Scopriamo l'albergo tutto da smontare
E chi l'ha detto che un architetto non può giocare? Se giocare è sinonimo di creatività e di evoluzione, ecco a voi l'hotel Hive Inn, direttamente dai creatori di...Jenga.
Amore, prenota la stanza di...Swarovski
Una sfavillante quanto curiosa idea di branding sta dietro a progetti futuristici come questo: ogni marchio mondiale, che sia moda, cultura, motori o scienza, potrà creare un container-stanza apposita, a tema, scegliendo tutto nei particolari, per offrire al proprio ospite l'idea di vivere totalmente nel mondo scelto. Ma attenzione, pur essendo soltanto una stanza da letto, potrà avere qualsiasi comfort!
Amanti dell'alta moda firmata Gucci oppure tifosi sfegatati della Ferrari? O magari Apple-fanatici? Non c'è problema, ciascuna casa potrà rifornire il container con tutto ciò di cui avrete bisogno, per il vostro miglior soggiorno all'hotel. E chi l'ha detto che non sarà un'intera catena, con strutture di lusso sparse nel mondo?
L'idea di fondo
Una costruzione a dir poco strabiliante è stata ideata dallo OVA Studio, un team di intraprendenti architetti di Hong Kong: inizialmente ideato per partecipare ai Radical Innovation Awards Competition 2014, si chiama Hive Inn e prevede il riutilizzo di vecchi container, adeguatamente riadattati e rifiniti, modulati appositamente per creare un ambiente unico nel suo genere. I container possono essere inseriti nell'hotel a periodi (un mese a Londra, due mesi a Singapore, con sosta intermedia a Los Angeles), possono facilmente essere scambiati, tramite una gru, con altri, all'interno della struttura a griglia; soprattutto, ogni blocco sarà indipendente dagli altri, di modo da consentire uno spostamento più agevole e senza infastidire gli ospiti degli altri brand.
Un occhio attento, dunque, alla sostenibilità del concept, per il quale ogni container viene rimesso a nuovo o sostituito quando non più sicuro, funzionale ed ormai obsoleto. La presenza di piani dedicati al verde, con zone alberate ed erbose, può essere una soluzione per mitigare alla vista un "palazzo" così, ma non la migliore possibile, da rivedere.
L'evoluzione
Proviamo a ripensare questo concetto come a qualcosa di applicabile anche alla vita quotidiana: non soltanto ospitalità e turismo, dunque, ma anche a temporary shops, saloni, mostre e unità lavorative. Gli scenari che si aprono sono davvero tantissimi, così come tantissime sono le possibilità di facilitare la "revisione" e la cura dei singoli container: che siano unità mediche d'emergenza (leggi pronto soccorso mobile) o piccoli stand espositivi, sono sempre pronti a partire per arrivare nel giro di qualche giorno dall'altra parte del mondo.
Filosoficamente parlando
Ciò che sta dietro alla concezione del Hive Inn è il desiderio di portare ai limiti concetti quali mobilità e flessibilità, motti dell'odierno vivere: ogni oggetto materiale, dato e qualsivoglia emozione personale deve per forza seguirci dovunque andiamo, dal posto di lavoro alla vacanza ai Caraibi. Inoltre, il maggior ricavo dell'hotel arriverebbe dagli sponsor, per cui l'ospite si troverebbe in un albergo di lusso ad un prezzo accessibile, pagato proprio dal brand nella cui stanza a tema sta comodamente dormicchiando, mentre legge Tasc sul suo tablet. Niente male come idea, vero?
Si ringrazia OVA Studio per le immagini e DesignBoom per l'ispirazione, a cui vanno tutti i credits.
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