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Il bamboo sostituirà la fibra di carbonio?

Nel mondo delle automobili, i dubbi a riguardo sono pochi. Più leggero, rinnovabile e soprattutto più economico, il bambù sta prendendo il sopravvento sul carbonio nell'industria delle quattro ruote. Ma quanto percorribile è questo terreno?

TOTI Eco2 bamboo taxi

Difficile rispondere, anche per i maggiori esperti mondiali, ma una cosa è certa: nessuno vuole farsi sfuggire l'opportunità di sperimentare la fibra vegetale in questo campo, né tanto meno lasciare libera strada ai concorrenti.
Ecco perché le maggiori aziende del settore stanno studiando avanzati sistemi di utilizzo del bambù, in maniera del tutto rinnovabile.

Già, perché proprio il bambù sta vivendo un periodo non facile; in Asia, a causa del surriscaldamento globale e della massiccia deforestazione, la specie sta conoscendo una decrescita sempre maggiore. E questo non è solo la causa dell'ormai avviata estinzione del panda nelle sue maggiori aree di presenza, ma la sparizione di un intero habitat per molti animali.

Fortunatamente, anche grazie all'impegno delle aziende che sfruttano il bambù per farne oggetti di più o meno grandi dimensioni, il bambù sta conoscendo una nuova era di sviluppo in coltivazioni specializzate: la caratteristica pressoché unica della specie è la sua rapida crescita, da ogni pianta nascono ogni anno diversi culmi che, nel giro di qualche anno, diventano "adulti", con un ricambio generazionale praticamente continuo: lo sviluppo e la raccolta dei migliori esemplari avviene in meno della metà del tempo rispetto alle altre specie legnose, che hanno una media di 16-18 anni per la crescita completa.
Addomesticato il bambù, c'è da chiedersi se davvero valga la pena sperimentare un materiale vegetale nell'industria automobilistica, a livelli globali; i forum specializzati sono alquanto fiduciosi nella buona resa del prodotto, visto che per molti altri aspetti ha sostituito il carbonio in toto.

Phoneix Concept Car, Kenneth Cobonpue & Albrecht Birkner

Le tavole da surf, così come le biciclette, più all'avanguardia hanno già dimostrato come uno speciale intreccio di bambù combinato ad un rivestimento in resina epossidica riesca a renderle forti e leggere, per nulla fragili.

Sicuri del fatto che non è abbastanza forte per qualsiasi applicazione automobilistica (non penserete mica di farci un intero telaio?!), di certo per molte parti interne ed esterne è meglio della fibra di carbonio:

-è più economico, 6 cent a libbra contro gli 8-10 dollari a libbra della fibra di carbonio (fonte)

-è una fonte davvero rinnovabile, alcune specie possono crescere ad un ritmo straordinario, fino a 91 cm al giorno! (fonte)

-la polvere del processo di lavorazione del bambù si decompone in tempi relativamente brevi (essendo vegetale), mentre gli scarti di lavorazione delle materie sintetiche rimangono per centinaia o addirittura migliaia di anni nelle discariche.

Se la fibra di carbonio può, dal canto suo, ritenersi un'ottima soluzione per alleggerire il peso dei veicoli e, di conseguenza, il loro consumo di carburante, rimane il fatto che l'impatto ambientale è di primissimo piano: un esempio lampante è costituito dalla BMW i3.

Il materiale usato dalla casa tedesca per costruire la scocca dell'auto proviene dagli USA (dallo stato di Washington, precisamente) ed è un CFRP, ovvero una fibra di carbonio in plastica rinforzata, che ha un processo di creazione lungo e dispendioso: la stessa BMW ha ammesso che il costo, in termini economici ed energetici, è assolutamente insostenibile rispetto alla produzione di una convenzionale scocca in acciaio stampata; vale veramente la pena investire le proprie risorse in un percorso così estenuante per poi vedere la drastica diminuzione nei consumi? Ossia, il gioco vale la candela?

I tedeschi (e non solo loro) ne sono convinti, e sono forti sostenitori della fibra di carbonio, ma non nascondono avanzate ricerche anche nel campo del vegetale (applicazioni BMW del bambù potete trovarle qui).

Non mi resta altro che, da buon curioso di innovazione, lasciarvi ai link che sono stati fonte d'ispirazione per l'articolo. Fatemi sapere i vostri pareri!

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