Scienza

Come risolvere qualsiasi problema

Come risolvere qualsiasi problema

Ok, il titolo di quest'articolo forse è un po' presuntuoso. Ma cosa significa risolvere un problema? Parliamo di problemi generici, di certo non vi spiegheremo nel dettaglio nello specifico come dimenticare una storia d'amore andata male o nemmeno come risanare un'azienda dai suoi debiti. Di certo però esiste una mentalità generica che ho imparato nel corso degli anni, e che quantomeno vi insegnerà a risolvere un problema, oppure, come vedremo, ad ignorarlo. Steve Jobs ad esempio era famoso per ignorare i problemi, ed è stata una delle sue caratteristiche fondamentali.

1) Il problema esiste? Ora?

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Il primo step da compiere è capire se il problema esiste. O meglio, occorre farsi le due domande:

  • Il problema esiste davvero? È considerabile un vero ostacolo?
  • Il problema me lo devo porre ora? O meglio porselo quando si presenterà? (Quindi non esiste ora ma esisterà in futuro)

Spesso infatti ci creiamo problemi o ci facciamo problemi che in realtà poi scopriamo che non esistono, che non sono problemi. E spesso si sfocia nel campo più delle paranoie, ovvero "problemi mentali". Oppure ci facciamo problemi troppo futuri che probabilmente non accadranno mai. Spesso sono i nostri amici a farcelo notare. Preoccuparsi del futuro è come masticare un chewing gum per risolvere un'equazione algebrica diceva Baz Luhrmann. Ci sono molte persone che sono nate per crearsi problemi davvero inutili perché non sanno come riempire il proprio tempo. Ad esempio mettiamo che oggi sia lunedì, e che pensiamo già a cosa fare sabato sera. Escluse ragioni particolari, perché diamine vi preoccupate cosa fare sabato sera quando siamo a lunedì? È uno dei classici problemi inesistenti comuni. Non è di certo un problema, ma lo trattiamo come se fosse un problema avere il sabato sera "non programmato". Ogni giorno ci sorgono domande e problemi, abituiamoci a stabilire delle priorità e a capire quali sono dei problemi veramente importanti, e quali invece, non devono nemmeno essere considerati problemi. Spesso infatti molti problemi li ho risolti chiedendomi: "Anche se risolvessi questo problema, cosa succederebbe?", se la risposta è "Niente" allora non è nemmeno un problema.

Non essere troppo prevenuti

A volte ci poniamo problemi perché siamo per natura prevenuti, e quindi ci poniamo problemi che si presenteranno e andranno affrontati più avanti nel tempo, e allora per quale motivo dovreste porveli ora? Prendiamo l'esempio aziendale in cui si discute di un nuovo possibile prodotto, ancora non si sa nulla di esso, non si sanno i costi, non si sanno i dettagli, e già c'è una persona che si preoccupa del prezzo di vendita. A cosa serve preoccuparsi del prezzo di vendita quando ancora non sai i costi? È il classico esempio di perditempo e di chi non è capace di seguire un processo aziendale. Dovete essere abbastanza maturi in modo da capire quando i problemi vanno posti.

2) Capire il problema

Il modo più superficiale per affrontare un problema è quando esso viene mal interpretato e non viene studiato in profondità. La soluzione di un problema si trova quando si è veramente coscienti del problema. Altro esempio aziendale banale: un'azienda è in perdita, il problema è che l'azienda è in perdita? Sbagliato. Se il problema fosse che l'azienda si trova in perdita allora basterebbe teoricamente aumentare i prezzi di vendita per farla tornare in utile. Quindi è meglio chiedersi il motivo per cui l'azienda in perdita, andando fino in fondo al problema e magari chissà, scoprendo che l'azienda è in perdita perché chi ha tenuto il bilancio non ha contato dei ricavi (ok, questo esempio sarebbe troppo facile).

Capire il problema è spesso il problema

Ovviamente capire il problema diventa di per sè il problema principale. Questo capita quando il problema è un'insieme di altri problemi, o quando ci troviamo di fronte a problematiche veramente grandi. E qui non posso non fare l'esempio della crisi economica dell'Italia. Il problema della crisi economica italiana da chi è causato? Dai politici? Dall'elevata pressione fiscale? Dagli evasori? Dalla disoccupazione? Dall'Europa? È chiaro che diventa molto difficile capire il problema. Diventa quindi fondamentale individuare dei sotto-problemi, delle priorità. Non sono un politico, ma ad esempio potrei escludere come colpevole l'Europa, semplicemente giustificandomi col fatto che la Germania non ha i nostri problemi e fa parte anche lei dell'Unione Europea. Potrei escludere anche la disoccupazione, perché al disoccupazione è un problema secondario causato probabilmente da problemi più prioritari come l'elevata pressione fiscale (che non permette alle imprese di assumere) e tanti altri motivi. Ovviamente non siamo qui per spiegare la crisi economica italiana, ma spero sia chiaro che comprendere il problema spesso è il problema più complesso per trovare la soluzione.

3) Affrontare il problema

Il problema c'è ed esiste, avete capito il problema. Ora occorre affrontarlo, ed è in realtà la cosa più facile nel 99% dei casi. Come ho detto prima, solitamente capire il problema è il problema più difficile. Una volta che sapete qual è il problema dovete automaticamente trovare la soluzione per risolverlo. Ad esempio c'è il problema che avete preso negli ultimi tre esami universitari dei voti inferiori al 25 (sì, è il mio caso). È sicuramente un problema che non si può risolvere perché i voti non si possono cambiare, ma quantomeno posso capire come evitare che il problema si verifichi di nuovo. La prima cosa che ho fatto è capire perché ho una media bassa rispetto a quello che vorrei. E dunque ho capito il problema: dovrei certamente studiare di più, ma ho scoperto che sarebbe la soluzione più dispendiosa e non sempre funzionante. Studiare di più non vuol dire per forza prendere voti maggiori. La soluzione principale che ho trovato al problema e che sembra funzionare è studiare meglio. Che vuol dire, in concretezza:

  • Capire le parti che ho studiato peggio e che dunque devo ripassare, studiare tutto e tanto spesso porta a sapere bene alcune cose e malissimo altre.
  • Stare calmo e non studiare di fretta, studiare bene 60 pagine su 100 è meglio che studiarne 100 male.
  • Eliminare al massimo i tempi morti, evitare cose non prioritarie (es. vedere il feed di Facebook).

Affrontare il problema significa sempre trovare degli atti concreti da fare per risolverlo, e poi farli. È proprio il "fare" che spesso manca, l'ultimo passaggio. Spesso siamo pigri e non risolviamo il problema anche se sappiamo benissimo cosa dobbiamo fare per risolverlo. Eppure quando risolviamo un problema o un dubbio siamo più felici e sereni. Dunque non arrendiamoci mai, arriviamo sempre in fondo ad ogni problema che dev'essere risolto. Perché finché non è risolto continuerete a commettere gli stessi errori e a creare altri problemi. L'esempio economico torna sempre utile: se non risolvete alcuni debiti i problemi si moltiplicheranno: i creditori perderanno fiducia in voi, si produrranno interessi di mora e sarete stressati. Di certo pagare dei debiti non è mai facile, ma c'è sempre un modo, c'è sempre qualcosa che potete almeno tentare di fare. E dunque, tentate sempre.