condizioni meteo.

la guida

Qui sta il bello. Le indicazioni non saranno vocali né scritte, l'applicazione invierà una vibrazione ai piedi quando sarete nei pressi di un bivio o un incrocio, tale da mettervi sulla strada giusta. La facilità di utilizzo comprende anche l'evoluzione e la personalizzazione di ShoeCentral, che più verrà utilizzata e più sarà in grado di conoscervi meglio, proponendo nuove vie d'esplorazione o piacevoli passeggiate nelle vicinanze con una vibrazione solleticante alla punta delle dita.
Vi solleticano le dita del piede destro? Girate a destra; vi solleticano entrambi i piedi una volta? ShoeCentral ha una raccomandazione per il percorso; due volte? C'è un promemoria da leggere (sbrigatevi, avete appuntamento con la fidanzata tra un'ora e dovete ancora passare dal fioraio!); non sentite alcuna vibrazione? Andate avanti; la vibrazione è ripetuta e costante? Avete raggiunto la vostra meta!

Il futuro dei wearable devices

La tendenza sembra essere più intelligente e più nascosto: gli aggeggi tecnologici che promettono di migliorare la nostra quotidianità stanno prendendo la via della trasparenza, visto che meno sono visibili e più catturano la nostra attenzione; non costituiscono dunque una vera e propria rivoluzione, ma un costante miglioramento tecnico ed economico dei sensori, in grado di essere inseriti ovunque. Arrivederci a breve, sulla vostra camicia.

All that glitters ain't gold

Nessuna interazione con la gente del posto, nessuna sorpresa o meraviglia nello scoprire posti e quartieri nuovi, nessun uso attivo della mente. Ma è davvero questo ciò che desideriamo e di cui abbiamo bisogno? Se consideriamo però che risorse come queste distoglieranno il nostro sguardo dagli schermi, ne rivalutiamo decisamente l'uso: saremo davvero capaci di renderlo fruibile per godere nuovamente della realtà che ci circonda?