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#shareoffline - La parola ai Partecipanti

#shareoffline - La parola ai Partecipanti

Dopo circa un mese dall'evento #shareoffline che ha registrato 600 partecipanti attivi siamo pronti a svelarvi i risultati. Dopo critiche, complimenti e partnership, è arrivato il momento di raccontarvi com'è andata.
Le tappe che abbiamo percorso ci hanno portato a presentare il progetto durante una serie di conferenze dell'Italian Institute for the Future alla facoltà di sociologia a Napoli, per le quali ringraziamo Vincenzo Luise per l'invito e l'appoggio.
Dopodichè siamo stati invitati al World Mobile Congress organizzato dal Google Developer Group Campania all'università Parthenope, per raccontare ai presenti i disagi che il mondo degli smartphone sta creando nella nostra società, il tutto con l'aiuto di Cora Sollo, una storyteller specializzata in visual social. Inoltre, grazie a Rachele Zinzocchi, social e community manager di Tre Italia, siamo comparsi anche sulla pagina Facebook da lei curata ottenendo un'ottima risposta in termini di utenti che si sono interessati attivamente all'iniziativa.

Quindi abbiamo raccolto le vostre esperienze, abbiamo letto e siamo entrati nelle vostre storie, ma soprattutto abbiamo cercato di guardare oltre le vostre risposte e questi sono i risultati.

Chi ce l'ha fatta?

Per prima cosa possiamo vedere che la maggior parte di voi ha scelto di partecipare alla sfida più difficile, quella di 24h:

Di tutte queste persone ci siamo chiesti l'età, perchè era importante sapere sia quali fasce l'evento avesse smosso maggiormente, e soprattutto quali fossero le età più soggette a questa dipendenza. Oltre ogni previsione abbiamo visto che, anche se in minor numero, anche persone più adulte sono state soggette a dipendenza da connessione (secondo le loro testimonianze) e quindi hanno provato a partecipare. Lo spazio maggiore lo hanno comunque occupato i giovani dai 16 ai 20 anni:

Con grande soddisfazione possiamo inoltre dirvi che la maggior parte dei partecipanti, alcuni con grande leggerezza, ma alcuni con enormi sforzi, hanno superato la prova:

Le apps più rimpiante

Ma quali sono state le applicazioni o i servizi online più rimpianti? Dalle vostre risposte ne abbiamo individuati 6. A questi avete non solo dato una preferenza, ma avete anche espresso da 1 a 5 quanto vi sono mancati. I risultati indicano effettivamente che l'app che viene più utilizzata e che si rende indispensabile alla comunicazione online è Whatsapp, che è mancata al 42% degli utenti, seguita da Google con il 21% e da Facebook con il 15%. La cosa che colpisce è che pur se Facebook è stata superata dalle Mail con 2,5 e da YouTube con 2,4. Ciò significa che è vero che Facebook crea dipendenza, ma non indispensabile.
Google con il suo 3,1% ricorda a tutti che le enciclopedie nei nostri scaffali raccolgono polvere da anni ormai, perchè ogni dubbio che ci può venire durante la giornata lo può sciogliere lui con un click.

Che cosa avete fatto di diverso?

Un altro punto su cui indagare era ovviamente cosa vi avevamo indotto a fare di diverso dal solito. Scollegarsi per rimanere nella stessa solita apatia sarebbe risultato inutile. Abbiamo quindi chiesto quanti di voi sono rimasti a casa (quindi per studio, lavoro, semplice pigrizia, attività da farsi indoor) e quanti sono stati fuori casa (uscita con gli amici, impegni outdoor, passeggiate). Non conoscendo i classici impegni dei partecipanti abbiamo dovuto fare una terza domanda: "Hai fatto grazie a quest'evento qualcosa di insolito?"

Il 22% ha detto di sì.

Perchè #shareoffline? Ora lo sappiamo

Quel 22% ci aveva lasciato molte domande. Siamo stati fortunati a ricevere da quelle stesse persone un dettaglio di quello che loro ritenevano insolito. Leggendo specialmente le impressioni che ci sono state mandate per esteso, siamo riusciti a dare un valore ancora maggiore all'evento che si è svolto. Una delle cose che i partecipanti hanno notato di più è quanto i social e l'utilizzo dello smartphone tolgono tempo reale alle cose che facciamo. Non sono più quella cosa che apriamo quando abbiamo del tempo libero, ma le notifiche vanno ad intaccare ogni momento della nostra giornata e di ciò che facciamo fermandolo, rallentandolo, bloccandolo, ma soprattutto togliendoci la possibilità di fare ulteriori cose concrete.

Il 22% dei partecipanti con quella domanda ci ha detto che è riuscito a fare ciò che, in particolar modo a causa dei social, non faceva mai. C'è chi voleva semplicemente finire di leggere un libro, chi aveva una casa da arredare da tanto tempo, chi voleva incontrare un amico che non vedeva da tempo, chi non riusciva a terminare di scrivere una storia, chi rimandava di continuo l'organizzare una cena per la sua ragazza...

Tutte queste cose possono sembrare semplici banalità, ma loro ci hanno detto che le hanno fatte grazie a noi, grazie ad una piccola iniziativa che gli ha fornito l'unica cosa al mondo che non è monetizzabile: il tempo.

E allora noi vi invitiamo NON a spegnere Internet e a eliminare i Social dalla vostra vita, ma a utilizzarli non per osservare uno stream di bacheche e di foto, ma per poter organizzare più velocemente cose che possano farvi sentire vivi.

Ogni tanto staccatevi da lì e prendetevi il vostro tempo, perchè una conversazione su WhatsApp la potete recuperare, ma il tempo no, quello non si recupera mai.

In conclusione...

Per finire più dell'80% dei partecipanti l'ha trovato utile, lo consiglierebbe e lo rifarà. Evidentemente, ciò significa che ricordare com'era la vita prima di quest'attaccamento morboso e inutile alla tecnologia è stato importante, e soprattutto ha ricordato alle persone la bellezza delle cose semplici che accadono nel mondo reale lontano dagli schermi.

Dal canto nostro promettiamo di riproporre lo #shareoffline in maniera diversa e ancora più innovativa la prossima volta, e intanto continueremo a scrivere qui per voi su Tasc, per ispirarvi su tutto ciò che potete fare e ideare, anche lontano dagli schermi.

Al prossimo evento e grazie a tutti per la partecipazione e il supporto!